• Ci sovviene qui il ritornello del nostro “Corrispondente americano" che sempre in ogni suo testo pone l'avvertenza che per questi signori il mentire, ai gentili, è cosa assolutamente naturale e lecita, come il respirare, come l'acqua che scorre nei ruscelli, come gli uccelli che volano in cielo. Chi per un solo istante se ne dimentica, è perduto!
• Di Sinwar, su cui Fiammetta tenta di gettare del fango, non mi pensto di aver comprato e letto il romanzo autobiografico, tradotto in italiano. Ne viene fuori una figura nobilissima ed eroica. Ed il libro, che non poteva essere scritto nella forma del saggio, aiuta a capire lo scenario che si è creato con gli Accordi di Oslo, ed anche gli spazi particabile da qualsiasi forma di reistenza palestinese: comprensibilmente, per gli israeliani, non dovrebbero esercitare ed esprimere nessuna forma di Resistenza: devono offrire la gola a chi li vuole scannare! Questo è l'unico diritto/dovere che riconoscono ai palestinesi. Che fino a poco prima della di.chiarazione Balfour, Rotschild & Geova costituivano oltre il 90 % della popolazione presente n Palestina.
Citando il libro di Rula, avevo già scritto che Hamas aveva chiesto, accettato, promosso una inchiesta indipendente dell'Onu sul 7 Ottobre per verificare l'eistenza di stupri di donne israeliani festanti, le moderne Baccanti, davanti ai muri del Lager di gaza, ma è sempre stato il governo israeliano, Bibi o non Bibi, a non voler mai nessuna Inchiesta indipendente non solo sul 7 di ottobre, ma su quanto da decenni, a partire almeno dal 1948 succede nella Palestina occupata. I crimini compiuti da quella che fortunatamente sarebbe la «Unica» democrazia del Medio Oriente sono infiniti ed inenarrabili. Il sistema di propaganda di israele, detto Hasbarà, dispone di risorse illimitate per comprare e corrompere tutto il sistema informativo dell'Occidente cosiddetto.
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| Fiammetta |
Centinaia sono dal 1948 ad oggi le risoluzioni Onu che condannano Israele: non è che Israele sia mai stato in difetto, si è sempre sbagliato e continua a sbagliarsi l'Onu, che ha aggiunto una nuova condanna per Israele in quanto accusata di usare
lo stupro come arma di guerra. L'Onu è un'istituzione che non ha nessun interesse ad emanare i suoi atti se non ha una base di documentazione indubitabile. Francesca Albanese è una delle sue Relatrici Ufficiali.
Che il 7 Ottobre sia utilizzato come un'operazione mediatica cul modello del mitico «Olocausto» per ottenerne gli stessi vantaggi politici, economici, mediatici è ormai di una evidenza assoluta: non la vede questa evidenza chi non la vuol vedere e/o non ha nessun interesse a vederla. Il fatto resta che nessuno capace di giudizio indipendente e fondamentalmente terzo non ci crede, o ci crede semprpe meno.
Confido, che gradualmente, fatalmente, anche le Narrazioni «Ufficiali» di Stati sull’«Olocausto» possono venire riconsiderate dando voce alle migliaia di persone che sono state mandate in carcere per il solo crimine di avere scritto libri sull'argomento, dopo aver fatto minuziose ricerce, ed altri addirittura mandato in carcere solo per averle lette, o averne prestato i libri ad altri. È una barbarie di altre epoche che pensavano di esserci lasciati alle spalle. Naturalmente, a scanso di equivoci, noi accettiamo qualsiasi verità che risulti tale e condanniamo ogni gnere di crimini contro l'umanità in generale e le singole persone in particolare, anche se responsabili di orrendi crimini.
