martedì, gennaio 15, 2008

Il papa alla Sapienza: chi visita chi?

Versione 1.4

A differenza dello scorso anno, grazie alla visita del papa, l’inaugurazione dell’anno accademico è stata militarizzata (ho quindi scritto altrove non metaforicamente manu militari). In genere, partecipo all’inaugurazione dell’Anno Accademico, che è anche occasione di bilancio. Quest’anno, grazie alla visita papale, non mi sarà possibile partecipare perché avrei dovuto prenotarmi prima del 10 gennaio e sottopormi ad una serie di controlli polizieschi inediti. Bene, entra il papa ed escono i docenti e con loro gli studenti: effetto voluto dalle Autorità. Un momento: posso seguire in televisione l’evento, il Grande Evento. Non sia mai! Posso sempre nutrirmi di tanta Divina Sapienza! Ormai ogni cialtrone o salame d’Italia è sicuro di poter insolentire quei docenti che non ritengono di avere bisogno di Tanto Lume! Fra poco il sistema degli Oratori parrocchiali sostituirà la funzione delle università statali, residuo di illiberale laicismo. In fondo cosa che ce ne facciamo di queste università!

Volevo cogliere l’opportunità dell’inaugurazione dell’Anno Accademico per restituire un libro alla Biblioteca Alessandrina, che si trova appunto al piano superiore, proprio sopra l’Aula Magna. Avrei impiegato il mio tempo facendo più cose nello stesso giorno. Pensavo questa mattina di martedi di non recarmi affatto alla Sapienza il prossimo giovedì, ma invece penso che ci andrò. Non sarò dentro, nell’Aula Magna, ma sarò fuori accanto agli Studenti che hanno inscenato una loro protesta con porchetta: mangerò i loro panini a prezzi modici. Sarà forse questa la migliore celebrazione dell’Anno Accademico a cui abbia mai partecipato.

Questa mattina la rassegna stampa di radio radicale è stata dedicata in gran parte alla visita papale. Mi è capitato di sentire il chicchirichì quotidiano di Ernesto Galli Della Loggia. Semplicemente mi chiedevo se in quanto ricercatore della Sapienza avevo qualche parte in causa nella vicenda. Mi chiedo: il papa che viene va a visitare cosa o chi? Gli edifici della Sapienza? Non sono particolarmente belli e significativi! Le persone che ci lavorano e i docenti in particolare? Dunque ci sono compreso anche io avendo con la Sapienza un rapporto continuativo ininterrotto dal 1970, anno della mia immatricolazione? Ma ecco che sono io a restare fuori! Altro che non far venire e parlare il papa: è lui che entra e caccia fuori chi ci sta! Guai ad aprir bocca! C’è rischio di galera e di chissà quali altri sanzioni diluite nel tempo! Bisogna sempre più stare attenti a che il cervello non si abitui a pensare fuori dai binari di stato, soprattutto in materia di scienza, filosofia, libertà di ricerca e di pensiero nonché soprattutto di insegnamento: gli studenti non devono essere sottratti dall'obbedienza o distolti dal sano conformismo televisivo.

Mi immagino: ricevendo tanta visita, cosa dovrei fare secondo Ernesto? Ascoltare in silenzio, applaudendo? E poi mettermi in fila per baciare la mano, il piede, o altro? È questo che si chiede a un docente? O potrei esternare ciò che penso e sulla visita in sé e sui contenuti che il papa pensa di poter comunicare in particolare al sottoscritto? Ricordo una bella pagina di prosa di Antonino Pagliaro, raccolta in un volume che ho perso, dal titolo Ironia e verità. La pagina offriva l’immagine di un gymnosofista che riceve la visita nientepopodimeno che di Alessandro Magno. Gli fu detto: levati quei ridicoli panni che hai addosso, se sei venuto qui per discutere. Si sta ora tanto cianciando sulla “libertà” di poter parlare del papa, quando in realtà è compromessa e conculcata la libertà dei docenti e degli studenti che si trovano imposta “manu militari” una siffatta visita e ciò che essa significa. Da qui alle conversioni forzate che manu militari sono state normali durante il medioevo poco ci manca. Il papa parla e pontifica! Alla sua parola si deve obbedienza. Così è sempre stato e così sarà. Finché ciò accade in un luogo di culto cattolico, la cosa potrà riguardare i fedeli. Ma in una università, in un luogo del libero sapere e del libero confronto di idee, la faccenda diventa quanto mai inquietante per chi ha consapevolezza di ciò che significa libertà del pensare.

