sabato, dicembre 06, 2025

La Brutta Verità, N° 5: Sulla pena di morte in Israele: Il cervello ebraico... "Se Israele ripristinasse la pena di morte, tradirebbe i valori e la storia ebraica"

 Dal nostro Corrispondente Americano riceviamo una Newsletter su temi complicati la cui importanza tuttavia non può essere ignorata. È giunta a tutti noi la notizia sommaria per la quale la famigerata Knesset,  vera banda di criminali costituita però nella forma "democratica" di un. parlamento eletto, attraverso "democraticissime" elezioni: diamine! È l'Unica democrazia del Medio Oriente! Vogliono introdurre la pena di morte, ma... solo per i terroristi! Il guaio è che per gli ebrei,  ormai anche quelli della Diaspora largamente sionistizzati, tutti i palestinesi, inclusi gli scudi umani bambini, sono terroristi. L'Unica Democrazia menava a suo vanto il fatto di non avere la pena di morte che invece viene praticata in ultimo dai palestinesi di Gaza, da Hamas, che scoperti i collaborazionisti e traditori pagati da Israele, li ha giustiziati per le spicce. Insomma, temi complicati per la cui trattazioni rinvio al testo del nostro Corrispondente Americano, che scrive sotto protezione del Primo Emendamento, che spero valga anche in Italia, se non altro perché siamo uno stato vassallo degli Usa. Un tema egualmente complicato che però dovremo prima o poi trattare è quello del giudaismo cristiano, spesso evocato dall'Hasbarà stessa. Ha un duplice risvolto: uno diciamo interno di carattere dottrinale attraverso cui si forma ed elabora una scellerata ideologia politico-teologica; l'altro esterno che si manifesta sul piano operativo quando l'Impero britannico trova utile per i suoi interessi imperiali dell'epoca istituire il Focolare Ebraico, un fuoco di guerra che ancora arde dopo oltre un secolo e che non sembra volersi spegnere. Per questo secondo aspetto, difficile da trattare, per adesso non abbiamo di meglio che un link di Come Don Chisciotte, dove la materia è sinteticamente trattata in tutto il suo svolgimento storico.

Dal Corrispondente Americano:

________________________________

 n°4 < Sommarion°6.


Immagine del logo del sito La brutta verità, N° 5 in CT

Il cervello ebraico... "Se Israele ripristinasse la pena di morte, tradirebbe i valori e la storia ebraica"

Di tut editor il 5 dicembre 2025

Un disegno di legge che propone la pena capitale per alcuni terroristi condannati sarebbe disastroso per l'immagine globale di Israele se promulgato


Nota dell'editore: come sempre, un'eruzione vulcanica di informazioni importanti che ogni gentile stanco della guerra e con un interesse personale nella propria sopravvivenza futura deve comprendere su tutto questo.

Innanzitutto, signore e gentili, un promemoria/ripetizione di una verità ovvia che appare spesso qui in questo umile piccolo sforzo informativo, ovvero che tutto ciò che emana dal cervello e/o dalla bocca degli ebrei deve essere analizzato ATTENTAMENTE, dato il fatto, come hanno dimostrato ormai negli ultimi 3.000 anni, che sono inclini all'inganno e alla doppiezza come un albero che cade è incline a seguire le leggi della gravità.

Oppure, come spesso diciamo nella formula della rima:

I PESCI NUOTANO, GLI UCCELLI VOLANO E GLI EBREI MENTONO...

Ora, ciò che rende l'attrazione gravitazionale ebraica per la menzogna così "speciale" è che sono molto abili nel farlo. Sì, a volte sono rumorosi e orgogliosi, audaci e sfacciati nelle loro bugie, ma altre volte sono molto attenti all'incantesimo che inventano, e questo è uno di quei casi.

Come il lettore potrà vedere dal titolo dell'articolo, l'idea che il nostro israelita ingannevole vuole trasmettere è che in qualche modo l'uccisione sia antitetica e anatema al giudaismo. Arriva addirittura ad affermare che l'esecuzione legalizzata e sponsorizzata dallo Stato sarebbe un "tradimento" dei "valori ebraici" e della "storia ebraica", come se questo, uno dei TANTI trofei sul manto giudaico...

--Siamo semplicemente un pezzo di narrativa storica...

Ma non si tratta solo di donne della storia "antica" e di uomini gentili, perché nello stesso momento in cui gli ebrei lanciavano la loro messa nera satanica a Gaza, nota come "Operazione Spade di Ferro", Netanyahu è apparso in televisione nazionale e ha detto quanto segue:

E la fonte di questo comandamento di ucciderli tutti, uomini, donne e bambini lattanti, non era una fonte "laica", ma proveniva direttamente dal "cuore pulsante" della religione seguita dagli ebrei, la Torah.

E questo comandamento, sostenuto dalla legge religiosa, non è un caso isolato e isolato, signore e gentili. La religione degli ebrei e il libro che funge da manuale pratico sono pieni zeppi di "comandamenti" simili, quindi possiamo tutti fare a meno dell'idea che in qualche modo la religione "pacifica" del giudaismo "proibisca" di infliggere la morte ai gentili, persino al "bambino lattante".

Allora, qual è il problema, cari gentili? Cos'è che rende questo "israelita" così preoccupato per le possibili conseguenze dell'adozione della pena di morte da parte di Israele, come se la "pena di morte" non fosse parte integrante della storia del giudaismo degli ultimi 3000 anni?

Molto semplice, e con le sue stesse parole:

"Permettere le esecuzioni nello Stato ebraico non farebbe altro che alimentare i nemici di Israele..."

"Se Israele viola i suoi obblighi morali e i suoi standard etici, annullando il suo impegno storico a non infliggere l'unica punizione che non potrà mai essere annullata, starà facendo un regalo ai suoi nemici..."

"Un sistema legale di condanna a morte si rivelerebbe costoso anche in termini di percezione pubblica di Israele..."

"La reputazione dello Stato ebraico come baluardo di chiarezza morale in Medio Oriente è cambiata radicalmente negli oltre due anni trascorsi dall'attacco del 7 ottobre. La devastazione della guerra a Gaza e la crescente violenza in Cisgiordania hanno portato a un calo sostanziale della percezione positiva di Israele in tutto il mondo..."

ecc., ecc., ecc.

Quindi, come sempre, signore e gentili, quando si tratta degli ebrei, c'è "la verità", quella che è, e poi c'è "la verità" che è lì per essere plasmata, scolpita, dipinta, ribattezzata e ricalibrata in modo da promuovere gli interessi ebraici...

Oppure, come diciamo spesso qui, cari Gentili,

I PESCI NUOTANO, GLI UCCELLI VOLANO E GLI EBREI MENTONO...

Di Michael Zoosman per il Jewish Daily Forward

La Knesset sta esaminando un disegno di legge che introdurrebbe la pena di morte come punizione per i terroristi condannati in Israele.

Superarlo sarebbe un errore madornale.

Permettere le esecuzioni nello Stato ebraico non farebbe altro che alimentare i nemici di Israele. Al momento, Israele si distingue in Medio Oriente per l'abolizione della pena di morte. Hamas giustizia regolarmente palestinesi a Gaza, in via extragiudiziale e non solo. Un tribunale sotto il controllo dei ribelli Houthi dello Yemen ha recentemente condannato a morte 17 persone per presunta attività di spionaggio a favore di Israele e di altri. L'Iran, che ha eseguito condanne a morte contro ebrei, ha giustiziato più di 1.500 persone solo nel 2025.

Ciò significa che se Israele viola i suoi obblighi morali e i suoi standard etici, venendo meno al suo impegno storico di non infliggere l'unica punizione che non potrà mai essere annullata, farà un regalo ai suoi nemici.

In primo luogo, modificare il sistema giudiziario per consentire la pena di morte fornirebbe ai terroristi di Hamas incarcerati in Israele una nuova piattaforma per il loro messaggio. Hamas potrebbe proclamarli eroi martiri – un nuovo livello di propaganda efficace.