• Non voglio espormi oltre su questi temi pericolosi, ma sempre mi viene da pensare come quello che viene indicato come uno dei Sommi Storici Olocaustici, viventi, un tal Marcello, in una mostra organizzata al Vittoriale, in Roma, aveva preso una formidabile cantonata che mi sono divertito a contestargli: per il gusto perverso di mettere sul banco degli Imputati anche il Teatro della Scala di Milano, attribuendo a Lia Origoni di aver fatto delle trasferte nei Lager tedeschi per allietare con il suo canto le guardie carcerarie. Come è stato facile dimostrare, Lia Origoni ha cantato in Milano, alla Scala, solo DOPO il 1945, non prima. La "Scala", di cui nei documenti male interpretati ed esposti da Marcello, si riferiva ad un teatro varietà con lo stesso nome esistente in Berlino. E non era la sola cantonata! Questo il livello degli Storici Olocaustici sempre intervistati dalla RAI. Se Marcello è il Massimo, figuriamoci gli altri! Basta solo questo esempio per dimostrare come debba essere lasciato libero il campo agli specialisti di queste cose, lasciando il libero confronto e contraddittorio, non mandando in galera chi narra diversamente le stesse cose. Di tutta questa letteratura il noto ed insospettabile Norman G. Finkelstein ne parla come "paccottiglia da supermercato"
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| Mario Sechi |
È dell'altro giorno la notizia che ci era sfuggita del licenziamento di Mario Sechi, come direttore di Libero, sceso nelle vendite del 12 % nell'ultimo anno, sotto una così illuminata direzione. Siamo esterni, distanti anni luce, e non conosciamo le loro dinamiche, ma quel che è certo che questo signore è uno dei più sfegatati propagandisti di Israele che si vedono in giro. Il
che potrebbe anche essere, ma non nelle vesti di Giornalista “professionista" che pretende di essere nostra fonte "esclusiva" di informazione, finanziata con denaro dei contribuenti.
Insomma, quel che da sempre sappiamo: “C'è del marcio ner regno di Danimarca”. Quel che di nuovo e positivo c'è, è che questo marcio comincia ad apparire e ad essere riconoscibile ai più. A «Libero», la cui direzione passa da Mario Sechi ad Alessandro Sallusti, cambiando poco, è da aggiungere un'altra testata similare per linea editoriale: «Il Foglio», la cui faziositù è incommentabile: basta rilevarla per stare alla larga dalle edicole dove giunge qualche copia stampata di questo pezzo di carta, utile per asciugare i vetri della macchina.
• "Piena solidarietà al direttore di Libero per le minacce ricevute" anche da Giovanbattista Fazzolari, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all'attuazione del programma di governo: "Chi pensa di fermare la sua penna con questi sbaglia metodi, conosco Mario Sechi e so per certo che non e' tipo da farsi intimidire".
– Quella penna può essere mandata ai carcerieri israeliani per il trattamento che normalmente praticano ai detenuti palestinesi: si spera che sia meno invasiva e lacerante. Sempre che non si passa fare a meno delle abituali pratiche carcerarie.
– Quanto poi alle presunte "minacce" ci credo assai poco. Pur avendo somma disistima per questo personaggio, da sempre, sono più che convinto che nessuna persona che abbia un minimo di buon senso comprometterebbe se stesso, penalmente e moralmente, attentando alla incolumità di un personaggio da sempre sgradevole, per i suoi giudizi espressi e per le posizioni assunte, per il quale basta ed avanza una presa di distanze ed un giudizio di disistima. “Guarda, passa e non ti curar più di lui”!
• Ignoro nel modo più assoluto quali possono essere stati i motivi "commerciali" che possono avere ispirato il licenziamento da parte della proprietà del giornale. Dipendesse da me, animale da puro spirito commerciale, di profitto, mi sbarazzerei subito di un simile Direttore se il mio intendo fosse unicamente quello di vendere qualche copia in più nelle edicole piuttosto che qualche copia in meno, Ma non credo che la rete dei giornali di Angelucci sia mai stata quella di far profitto. Questa catena di giornali serve per scopi altri dall'informazione, e per i comuni lettori è meglio che questi giornali non esistano affatto, o per lo meno non sia percettori di contributi pubblici: fanno sempre e soltanto "propaganda sionista”. Nulla a che fare con una informazione oggettiva al servizio di lettori che vogliono organi di stampa con i "fatti separati dalle opinioni”, per quanto ciò sia umanamente possibile. Tipi come costui sono solo "opinioni" (che non ci hanno mai interessato) separati da qualsiasi corrispondenza con i “fatti”, che sempre dobbiamo andare a cercarci altrove, non certo su "Libero", al quale abbiamo mandato spesso lettere di critica e contestazione dei contenuti, finite nel loro cestino. Saluteremmo con gioia non solo il licenziamento del Direttore, ma anche la scomparsa dalle edicole di una simile a noi non necessaria "propaganda sionista", cioè genocidaria e razzista.