Se potessi dire al papa quel che penso, e glielo dico idealmente attraverso il ciberspazio, è che Lui a Me non ha proprio nulla da dire e può perciò risparmiarsi la Visita in quanto essa mi riguardi. Rimpiango la bella religiosità che fu dei greci e dei romani, sradicata con violenza dal cristianesimo divenuto religione di stato, e così pure il loro filosofare che non aveva bisogno dei preti a dire loro cosa è la vita e il suo senso. Non era ancora apparso il proselitismo militante che con le buone o le cattive imponeva una religione cui sottostare in ogni atto pubblico e privato della propria vita. La filosofia insegnava che la verità è ricerca faticosa e individuale: oggi è imposta per legge da un Calderoli, che anche in questa vicenda ha perso l’occasione per tacere ma il cui cervello – secondo una satira televisiva – vale al mercato assai più di quello di Einstein o di Beethoven, per il semplice fatto che non è mai stato usato. Da allora la Religione ha preso il posto della Filosofia, ovvero con la mediazione dei poteri costituiti la filosofia si è fatta serva della religione e del suo pontefice massimo, che ha ereditato i simboli del potere imperiale. Con Costantino morì la spontanea religiosità naturalistica di quelli che spregiativamente furono chiamati pagani ed al suo posto fu imposta un’ideologia di dominio. La storia del papato è a tutti nota, compreso Calderoli, suppongo. Con la visita del papa acquista nuova luce un recente scandalo universitario che ha fatto discutere ed al quale non avevo prestato molta attenzione. Il vecchio, glorioso logo della Sapienza era sempre stata a memoria d’uomo la statua di Minerva, una divinità appunto pagana. Spendendo trecento o quattrocento milioni di vecchie lire, una somma in ogni caso ingente, lo si è voluto sostituire inutilmente e non migliorativamente con l’immagine di uno più Cherubini: un’idiozia di cui non si capiva il senso ed alla quale non avevo finora prestato attenzione. Evidentemente è un passaggio alla simbologia cristiana di cui la visita attuale del Papa è un evento, al quale ne seguiranno altri, probabilmente fino ad ulteriori e progressivi atti di assoggettamento di un personale docente che riteneva fosse suo compito principale l’educazione degli studenti al sapere critico. Probabilmente, verrà reintrodotto come insegnamento accademico di stato anche lo studio della teologia, le cui cattedre – come già quelle di religione nelle scuole inferiori – verranno concordate con le alte sfere vaticane.

Mah!
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ALLEGATO:

Prot. 00021105 dell'11/01/2008

Come è noto, giovedì 17 gennaio p.v. alle ore 09,15 presso l'Aula Magna si terrà la cerimonia d'inaugurazione dell'anno accademico 2007-2008.
Si vuole sottolineare la particolare rilevanza di questo evento che, oltre a costituire consueta occasione di analisi e bilancio di quanto realizzato dalla Sapienza nel trascorso 2007 e di valutazione delle prospettive dell'istituzione, vedrà dibattuto il tema dei diritti umani e della moratoria globale sulla pena di morte.
Si invitano pertanto le SS.LL. a favorire la più ampia partecipazione del personale afferente alle Strutture dalle SS.LL. medesime dirette.

Si ricorda che i posti riservabili al personale in Aula Magna sono numerati e nominativi; pertanto - per coloro che avranno confermato la prenotazione - l'ingresso dal porticato adiacente al CIAO sarà consentito fino alle ore 9.00 sia per il personale docente che tecnico-amministrativo, mentre l'accesso in Aula Magna dal Rettorato sarà riservato esclusivamente alle Autorità.

I partecipanti dovranno essere muniti del biglietto di ingresso, non cedibile, e di idoneo documento di riconoscimento, al fine di consentire al personale addetto l'espletamento delle necessarie procedure di controllo.

Al termine della cerimonia di inaugurazione dell'Anno Accademico - alle ore 10,45 - la comunità universitaria accoglierà il Papa Benedetto XVI, secondo quanto previsto dal programma della manifestazione, scaricabile dal sito www.uniroma1.it Il Papa si recherà, successivamente, in visita alla Cappella dell'Ateneo, recentemente restaurata.

Essendo prevista, per tale evento, anche la diretta televisiva (Rai Uno), coloro i quali non avranno potuto accedere all'Aula Magna potranno seguire ambedue gli eventi sui maxischermi allestiti nell'Aula I della Facoltà di Giurisprudenza e nella Cappella Universitaria.

Per coloro, inoltre, che fossero impossibilitati a lasciare le Strutture di appartenenza per esigenze di servizio, sarà possibile seguire l'intero evento on-line tramite rete Intranet, collegandosi al sito www.uniroma1.it

Considerato che in tale occasione verrà interdetta la sosta ai veicoli in molte aree della Città Universitaria, si invitano le SS.LL. a voler collaborare, limitando al massimo l'uso delle proprie autovetture con il ricorso ad eventuali soluzioni alternative per il raggiungimento del posto di lavoro. Si vuole, comunque, far presente che, al fine di agevolare la massima partecipazione del personale, l'Amministrazione si sta adoperando per reperire aree di parcheggio limitrofe alla Città Universitaria sulle quali saranno fornite tempestive comunicazioni.

Cordiali saluti

IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO

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