Terroristi come gli autori del massacro del 7 ottobre 2023 credono spesso che i loro spiriti riceveranno ricompense alla loro morte fisica. In questo contesto, l'ergastolo è una punizione molto più severa . Inoltre, l'idea che l'esecuzione dei terroristi impedisca futuri sequestri di prigionieri per scambi di prigionieri è traballante. Il rapporto di Hamas con Israele è stato a lungo caratterizzato da azioni di ritorsione, il che significa che l'uccisione di prigionieri di Hamas da parte dello Stato porterà probabilmente Hamas a giustiziare a sua volta futuri ostaggi e "collaboratori" israeliani.

E poiché Israele cerca di essere una democrazia trasparente che rispetta lo stato di diritto, in particolare all'interno del suo sistema giudiziario, un sistema legale di condanne a morte si rivelerebbe costoso anche in termini di percezione pubblica.

La reputazione dello Stato ebraico come baluardo di chiarezza morale in Medio Oriente è cambiata radicalmente negli oltre due anni trascorsi dall'attacco del 7 ottobre. La devastazione della guerra a Gaza e la crescente violenza in Cisgiordania hanno portato a un calo sostanziale della percezione positiva di Israele in tutto il mondo.

E sebbene la magistratura israeliana sia da tempo una delle istituzioni più affidabili del Paese, gli effetti deleteri delle proposte di riforma giudiziaria avanzate dal Primo Ministro Benjamin Netanyahu prima della guerra hanno fatto sì che non sia più tenuta nella stessa alta considerazione, in Israele e nel resto del mondo, di un tempo.

Questo disegno di legge ha già superato la prima lettura alla Knesset. Procedere ulteriormente verso la sua approvazione non farebbe che accelerare il declino dell'immagine di Israele.

Alcuni di coloro che si sono espressi a favore del disegno di legge hanno invocato l'errore della "deterrenza". Il capo del servizio di sicurezza dello Shin Bet, David Zini, ha persino dichiarato al Gabinetto di Sicurezza che l'introduzione della pena di morte per i terroristi che uccidono israeliani contribuirebbe a prevenire futuri attacchi.

Questa affermazione non regge a un esame approfondito. Studi recenti hanno concluso che, in termini di deterrenza, non esiste alcun legame dimostrabile tra la presenza o l'assenza della pena di morte e i tassi di omicidio.

Ma la ragione più profonda per respingere questa proposta di legge deriva dalla nostra dolorosa storia come popolo. Molti ebrei, me compreso, si oppongono da tempo alla pena di morte, in parte a causa dell'ombra dell'Olocausto.

In quest'ottica, è particolarmente preoccupante che il disegno di legge israeliano proponga l'uso dell'iniezione letale contro i terroristi condannati. Questo metodo di pena capitale è un'eredità diretta del nazismo, implementato per la prima volta nella storia umana dal Terzo Reich come parte del suo famigerato protocollo Aktion T4, utilizzato per uccidere persone ritenute "indegne di vivere".

Sulla scia dell'Olocausto e degli orrori senza precedenti del XX secolo, oltre il 70% delle nazioni del mondo ha riconosciuto l'inviolabilità del diritto umano alla vita e ha abolito la pena di morte nella legge o nella pratica.

L'ebraismo del XXI secolo deve riflettere questa evoluzione e Israele non deve mai oltrepassare questo Rubicone morale.

Commento


venerdì, dicembre 05, 2025

Ricordiamoci i loro nomi: ci vogliono togliere le nostre libertà

Sono i nomi che sostengono in modo bipartisan provvedimenti legislativi repressi della nostra libertà. Ora sono concentrati intorno al nome di Del Rio. Ognuno li può ritrovare facilmente e pure trovare le facce associate al nome. Non li indico perché non mi si taccia di incitazione all'odio, ma la nostra libertà, soprattutto di pensiero è di espressione è ognuno ha di più umano e prezioso: ci vogliono disumanizzare togliendoci la possibilità di pensare. Dobbiamo perciò opporci con tutte le nostre forze e lo dobbiamo fare uniti, perché approfittano delle nostra debolezza se ci trovano isolati e disuniti: cio sta da anni stanno facendo, limitando e restringendo sempre più il nostro diritto di manifestare. Il momento è grave, gravissimo ed ognuno di noi deve lanciare l'allarme sociale ed allertare chi gli sta vicino, fargli capire il pericolo che incombe su di lui, e su ognuno di noi. Se siamo uniti, vinceremo e resteremo umani!

Rula Jebreal è fonte credibile!

Se Rula dice o riferisce qualcosa, indicando le sue fonti, le si deve prestare attenzione! Gli orrori, i vari aspetti del genocidio tuttora in corso, sono di evidenza empirica ed assai variegata. Non si può dire che non sia successo nulla e nulla succede. Quelli che tentato di occultare i loro crimini, di gran lunga superiori all'Olocausto del 27 Gennaio, e deve chiedersi a gran voce che ad ogni Museo della Shoah si debba aggiunge "e della Nakba, Gaza, Piombo Fuso, Sabra e Shatila". Rula non ha nessun bisogno di mentire perchè che è già noto supera ogni record di orrore e disumanità. Ogni falsità, ogni consapevole "bufala", oltre che essere controproducente sarebbe un gravissimo torto fatto alle vittime accertate. Al solito sono spregevoli i mentitori seriali della propaganda sionista.

Il rapporto fra l'Olocausto ebraico e quello palestinse, dalla Nakba ad oggi, tuttora in corso e documentatissimo

 Il problema sta incomincia a venire fuori e mi aspetto che esploda, ma non voglio essere io ad evocarlo. Ho già subito attacchi pesantissimi, nel 2009, ed anni successivi, per aver semplicemente posto il principio della libertà di pensiero e di ricerca su questo ed ogni altro tema, in ambito storico, scientifico, religioso... In apparenza tutti dicono di riconoscere il principio della libertà di pensiero, ma poi si vede che non è così, appena si toccano. i tabù fissati per legge. da parte ebraica si tenta forsennatamente di negare che quello da loro compiuto sui palestinesi sia genocidio, ma mai nella storia un genocidio fu meglio documentato e ciò nel suo essere. attuale. Cosa che non è possibile dire per l'Olocausto ebraico, la cui Narrazione è successiva all'evento ed è basato prevalentemente su prove testimoniali, ma è cosa su cui a prescindere non si può discutere se non in termini asseverativi. Del suo "negazionismo” ne è stato fatto il più grave e sacrilego dei reati. In pratica, comporta la morte civile se non anche quella fisica. Ma adesso le stesse persone che del proprio Genocidio hanno fatto religione non ne vogliono sapere di riconoscere l'evidenza di un genocidio a loro stessi imputabili. È una pentola sotto pressione che incomincia ad esplodere, ad esempio qui, in ambito palestinese, che comprensibilmente sono i primi a diventare consapevoli del problema, essendo loro le vittime. Non diamo noi la stura, ma seguiamo con interesse ogni traccia che rinveniamo.

L'asse scellerato, Israele e Germania, per rendere sempre più schiava questa Europa!

 Leggendo ormai in modo costante le varie Fetide Rassegne, che si aggiungono l'una all'altra, ormai mi diventa automatica tradurre nel suo opposto tutto ciò che leggo. Nuove leggi liberticide si annunciano in Italia: il modello di massima manipolazione mentale e privazione di ogni libertà di pensiero è la Germania. Per sottrarci alla censura prossima ventura dobbiamo imparare a parlare in filigrana, sperando che i nostri lettore sappiano decifrare ciò che si intende dire.

Quanto al mantra incessante dell'antisemitismo io ho già numerose volte che oggi NON esiste nessun antisemitismo e che il suo spettro viene agitato per giustificare ulteriori giri di vite repressiva. Detto questo, e condannando preventivamente ogni forma di ingiusta discriminazione, mi azzardo a dire che se l'ebraismo è quello che oggi vediamo, riesco a comprendere (non a giustificare) le forme passate di antigiudaismo e antisemitismo del passato: spero di non suscitare scandalo! Ma i Signori Ebrei, Eletti e prediletti da Dio, non mi possono mettere davanti agli occhi un genocidio da essi compiuto e darmi dell'antisemita se dico loro: non lo fare!