• Altra disinformazione, altro intorbidimento delle acque: non vedo nessuna relazione fra il licenziamento e le presunte minacce di morte. Per me si tratta di un pessimo giornalista di cui il proprietario ha fatto bene a liberarsi, se non voleva affossare oltre la sua proprietà: un calo del 12 % dovrebbe essere una motivazione più che sufficiente per un'impresa che opera sul mercato e che persegue un utile di esercizio. E cosa pretendeva Sechi? Che per solidarietà gli venga affidata la Direzione di tutto il sistema dell'informazione italiana? Le due cose: presunte minacce e licenziamento ci paiono disgiunte.
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| Antonio Angelucci |
• Chiacchiere! Io vedo solo chiacchiere nel "commiato" di costui, che avrebbe fatto più figura tacendo. Io vedo solo un cattivo giornalismo che è ancora più grave in quanto il tizio rivestiva la carica di "direttore" di un giornale, e quindi erano e restano pessimi non solo gli articoli che recano la sua formata, ma tutti gli articoli apparsi sul quotidiano da lui diretto per tutto il tempo in cui lo ha diretto. Riesco forse a capire la decisione dell'editore, se è un imprenditore che ragiona da imprenditore. Ma non voglio arrischiarmi in un campo che mi è totalmente ignoto. Non mi aspetto e non pretendo che un articolo scritto da altri debba necessariamente piacermi ed essere da me approvato e condiviso. Ma può contenere analisi ed informazioni utili, interessanti, perfino fondamentali da conoscere. Così l'articolo di Robert Kagan, personaggio che più lontano da me non potrebbe essere, ma un suo recente articolo sulla sconfitta degli Usa in Iran, detto da lui, massimo ideologo dei neocon, resta agli atti della Storia. Sullo stesso argomento ricordo alcune sparate del Sechi Mario che dava analisi e dati del tutto bislacchi, che era semplice propaganda, dati smentiti dai fatti. Mi viene anche da pensare ad un giornalista rai (Ginori,,, qualcosa che finisce in ori) che si era fatto presentare alla Camera, dai soliti dell'Ave Maria: Gasparri, Malan...) un libro sul "Nuovo Medio Oriente” all'insegna del Patto di Abramo, salutato come un best steller: in pochi mesi superato dai fatti e consegnato alla pattumiera. Abbiamo bisogno certamente di un buon giornalismo, per essere informati, non inondati da propaganda. Probabilmente Angelucci si è dato all'acquisto di testa giornalistiche non per fare informazione, ma per dotarsi di strumenti politici per i suoi affari. Può darsi che abbia dovuto fare qualche riflessione in materia: sia sotto il profilo dell'informazione giornalistica, sia sotto il profilo degli affari. Una informazione giornalistica che non gode della minima credibilità credo serva poco anche agli affari, anzi forse nuoce pure.
• In conclusione, per chiudere il Necrologio, un tizio come costui, Mario Sechi, non è mai stato un "giornalista” ma propriamente sempre e soltanto quello che si indica come un “Influencer”, ossia la cosa più perniciosa che possa esserci nel panorama dell'Informazione. Io stesso per prima cosa mi sono sempre proposto di NON essere mai un "influencer": se sbaglio, deve essere a mio danno, non a danno altrui, inducendo altri nell'errore. Non mi perdonerei mai una cosa del genere.
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