venerdì, giugno 19, 2009

Caro Silvio, cosa fai? Ascolta, se puoi!

Da molto tempo trascuro questo, che in ordine di tempo è il 1° dei miei 29 blogs via via creato. È piuttosto impegnativo distruibuirsi fra 20 blogs tematici, di cui ogni tratta cose abbastanza diverse o molto diverse dagli altri. Tuttavia, per questo mio blog l’interesse non è mai venuto meno, ché altrimento lo avrei cancellato. Mi propongo invece di ristrutturalo radicalmente, facendo teso delle mie maggiori abilità informatico.

Torno quindi, adesso, rapidamente su quello che è l’oggetto proprio di questo blog destinato al dibattito fra la militanza prima di Forza Italia e ora del PdL. Gli organi di partito sviluppano certamente una loro attività in rete, ma una comunicazione di tipo verticale, non orizzontale nè interattivo. Ho così di recente aderito in Facebook “Forza, Silvio”. Ma ti mandano delle veline! Dei dispacci! Fai questo, fai quello! Se appena uno si mette in mette di scrivere a quelli che mandano i dispacci, la cosa funzione: è solo un’erogazione di ordini ai destinatari, quelli che ricevono non hanno la minima possibilità di rispondere a quelli che spediscono. Un vero e proprio esercito di ascari! Questa è la considerazione che la dirigenza prima di FI, ora del PdL hanno del loro elettorato e soprattutto dei loro militanti, che sono più cari ai dirigenti quanto più battono le mani a comando senza poter mai fare la domande.

Ciò premesso, che è una lamentala inascaltata della base vera, non quella fatta di clientes, torno a quello che è l’oggetto di questo post. Sto leggendo un libro di 1200 pagine dove sto apprendendo molte cose. Non dico il libro perché non vorrei che mi scambiassero per qualche venditore di libri. Ma fra le cose che apprendo e della cui verità non dubito, leggo a proposito di Afghanistan e non che, ad esempio: «...Le truppe britanniche si erano macchiate di crimini di guerra…» (p. 888). Il contesto è quello attuale dell’Afghanistan!

E allora:

O Silvio, per dio, che ti salta in mente di promettere a Obama che manderai altri 600 militari italiani in Afghanistan? Cosa pensa di fare in questo modo? Di riuscire a vendere più bottiglie di vino in America, come ti sei lasciato scappare di dire a proposito del macello iracheno!

Ti sono un tue fedele elettori e mi riescono perfino simpatiche le tue innumerevoli gaffes, come quella dell’«abbonzatura» di Obama. O che: forse pensi di farti perdonare quella “carineria” mandato non tanto al macello 600 militari italiani, quanto alla vergogna! Mi auguro di cuore che non succeda loro niente. Uno di questi sarà probabilmente addirittura un mio studente! Figurati se non mi sta a cuore la loro vita e il loro bene. Di certo però, leggendo quel che apprendo nel non citato libro e altrove, i nostri soldati perdono in dignità per il solo fatto di essere mandati in Afghanistan, come non hanno bella figura per il solo fatto di essere stati mandati in Iraq.

Se mi chiamassi Noemi sono certo che non solo leggeresti questa mia bottiglia nel ciberspazio, ma subito riceverei una tua telefonata. Ahimé non ho le virtù di Noemi ma sottolineo fermamente che per nessuna ragione di questo mondo scambierei la mia persona con costei che ci ha già fatto sapere che papy Silvio la potrà certamente mettere in parlamento e lei ha perfino già pronto il suo programma, un programma semplice semplice, che tutti possono capire: aboliamo le tasse o qualcosa di simile.

Che Dio salvi l’Italia!

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