Io credo che per prima cosa dobbiamo rivendicare la nostra libertà di poter parlare e poter dire! Questa ci è stata tolta dai Signori Ebrei, in Israele e nella loro cosiddetta Diaspora! Quanto alle consuete frescacce di Madonna Fiammetta non ci soffermiamo più di qualche istante: i tedeschi hanno comprato missili da Israele per minacciare la Russia? Dimostrano di essere quel "popolo di polli" di cui parla Sieferle non suo libro da noi edito sull "fine" della Germania! La sua profezia si è realizzata a pieno nel giro di pochi anni! Ed Israele, gli ebrei, possono menar vanto di aver rovinato la Germania e il suo popolo! Vi è solo da sperare nel declino, meglio ancora nel crollo dell'Impero americano. Poi sarà la resa dei conti... La bocca di Fiammetta è come uno di quegli altoparlanti messi nel tett delle macchine che girano per le strade con il disco della propaganda... Non l'ho mai vista reggere un confronto un contraddittorio... Ricordo in una trasmissione di Augias un dibattito tra Fiammetta e lo storico*** (mi sfugge il nome, ma forse Sergio Luzzatto) a proposito del libro di quel *** di Ariel Toaff sulle "Pasque di Sangue”, quando lo storico torinese disse a Fiammetta che si rendeva responsabile dell'antisemitismo che sarebbe venuto: lu suscitava lei e molto probabilmente lo desidera pure!

Bah! Quel che dice Fiammetta sui prodigiosi missili israeliani è da non credere: se la guerra dei doodici giorni continuava, i missili iraniani avrebbe finito di cancellare Israele. A quanto dice Umberto Pascali, vistosi ridotti a mal partito, Bibi ha costretto Trump ad intervenire minacciando altrimenti di usare l'atomica contro l'Iran... Trump lo avrebbe fatto per evitare la terza guerra mondiale nucleare... Ma lecose non le possiamo mai sapere con certezza, come i fatti sono... Noi qui possiamo solo analizzare la testa malata e criminale di questa gentaccia!

Una capezzonata di giornata! Gli islamici ormai in Italia ci sono, ed un milione e mezzo sono cittadini italiani! Possono essere un argine contro la prepotenza ed il lobbismo ebraico, che a mio avviso è il vero pericolo! Dietro vi è il Mossad, che inquina tutte le nostre istituzioni! Gli islamici devono essere controllati? Tutti gli italiani devono essere controllati? Da chi? Dagli ebrei?

Hamas che dai Tunnel di Gaza controlla l'Europa attraverso le ONG? Non so se qualcuno è disposto a credere a questa bufala. Io vedo piuttosto i tentacoli del Mossad, di cui il Foglio mi appare espressione! Quanto ad Hamas a forza di demonizzarlo ormai lo hanno pienamente legittimato come Movimento di Resistenza Palestinese? ah, come il suo statuto che nega l'esistenza di Israele? E allora? La frase sionista dell'Ottocento: «un terra senza popolo per un popolo senza terra» non era una negazione dell'esistenza del popolo palestinese, come ancora oggi si sostiene? Per gli ebrei i palestinesi non esistono, se non come sguatteri e fornitori di organi da espianto, ma non come popolo o come stato! Lo Stato di Israele può esistere solo sulle ceneri del popolo palestinese! Lo vediamo ogni giorno con i nostri occhi! Ma noi goym non possiamo accettarlo e mai lo accetteremo!

Essi sono degli schifosi! Da una parte vi è un movimento di resistenza (Hamas) che in proporzione si difende eroicamente con un coltellino e dall'altra parte vi è il più potente esercito del mondo che si difende dalla minaccia di un coltellino! È l'eterna favole del lupo e dell'agnello! Sono proprio schifosi e non ci vogliamo attardare oltre.

• Una forzatura giornalistica di Gonzalo che merita almeno dieci secchi di letame! Dal titolo sembrava che a Francesca Albanese fosse stato revocato il suo mandato di Relatrice, ma leggendo attentamente si vede che così non è. Qualcuno della Lobby giornalistica (!) è andato a tendnere un agguato al segretario generale dell'Onu, che ha risposto in termine generali senza neppure nominare Francesca, che è sotto campagna diffamatoria ma che non deve difendersi da nulla. Quanto poi a presunte "intimidazioni" ai giornalisti della Stampa, chi lancia la diffamazione meglio farebbe a guardare agli oltre 200 giornalisti palestinesi uccisi da Israele, senza contare l'assoluto divieto ai giornalisti indipendenti di poter entrare in gaza per fare il loro mestiere di giornalisti, indipendenti e non embedded! Io confido che con un poco di pazienza, lasciando tempo al tempo, l'attacco mediatico si ritorco contro chi lo ha congegnato. Si sapeva che un attacco era in preparazione. Hanno pensato di trovarlo in un paio di secchi di letame, scaricati (non da Francesca!) nella redazione torinese della Stampa! Quanto al segretario Onu, e ad ogni autorita investita di responsabilità istituzionale, bene a conoscenza dei fatti, è da chiedersi cosa per davvero pensa nel segreto sacrario della sua coscienza e non a ciò che per obbligo istituzionale deve dire. E dicendo quel che ha detto non ha menzionato la Relatrice Ufficiale dott.ssa Francesca Albanese, che senza avere a suo servizio un esercito di caschi blu, fa ciò che l'ONU non fa! Interviene nelle società civili di ogni paese per fermare, o almeno tentare di farlo, un genocidio che si compie tuttavia sotto i nostri occhi con la complicità degli stati e - udite! udite! - del mainstream "occidentale", che copre e giustifica il genocidio palestinese e l'uccisione di loro colleghi giornalisti! Se fosse stato fatto il nome di Francesca Albanese, questa avrebbe dovuto essere come minimo sentita dal Segretario Generale dell'ONU: il che non è stato e ad oggi non è! Questa si chiama diffamazione a mezzo stampa, che si tratta in tribunale normalmente, ma anche in modo extragiudiziale con secchi di letami dati in omaggio ai diffamatori.

– Trattiamo a parte l'uso del termine "intimidazione" di cui ci siamo già occupati. Il termine è stato usato una prima volta da John Elkann, ebreo, proprietario del quotidiano torinese, a quanto pare pure sionista e pro Israele, che in visita ai suoi dipendenti, ha detto che non si accettano "intimidazioni", riferendosi agli Assaltatori armati di secchi di letame, non di Kalascinov. Una seconda volta il termine viene da Mike JNS messo in bocca al segretario dell'Onu, che però non lo riferisce a Francesca Albanese, che non ha "intimidito" nessuno: se mai è il contrario: è l'intero canagliume mediatica che ha tentato e sta tentando di intimidirla. Ma va dato atto a Francesca di essere stata coraggiosa e di non essersi lasciata intimidire. Si sono invece lasciati intimidire quelli che avevano pensato di usarla conferendoel onorificenze e che si sono subito tirati indietro al primo stormir di venti mediatici: questi "amici" è meglio perderli che averli. L'importante è che Francesca possa e riesca a fare il suo lavoro, cosa che si tenta di impedirle con ogni mezzo, incluso quest'ultima manovra. E dunque su "intimidazione" non vi è nessuna relazione del Segretario dell'Onu con Francesca Albanese, che in nessun modo è stata "scaricata" dal Segretario dell'Onu, che peraltro non è il suo Capo Ufficio. 

– Chi è questo Mike Wagenheim, imbeccato per l'occasione? Leggiamo: «Additionally, I am a correspondent for the Jewish News Syndicate, with my print work appearing in the New York Post, Jerusalem Post, Ynet, Israel Hayom and Canada's National Post, among many outlets.» JNS la più fetida organizzazione di propaganda sionista che ora ha una sua associazione con una nuova fetida rassegna: Hakol [in altro a destra si legge JNS*, che fa capo a Claudio Velardi del Riformista! Non un paio di secchi, ma camionate di letame è ciò che questi giornalisti meritano!

– Il Segretario dell'Onu parla in terza persona come Giulio Cesare? O è Mike che ricostruisce è riporta in terza persona? Non lo si capisce. Quanto al sindaco di Riace, mio compaesano, andrò a stringergli la mano al mio rientro in Calabria, e proporrò ad altri sindaci del Reggino di conferire nuove cittadinanze onorarie. Chi conosce la storia e la vita calabrese trova molte somiglianze con il popolo palestinese, ad incominciare dalla coltivazione dell'ulivo!

– Ma insomma! Francesca Albanese non ha ucciso nessuno! Israele uccide a più non posso, quando e dove vuole, incluso giornalisti, anche in Roma, se andiamo a scartabellare eventi passati. Con gli attacchi che stanno facendo a Francesca Albanese, questi animali di giornalisti stanno dando prova del peggio di se stessi, come sapevamo!

Fassino! Dire “Lobby ebraica”, espressione che à il titolo ad un grosso volume appena uscito di Ferruccio Pinotti, significa ricostruire una rete assai vasta di collegamenti a cui la Lobby è collegata e di cui dispone. Il nome AIPAC è a tutto noto! Ma è solo uno di questi nomi. Il fenomeno del lobbismo ebraico esiste, sia esso lecito o meno: non è questo il punto. Lo è invece il chiedersi se esiste e se esistendo se ne può parlare. In questo caso il nome di Piero Fassino è uno dei primi che si incontra. Lui stesso si definisce sionista, il cui termine per noi ha un significato negativo e connesso con la definizone Onu del 1975 che lo equiparava al razzismo. Ma esiste poi una vasta letteratura al riguardo. Con 26 mila ebrei in tutta Italia non si giustifica, non si comprende una influenza così vasta che nessun altro gruppo sociale può vantare. In Roma gli ebrei sono 13 000, la comunità calabrese dicono che consti di 700 mila cittadini, ma i 13 000 in Roma contano assai più dei 700 mila calabresi, e di ogni altra comunità regionale, giacchè la Roma Capitale sè è formata con un flusso costante di italiani provenienti da ogni regione. La fanno da padrone della città gli ebrei, se lo si può dire... Ma veniamo a Fassino!

– L'Avvocato ebreo dice che quelli della Flotilla sono degli "intruppati": il disprezzo che l'espressione denota non può essere ricambiato, perché un ebreo può offendere impunemente un "non ebreo", ma non viceversa può fare un "goy": esiste il reato di "antisemitismo" ma non questo di "antigoismo"! Sorvoliamo! Fassino può dire tutte le castronerie che vuole! Il problema è se uno debba accettarle o possa respingerle le sue castronerie! Se le respinge diventa facilmente un antisemita. L'Avvocato professionista vuole ignorare che ciò che addebita ai palestinesi (omicidi, ecc) è compiuto in maggior misura dalla sua Israele, per grazia di Dio "unica" democrazia del Vicino Oriente. Assolute menzogne a cui gli avvocati sono spesso tenuti in ragione della loro professione, a meno che non vengono smascherati, come ho potuto fare io una volta davanti ad un giudice, documentando come l'avvocato di Repubblica, allora diretta da Maurizio Montinari, affermava il falso: il giudice la condannò! Meno male che Francesca Albanese non fa di professione l'avvocato! Avrebbe potuto mentire nell'interesse del suo cliente, della sua causa, della sua parcella!

– Una comparazione oggettiva fra Terzo Reich e Israele? Il Terzo Reich è durato 12 anni soltanto e lo Stato di Israele esiste da quasi 80 anni! Se poi si fa una ricerca sui crimini nazisti e sui crimini sionisti possono farsi scoperte interessanti, ma una simile ricerca non si può fare perché non è garantita la libertà della ricerca in stati come la Germania, ad esempio, sotto stretto controllo di Israele e del Mossad. grazie ad Israele, al Mossad, alla Lobby ebraica gli spazi di libertà vanno sempre più restringendosi in Europa e in Italia. Gli attacchi diffamatori a Francesca Albanese ne sono un aspetto recente. L'Avvocato ebreo fose non sa che Netanayu è stato condannato come criminale da un Tribunale e che dovrebbe essere arrestato se mette piede in uno degli stati che riconoscono la CPI. Stupisce che un avvocato di mestiere, che ha fatto il concorso per l'abilitazione, non sappia queste cose. Suppongo che abbia preso una laurea in giurisprudenza e sa quel che sa ogni studente del primo anno. Fiano? Insieme a Fassino fa parte di una componente lobbistica nomata: "Sinistra per Israele"! Mi chiedo, avendo senso dello Stato, perchè non dovrebbe esserci un Sinistra per ognuno degli stati del pianeta? E lo stesso che per la Destra... Forse perchè esiste solo una Lobby ebraica istituzionalità e protetta e coperta da Usa, Israele, Mossad. Direi che sia sballato l'idea stessa e la denominazione "Sinistra per Israele” all'interno di un partito che dovrebbe rappresentare unicamente interessi italiani, avendo relazione pacifiche con tutti i popoli della terra, organizzati in Stati con i quali si possono o meno avere relazioni diplomatiche. Mi manca la ricerca che da tempo devo fare, ma se non vado errato, già Lelio Basso, padre costituente, chiedeva che fosse interrotte le relazioni con lo stato di Israele: se fosse vivo, oggi le chiederebbe a maggior ragione, e credo con maggiore autorevolezza di Liliana Segre, che non ci ha dato lei la nostra costituzione vigente, ch'io sappia. E sempre ch'io sappia Barghouti non ha ucciso e non lo si vuole liberare non perchè un assassino come lo sono i soldati israeliani, scecri ad ogni etica militare, ma solo perchè è il solo nome che può unificare tutti i palestinesi, inclusi quelli di Hamas, cosa che Israele non vuole, avendo sempre operato per la divisione fra i palestinesi: lo capisce anche un bambino! Ma l'Avvocato cerca di darci ad intendere dell'altro! Le politiche del governo di Bibi sono solo un poco esagerate, ma tutto il resto va bene! Ci sarebbe qui da trovare una metafora, ma non mi viene... Chi ci riesce, la trovi lui! "Il carattere democratica della società israeliana": ci sovviene il filosofo Giambattista Vico: anche una società di ladroni e assassini puà avere carattere ed organizzazione "democratica", ammesso che il termine democratico abbia valore magico e sia una sanatoria per ogni genere di crimini: la società nazista era democratica? Il Fascismo era democratico? Qui la metafora è facile: il bue che dice cornuto all'asino! Il genocida Israele che dice genocida alla sua vittima palestinese! E chi dice questo sarebbe un avvocato! Lo è! Dio ce ne scampi!

– Quanto al "negazionismo" quello c'è, eccome! Ma è il negazionismo del genocidio palestinese per opera di Israele con tutto ciò che questo termine include! A documentarlo è Francesca Albanese, relatrice ufficiale dell'Onu, non per nulla sotto attacco da parte della Lobby ebraica e dei suoi avvocati. Ma non solo Francesca Albanese: lo dice il mondo intero, tutti i popoli della terra!

• Per chiudere con Boccuccia di Rosa, dalla cui bocca esce quotidianamente letame, come l'acqua da un fontana! Per stare sul tema dell'Assalto alla Stampa di Torino, del quale si è voluta attribuire la paternità a Francesca Albanese nello stesso momento in cui stava a Roma: possiede il dono dell'ubiquità!

giovedì, dicembre 04, 2025

Di queste cose i giornali e i talk show ne parlano? Dei porti italiani che concorrono al genocidio in Gaza

 Noi che non siamo una testata giornalistica, e quindi non siamo i destinatari del Comunicato stampa, avutane conoscenza da altra fonte, Invicta Palestina, ne diamo ulteriore diffusione, senza nostra commento: non sapremmo cosa aggiungere a ciò che il Comunicato dice. Ci limitiamo solo a confermare ciò che è scritto nella descrizione del nostro blog: il sistema della Comunicazione e della Informazione di Regime è complice del genocidio e della guerra in atto.

_______________________

Alla cortese attenzione della Redazione

COMUNICATO STAMPA 
NESSUN PORTO PER IL GENOCIDIO

Oggi, 4 dicembre, giorno della Liberazione di Ravenna dal nazifascismo, chiediamo che il nostro porto si liberi dai traffici di armi e dall'economia del genocidio, come chiede la campagna internazionale “No Harbour for Genocide”.

Venerdì 28 novembre, in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base contro le politiche economiche del governo Meloni, abbiamo bloccato (in modo nonviolento) il transito di tir nei pressi del terminal gestito da SAPIR (ente a partecipazione pubblica), per denunciare il traffico di armi e di ogni tipo di materiale verso le colonie illegali in Palestina. Un traffico che da anni continua indisturbato, in violazione del diritto internazionale e della legge 185 del 1990, che vieta export e transito di armi verso paesi in conflitto o responsabili di violazioni dei diritti umani. Abbiamo protestato contro un’economia di guerra che impoverisce la popolazione, rende il nostro paese complice di un sistema coloniale e afferma lo stretto legame tra militarizzazione, negazionismo climatico, dipendenza dalle fonti energetiche fossili, distruzione dell’ambiente, censura e repressione.

Come svela il Dossier di Altreconomia "La flotta del Genocidio" pubblicato in questi giorni, il porto di Ravenna ha inviato a Israele e paesi del Medio Oriente dal gennaio 2024 al settembre 2025 oltre 620 tonnellate di munizioni ed esplosivi, 48 mila tonnellate di nitrato di ammonio e altri precursori di esplosivo, migliaia di tonnellate di liquidi e gas infiammabili. Dall'ottobre 2023, dall'inizio del genocidio a Gaza, si nota un aumento vertiginoso di queste spedizioni: carichi spesso scortati dalle forze dell'ordine, su disposizione del Prefetto. Non solo verso Israele, ma anche verso gli Emirati Arabi Uniti, che sono soliti, come dimostrano varie inchieste, riesportare armi alle milizie genocidarie in Sudan.

Insomma, se i criminali di guerra chiamano, il porto di Ravenna (e il governo italiano) rispondono.

La situazione è ulteriormente aggravata dal transito di componenti di cannoni, artiglieria, forgiati non sottoposti al codice IMDG (merci pericolose) e di cui non abbiamo traccia, così come dalle armi che da Ravenna vanno verso paesi comunitari, per poi finire anche in Ucraina.

Nonostante le promesse sbandierate ai 4 venti, il codice etico di Sapir resta invariato e il Comune non risponde alle domande dei giornalisti sulla promessa settembrina "mai più armi nel porto".

Il 28 novembre abbiamo esercitato il nostro diritto di manifestare e di opporci alla guerra, intervenendo dove le istituzioni finora non hanno agito. Visto che non è stato posto alcun freno al traffico di armi, spetta alla società civile costruire un embargo popolare: un blocco dal basso contro ogni collaborazione con la filiera bellica - nelle fabbriche, nei porti, nelle università e in ogni ambito pubblico. Un impegno collettivo perché dal nostro territorio non passi alcun materiale d’armamento.

Chiediamo alla Regione Emilia Romagna e ai Comuni coinvolti azioni concrete per far cessare il commercio e il transito di armi verso Israele e la militarizzazione dei territori.

Tra queste: l’istituzione di un Osservatorio permanente con cittadini e istituzioni sul traffico delle armi, che sia preventivamente informato su ogni passaggio di armi o dual use (export, import, transito) nel porto di Ravenna; l’uscita da progetti con aziende di armamenti che vendono armi a Israele, quindi dal Consorzio Anser e dal progetto Eris promosso da Thales Alenia che dovrebbe avere la sua sede a Forlì, nonché l’uscita dal progetto Undersec, sul quale ultimamente è sceso un inquietante velo di silenzio.

Con questo comunicato stampa vogliamo anche dire che a bloccare i container il 28 novembre al porto di Ravenna, c’eravamo tutti e tutte, e la criminalizzazione anche di un* sol* di noi è la criminalizzazione di tutte e tutti, e rigettiamo ogni tentativo di distinguere fra manifestanti buoni e cattivi.

La legittimità della nostra azione sta scritta nella Costituzione del nostro paese. Riteniamo che l’operato delle Forze dell’Ordine e delle Istituzioni debba essere teso a far rispettare leggi quali la 185/1990 e l’Articolo 11 della Costituzione, non a reprimere chi si mobilita per farle applicare e per costruire un futuro di pace, sostenibilità e benessere per i nostri territori.

Esprimiamo infine la nostra più totale solidarietà a chi oggi subisce la repressione dello Stato per aver scelto di protestare contro il genocidio e di resistere: come Tarek, Ahmad Salem, Anan, Ali, Mansour e all'imam Shahin, che rischia di essere deportato in Egitto (dove la tortura è endemica) per un'opinione.

Non ci arrenderemo al traffico di morte, al genocidio e alla repressione e continueremo a lottare per supportare l’autoderminazione del popolo palestinese e la sua liberazione

ADESIONI

Pondus Libra APS Arci
Coordinamento ravennate Per il Clima Fuori dal Fossile
Rimini4Gaza
Giovani Palestinesi d’Italia
La comune
Partito dei Carc Emilia Romagna
SGB Ravenna
Resistenza Popolare di Ravenna
Faenza per la Palestina
Bds Faenza
Potere al Popolo Ravenna
Ravenna in Comune
Sanitari per Gaza di Ravenna
Mercoledì per la Palestina
Presidio per la Palestina di Cesena
Ecomapuche
Osa
Associazione Femminile Maschile Plurale di Ravenna
USB Romagna

Viene da lontano la perdita crescente e progressiva di tutte le nostre libertà!

Ci faranno camminare su quattro zampe! O almeno questo è il loro disegno... Bisogna poi vedere chi accetta di camminare su quattro zampe, ma se non accetta, se non si adegua, gli faranno fare la fine di Giordano Bruno che è ancora attualissimo, per il suo anelito indomito alla libertà di pensiero. Pensiamo di essere andati in avanti con i tempi, ma retrocediamo! Tutto incomincia con la legge Modigliani-Taradash-Mancino! Le altre a seguire, incluso il Giorno della Memoria, che è il Giorno di Israele! Non solo Gaza, ma insieme con Gaza, e contro la guerra, e per il lavoro, dobbiamo unificare TUTTE le nostre lotte! Io, nel mio piccolo, avevo avanzato nel M5S una candidatura con il programma di abrogare ogni legge liberticida, ad incominciare dalla Legge Mancino, cui adesso segue il progetto Gasparri-Del Rio-Fassino-Fiano... Quel che mi hanno fatto lo potete leggere sul web, oppure in uno dei miei blog "Civium Libertas", dove nella colonna di destra trovate raccolti tutti i documenti più significativi.

• Costoro hanno collegamenti transazionali e credo che - sentendosi forti per le vittorie militari di Israele - pensando di poter usare la stessa forza, la stessa violenza, lo stesso disprezzo per i diritti altrui, contro ogni forma di resistenza e dissenso verso di loro, credono di poter fare lo stesso con noi. Negli Usa lo dicono apertamente, come si desume da questo video che ho condiviso nell'account di mi moglie Dana.

Qui sotto riprendo e ripubblico un testo non mio, pensando di non fare cosa sgradita a Lavinia Marchetti. Il testo si legge anche in Invicta Palestina, dove l'ho letto per primo, risalendo poi alla fonte. La rete è così! Per divulgarle si condividono le cose che si reputa doverle far conoscere ad un pubblico sempre più vasto, contrastando così il mainstream. Lo sanno! Ed è per questo che ci vogliono colpire, che ci vogliono mettere il bavaglio, la mordacchia, come la misero a Giordano Bruno, oltre quattro secoli fa! Ma noi dobbiamo reagire con tutte le nostre forze e con il massimo di unità, superando quei germi di divisione che ci vengono iniettati apposta! Possiamo non essere d'accordo su singole cose, ma senza far venire meno la nostra Unità e compattezza: altrimenti saremo sconfitti e dispersi!

• Mi chiedo: quando è incominciato il declino?

– Rispondo: nel 1978, con l'assassinio di Aldo Moro, che è stato mio professore di diritto penale! Ma io allora ero giovane e non avevo capito nulla di quello che ne sarebbe seguito. Ma ero in buona cattiva compagnia: nessuno lo aveva capito, o forse pochi che non potevano dirli ad altri: internet ancora non c'era! Adesso però dobbiamo, dobbiamo reagire!

______________________

L’ABISSO MORALE DEL PD E LA SUA COSTANTE, PERPETUA, IMPRESENTABILITA’.

Una risposta a quelli che mi dicono: ma perché non voti?
Il nuovo disegno di legge presentato al Senato dal senatore Pd Graziano Delrio e altri parlamentari “per la prevenzione e il contrasto dell’antisemitismo” recepisce esplicitamente la definizione di antisemitismo dell’IHRA. In realtà il testo propone un’imponente macchina di censura culturale: delega al governo nuovi poteri sulle piattaforme online e impone rigide regole anche a scuole e università. Firmato da esponenti dell’area “riformista” del Pd (tra cui Simona Malpezzi, Anna Rossomando, Chiara Gribaudo, e Pier Ferdinando Casini (Sic…), il ddl equivarrebbe ogni critica radicale allo Stato di Israele e al sionismo a “odio antiebraico”. Inutile ribadire il grave rischio per la libertà di espressione: questa legge punirebbe come antisemitico qualunque giudizio severo verso Israele e prefigurerebbe vere e proprie «spie anti¬sioniste» nelle università.

Come se questo orrore non bastasse, in contemporanea, si è svolta in Israele una visita parlamentare con il deputato Pd Piero Fassino. Colta come tappa del “protocollo di amicizia” italo-israeliano. Fassino ha elogiato Israele come “società aperta, libera, democratica… anche in questi due anni [di guerra, dice lui…] e ha rivendicato a nome dell’Italia un «rapporto forte» con Tel Aviv. Queste dichiarazioni, in contrasto con il drammatico contesto genocidario, confermano quanto le alte sfere del Pd siano allineate alle posizioni israelo-governative, anche quando il governo Netanyahu/Gantz è apertamente accusato di genocidio e del peggio del peggio che l’umanità possa anche solo provare a pensare. Va ricordato che Fassino non è un isolato: nel Pd diversi parlamentari hanno intrattenuto rapporti stretti con le autorità israeliane e talvolta sminuito le critiche all’occupazione. Questa missione alla Knesset, infatti, è avvenuta al fianco di politici che il partito sostiene (ad es. Giuseppe Provenzano, responsabile Esteri PD, era destinato al ruolo in tale commissione). Ma la delegazione è stata organizzata dalla Lega (associazione Unione Italia-Israele), e del Pd nessuno ha fatto parte ufficialmente. Il Pd stesso ha poi affermato che Provenzano non era stato informato: Fassino vi avrebbe preso il posto senza aggiornare i registri ufficiali. Tutto ciò conferma come, nel “campo largo” di centro-sinistra, il sostegno verso Israele nelle sedi istituzionali sia ormai automatico. Anche i rappresentanti di sinistra a Strasburgo hanno votato risoluzioni più morbide verso Tel Aviv, mentre l’Italia, sotto il governo Meloni, si è comunque schierata con forza in appoggio al governo israeliano contro qualsiasi censura alle violazioni dei diritti umani. In sintesi, l’episodio Fassino-Knesset certifica che le più alte cariche Pd continuano a considerare “amichevole” il regime Netanyahu, nonostante si trovi formalmente sotto inchiesta per genocidio.

ENTRIAMO NELLO SPECIFICO DEL DISEGNO DI LEGGE DELRIO.

Il ddl Delrio (Senato XIX, Atto n. 722/2025) si articola in vari articoli che spalancano poteri repressivi sul web e nelle istituzioni scolastiche.

L’art. 1 recepisce integralmente “la definizione operativa di antisemitismo” dell’International Holocaust Remembrance Alliance (IHRA). In pratica, secondo tale definizione «è antisemitismo anche sostenere che l’esistenza dello Stato di Israele è un’espressione di razzismo» o «applicare due pesi e due misure a Israele richieste a nessun altro paese».

L’art. 2 delega il Governo a emanare entro 6 mesi (mediante decreti legislativi) norme speciali per le piattaforme online in lingua italiana. In concreto, si chiede ad AGCOM e ai gestori di social e blog di introdurre meccanismi di sorveglianza e censura sulla base di questa definizione: sarà previsto per gli utenti un pulsante di segnalazione “antisemitismo, con obbligo di rimozione entro 48 ore dall’avviso. In caso di recidiva o ricondivisione dei medesimi contenuti, si infliggerà la sospensione dell’account per sei mesi. In più, le piattaforme dovranno inviare bimestralmente ad AGCOM report dettagliati sulle segnalazioni ricevute, e punizioni pecuniarie onerose per chi non rispetta le nuove regole. L’obiettivo dichiarato è “togliere al web la terra di nessuno”, ma come denunciato da più voci significa dare mano libera allo Stato per definire e cancellare contenuti online: una vera norma di censura preventiva.
Le misure riguardano anche l’ambito universitario.

L’art. 3 garantisce in teoria la libertà di ricerca, ma si limita a inserire un generico richiamo alla “libertà di insegnamento” e alla promozione di collaborazioni internazionali.

All’art. 4 l’impianto si fa più repressivo: ogni ateneo è obbligato a individuare un referente interno incaricato di “verificare e monitorare le azioni per contrastare i fenomeni di antisemitismo” in linea con il proprio codice etico.

In altre parole, si crea una specie di controllore dell’ortodossia antirazzista nei campus, con libertà di intervento anche sulle attività didattiche ritenute “illegittime” secondo i parametri IHRA. Le norme non si fermano all’università, ma prevedono anche rilevamenti annuali nelle scuole. In sintesi, il ddl impone a istituzioni dell’istruzione e agli spazi digitali severe forme di sorveglianza dell’antisemitismo, equiparando ogni discorso critico verso Israele (o il sionismo) all’odio verso gli ebrei. Come mostra il testo ufficiale, si tratta di una campagna legislativa che, lungi dall’eradicare il razzismo vero, istituzionalizza la censura preventiva delle idee “scomode” sulla questione palestinese.

I firmatari: orientamento politico e dichiarazioni

La proposta è stata firmata da senatori del Partito Democratico appartenenti all’area riformista del partito. Oltre a Graziano Delrio (primo firmatario), il ddl porta le firme di Simona Malpezzi, Serena Sardo, Anna Rossomando, Edoardo Patriarca, Valeria Valente, Chiara Gribaudo, Rossella Muroni e perfino di Pier Ferdinando Casini (ex Udc oggi Pd). Tutti sono esponenti di centro-sinistra moderato e hanno dichiarato pubblicamente la loro intenzione di far “fare un salto di qualità” alla lotta all’antisemitismo. In interviste i proponenti insistono sul “dovere” di difendere gli ebrei dall’odio, ma raramente distinguono tra odio reale e ogni forma di opposizione al governo israeliano. Delrio, ad esempio, ha parlato di “cancro” dell’antisemitismo diffuso sul web e ha chiesto “regole e vigilanza” sulla rete, sostenendo che non può rimanere “terra di nessuno”. Viceversa, Delrio e colleghi ignorano l’alto potenziale censurante della loro norma. Appoggi che fanno discutere anche all’interno dello stesso partito.

Dunque è una proprietà pubblica lo spazio concesso alla Sinagoga di Monteverde?

Fino a pochi giorni fa ignoravo assolutamente tutto dell'esistenza di questa Sinagoga in Monteverde, in Roma. Sapevo dell'altra, ma di questa, e non mi interessa saperne se non per i fatti di cronaca e adesso per questo brano che leggo qui, e da cui riporto questo brano:

«Grazie a un accordo tra Riccardo Pacifici, motore inesauribile del tempio, ed Enrico Gasbarra, allora presidente della Provincia di Roma, venne concesso l’uso dei locali della nuova sede di Viale di Villa Pamphili più grande, più accogliente, più bella. Una realtà che negli anni si è andata consolidando come centro di culto ma anche di socialità e di incontro tra generazioni. Un luogo dove nonni, genitori, figli e nipoti si ritrovano per pregare, per attività conviviali e di studio e dove si consolidano i rapporti.»

Tralascio tutte le melensaggine restanti, ma qui apprendo di un "uso di locali” concesso dal presidente della Provincia dell'epoca. Ciò che mi lascia perplesso è il dibattito feroce, a cui ho assistito ieri o l'altro ieri, su analoghi spazi che invece devono essere tolti ai "centri sociali", sui quali invero so assai poco o nulla. Ciò che mi stride è l'enorme disparità di trattamento.

Senza scendere nel dettaglio dello sconcerto, mi limito ad una celeberrima citazione:

«c'è del marcio nel regno di Danimarca», che qui diventa il Regime di Giorgia della Garbatella!

Le bombe per Gaza griffate da Herzog, presidente di Israele: una foto indimenticabile!

Qualcuno ha detto che un'immagine vale più di mille parole. È questo il caso e noi poniamo in evidenza questa foto senza altro aggiungere. Vi torneremo sopra tutte le volte che ci sarà necessario farne menzione e citazione. Contestualmente, senza produrre un nuovo prendiamo atto che la "Fetida Rassegna" cresce di fetore con un nuova rassegna, di cui si era dato annuncio al XXXVI Convegno di Italia-Israele, da noi analizzato e commentato. Sarà per noi nuovo lavoro e nuovo fetore, da reggere. La nuoca rassegna sionista è una produzione e sezione del quotidiano Il Riformista, ora diretto dall'ultrasionista Claudio Velardi, e a cui è stato dato il titolo di Hakol, che penso riprenda i titoli da analoga rasssegna che esce negli Usa. I titoli per noi più interessanti sui quali ci soffermeremo sono quelli che riguardano il contesto italiano, cioè il nostro campo di battaglia e di contrasto al sionismo, che per non è né il mito del ritorno del popolo ebraico alla sua terra storica né tanto meno un movimento risorgimentale: è primatismo razziale a carattere globale, dove il globale significa che non è colonialismo e non ha delimitazioni territoriali: lo abbiamo anche in casa nostra! In sostanza, questa nuova rassegna è una importazione ed un riciclo del peggiore letame che viene prodotto altrove. Sarebbe per noi un impegno eccessivo l'analisi del letame di importazione e cerchiamo di limitarci agli episodi di casa nostra, cercando di individuare i canali e i personaggi attraverso i quali la "Lobby ebraica" esercita il suo potere e la sua influenza, specialmente nelle assemblee parlamentari e normative, dove negli ultimi decenni ha potuto fare tutto quel che voleva, fruendo di complicità bipartisan.



La Brutta Verità, N° 4: Sui camion con gli aiuti umanitari: Un testimone oculare racconta come i terroristi dell'IDF hanno supportato i saccheggiatori che attaccavano i convogli di aiuti a Gaza

Non ripubblichiamo in traduzione automatica tutto ciò che ci giunge per Newsletter dal nostro Corrispondent Americano,  ma solo ciò che meglio si adatta al nostro contesto informativo. Dalla Fetida Rassegna Stampa Sionista, che analizziamo frequentemente, uno dei loro temi preferiti è che Israele lascia arrivare gli aiuti, ma che poi questi sarebbero saccheggiati da Hamas stesso che lascerebbe morire di fame quelli per i quali combatte come Milizia della Resistenza Palestinese, non dalla sola Hamas composta. Oltre a non essere vera, come spesso se non sempre è tutto cià che viene da Israele e che i media italiano raccolgano e spacciano per veridici, è anche illogica: per quale ragione mai Hamas dovrebbe far morire di fame i propri consaguinei, mogli, figli, padri, fratelli, sorelle? Per i quali combatte ed affronta eroicamente la morte! La verità viene fuori, se ve ne era bisogno, da questa testimonianza. Israele non si fa scrupolo di assoldare traditore e bande di criminali, che in questo caso erano loro ad assaltare i convogli umanitari, lasciando poi all'Hasbara il compito di attribuire allo stesso Hamas il mancato arrivo a destinazione degli aiuti umanitari. Difficile immaginare tanta barbarie e ferocia, ahime, di marca ebraica e non semplicemente sionista, come si dice benevolmente per discolpare gli ebrei da ogni colpa. Anche qui la verità è che l'ebraismo (solo religione) si è lasciato assorbire dal sionismo (movimento politico razzista e criminale). La compromissione ormai è tale che le due cose, ebraismo e sionismo, ormai coincidono largamente e sono intercambiabili. A denunciarla e condannarla è la minoranza dei "veri rabbini" di Neturei Karta, anche in una intervista recente trasmessa da Byoblu, al canale televisivo 262.

ACS

Dal Corrispondente Americano:

________________________________

 n°3 < Sommario> n°5.

Immagine del logo del sitoLa brutta verità, n° 4 in CT

Un testimone oculare racconta come i terroristi dell'IDF hanno supportato i saccheggiatori che attaccavano i convogli di aiuti a Gaza




Di tut editor il 3 dicembre 2025

Osservatore del Medio Oriente

Israele ha deliberatamente appoggiato i saccheggiatori che hanno attaccato i convogli di aiuti umanitari a Gaza, ha rivelato l'eminente storico francese Jean-Pierre Filiu. Si dice che il saccheggio facesse parte di una campagna calcolata per indebolire sia le autorità palestinesi che le agenzie umanitarie internazionali.

Filiu, professore di studi sul Medio Oriente presso Sciences Po di Parigi, ha trascorso oltre un mese a Gaza durante il genocidio della fine del 2023. Nel suo nuovo racconto da testimone oculare, " Uno storico a Gaza", Filiu afferma di aver assistito personalmente alle operazioni militari israeliane che hanno direttamente facilitato il saccheggio di aiuti disperatamente necessari.

Scrivendo di un episodio specifico ad Al-Mawasi, una presunta "zona umanitaria" densamente popolata di sfollati palestinesi, Filiu racconta come, dopo settimane di raid sui convogli di aiuti, le Nazioni Unite abbiano tentato di creare una nuova rotta di consegna scortate da guardie armate locali, tra cui potenti famiglie arruolate da Hamas per garantire protezione. Tuttavia, il convoglio è stato attaccato.

"Era una notte e mi trovavo a poche centinaia di metri di distanza. Ed era chiarissimo che i quadricotteri israeliani stavano supportando i saccheggiatori nell'attacco alle squadre di sicurezza locali", scrive Filiu. Descrive come l'esercito israeliano abbia ucciso due abitanti del posto incaricati di proteggere il convoglio, mentre 20 dei 66 camion venivano saccheggiati.

Filiu sostiene che "la logica di Israele era quella di screditare Hamas e le Nazioni Unite in quel momento e di consentire ai clienti di Israele, i saccheggiatori, di ridistribuire gli aiuti per espandere le proprie reti di supporto o di guadagnare denaro rivendendoli per ottenere denaro e non dipendere esclusivamente dal sostegno finanziario israeliano", ha dichiarato al The Guardian, che ha riportato le affermazioni.

Lo storico ha anche accusato Israele di aver bombardato deliberatamente una nuova strada aperta dal Programma Alimentare Mondiale per aggirare i punti caldi dei saccheggi. "Il Programma Alimentare Mondiale stava cercando di creare un percorso alternativo alla strada costiera e Israele ha bombardato la parte centrale della strada... È stato un tentativo deliberato di metterlo fuori uso", ha affermato.

Le affermazioni di Filiu trovano riscontro in un promemoria interno delle Nazioni Unite dell'epoca, che descriveva la "benevolenza attiva" di Israele nei confronti delle bande criminali che avevano sequestrato i convogli di aiuti.

Il Primo Ministro Benjamin Netanyahu ha precedentemente ammesso che Israele aveva sostenuto le Forze Popolari, una milizia anti-Hamas che annovera tra le sue fila noti saccheggiatori. Ciò ha alimentato le accuse di lunga data secondo cui Israele avrebbe permesso a gruppi criminali di Gaza di destabilizzare il governo di Hamas, pur lasciando intendere una plausibile negazione.

I funzionari degli aiuti umanitari hanno da tempo denunciato che gli attacchi israeliani alle stazioni di polizia e alle scorte di sicurezza a Gaza hanno creato un vuoto di legge e ordine, esponendo le operazioni umanitarie alle rapine a mano armata e al controllo delle milizie.

Filiu, che ha visitato Gaza molte volte nel corso di diversi decenni, ha affermato che la distruzione a cui ha assistito è stata senza precedenti. "Tutto ciò che esisteva prima è stato cancellato, annientato", ha affermato. A suo avviso, la guerra di Israele contro Gaza non è stata solo militarmente devastante, ma ha anche rappresentato il crollo di tutti i vincoli normativi. "È il laboratorio di un mondo post-Convenzione di Ginevra, di un mondo post-diritti umani, e questo mondo è molto spaventoso perché non è nemmeno razionale", ha avvertito.

Branco di cialtroni, l'apartheid in Israele esiste, eccome, ma vi è qualcosa di più grave: genocidio e pulizia etnica, che ipso facto include l'apartheid fra ci uccide e chi è ucciso!

L'indignazione che la Fetida Rassegna ogni giorno suscita in chi la segue per finalità di analisi testuale ha un effetto benefico per l'attivazione della circolazione sanguigna, che gira più velocemente. Non siamo particolarmente interessati al tema dell'apartheid, ma sappiamo che esistono accurati studi e testimonianze che lo documentano, Ad esempio, nell'ultima riunione a cui ho partecipato in Roma, dei partecipanti ad un viaggio in Cisgiordania riferivano di targhe automobilistiche di colore diverso per palestinesi e per israeliani, in modo che la polizia possa riconoscere immediatamente le vetture e praticare un diverso trattamento. Perfino le strade sono separate! E se una vettura palestinese che viaggia su una strada per soli palestinesi incrocia una strada per israeliani, la strada palestinese deve passare sotto, con un sottopassaggio! Ma la propaganda, l'hasbara, che si serve in Italia di un gruppetto di testatucole interamente devote (Libero, Riformista, Foglio, Giornale...) ci viene a raccontare di queste cose, ben sapendo che nessuno ci crede e che possono essere facilmente smentite. Ma è anche inutile farlo, perché ildi più contiene il meno: il genocidio e la pulizia etnica includono tutte le possibili forme di apartheid! Perché prestiamo attenzione a questi assoluti cialtroni? Perchè ci si deve difendere dalle loro menzogne! La loro funzione, per la quale sono pagati, è la propagazione delle menzogne, della Narrazione che per decenni, da sempre, ed ancora oggi, circola nel mainstream, che si distingue dalle altre minori testate, solo perché è più accorta nella propagazione delle Menzogne che mescola con altre notizie non tanto di per sè vere, quante neutre: l'hasbara vi si può nascondere meglio! È il caso della Stampa di Torino, la Busiarda, che si spaccia per "propal", o viene fatta passare per tale, solo perchè non scade ai livelli delle citate testatucole che vengono stampate inperdita e senza che nessuno o quasi le legga. In compenso i loro direttori e giornalisti ce li ritroviamo tutte le sere nei Talk Show!

«In una settimana di incontri, briefing, visite e interviste in Israele, ecco cosa ho potuto vedere.» 

– Gli hanno fatto vedere quel che serve per la propaganda! Non ci impressiona che trovi qualche "traditore" disposto a reggere la propaganda: il fenomeno è arcinoto! Non esiste l'apartheid? Ne siamo contenti! Ma sappiamo che non è vero... Non è che l'apartheid lo vogliamo per forza, per puntiglio, per dispetto...  Per noi è un problema di gran lunga inferiore! Cittadini a pieno titolo? Fanno pure il servizio miliare? No? E perché no? Questo 20 % oggi di arabi israeliani è quel 50 % del 100 % di un milione e mezzo di palestinesi che abitavano in Palestina nel 1948. Dopo che 750.000 palestinesi sono stati espulsi con la pulizia etnica della Nakka il restante 50 % palestinese è diventato l'attuale 20 % arabo israeliano, del quale un noto storico israeliano ebbe a scrivere che nel 1948 dovevano essere espulsi pure loro per non avere oggi il problema della loro presenza "non ebraica". Se però nel computo si mettono anche i palestinesi dei territori occupati della Cisgiordania, e quelli di Gaza, che si tenta di ripulire se non si riesce ad ucciderli e farli mori tutti (per fame, malattie, contaminazioni, di stenti...) allora i numeri cambiano, e si ha la "parità" se non la superiorità numerica dei palestinesi, che non sono solo quelli a cui è concessa una dubbia cittadinanza israeliana... Insomma, chi pensate di infinocchiare? Chi si vuol lasciare infinocchiare!

– In Israle si trova la schiuma dei cinque continenti: ben lo sappiamo e non ci stupisce. Fra i coloni ci sono quelli detti "economici", cioè immigrati ebrei ai quale sono state date tutte le possibili agevolazioni economici per indurli ad immigrare in Israele, a tutte spese dei palestinesi residenti... Il 20 % di palestinesi ex 1948 vanno bene finché restano 20 %! Fanno pure gioco! Di loro si può fare tutto quel che si vuole! E devono starsene buoni! Ma se a quel 20 % si aggiungono con gli stessi diritti quelli che per risoluzione dell'Onu hanno diritto al ritorno, la musica cambia! E quella musica il Riformista non la suona!

Una notizia che altri danno ma che il giornalaio del Riformista non riporta né smentisce è il grande flusso di "cittadini israeliani ebrei" che da Israele preferiscono andarsene, e vi sarebbe una vera e propria fuga: se ne vanno i ricchi che possono permetterselo, i poveri restano! Gilad Atzmon, che a Gerusalemme est, ci è nato, come pure Rula Jebreal, segue con attenzione questo fenomeno, che a quanto io sappia non è stato smentito: è taciuto!

– Insomma, che in Israeli ci stiano degli ebrei, con cittadinanza israeliana, lo sappiamo! Non ce ne deve convincere! Nulla ci dice però su quei sondaggi che danno una netta maggioranza (80%) di questi "cittadini israeliani) che sostengono il genocidio di Gaza! Il 20 % non favorevole è forse quello degli arabi del 1948, resi cittadini israeliani di serie B? Riesco a capire il condizionamento che possono aver subito in questi 80 anni, ma forse non fino al punto da volere l'uccisione dei loro parenti e consanguinei rimasti in Gaza ed in genere nei campi profughi! Io in Israele nonci ho messo piede, e non intendo metercene: non vado a fare il turista per vedere gente che soffre ed è angariata. Ma se ci andassi, dubiterei per la mia incolumità, essendo refrattario alla Narrazione dell'hasbara.

– Le cose però sono andate diversamente per i nostri concittadini aggrediti, malmenati, derubati: come mai? A cosa è dovuto questo diverso trattamento? Il Riformista ha dato la notizia sui nostri Concittadini? Mi è sfuggita?

Il Foglio di Giulietto le vuole proprio vedere stuprate le ostagge israeliane. Non ci affatichiamo a ritrovare la pagina del libro di Rula Jebreal, Genocidio, dove si parla dell'asserito genocido delle donne israeliane prese come ostaggio. Vi si dice che Hamas stesso aveva auspicato una Indagine indipendente dell'Onu per verificare il fatto criminoso. A non aver voluto questa Indagine indipendente è stato Israele, che ha dovuto ammettere la falsità dell'iniziale decapitazione da parte di Hamas di 40 neonati. Perpa propaganda del SetteOttobre parisiano è di vitale importanza che le donne ostaggio israeliano siano stata violentate e stuprate! Se così non fosse, verrebbe meno un pezzo importante, fondamentale della loro propaganda! Che Israele fabbrichi prove false è di evidenza solare: a darne corso ci pensano i Giornalai Italiani dell'Hasbara. Per quanto ci riguarda non diamo credito al fatto non solo perché non documentato e perfino smentita da altra Relatrice Onu, ma perché sarebbe del tutto illogico e controproducente per Hams stesso che ha migliaia di prigionieri nelle carceri israeliane, che loro sì sono sistematicamente stuprati e privati degli organi espiantati, ma perché per una donna israeliana da loro stuprata ne verrebbero stuprate almeno 1000 di donne palestinesi nelle carceri o nelle terre occupate della Cisgiordania. Ma ove questa assurdità fosse vera noi non esisteremmo un istante a riconoscerla e condannarla, fermo restando tutto il resto che abbiamo detto sul genocidio e sulla pulizia etnica, la cui documentazione non ha eguale nella storia.

Francesca Albanese: erano in malafede ed aspettavano il momento!

Che Israele abbia mobilitato in Occidente (Usa, Europa, Italia) tutti i suoi agenti contro Francesca Albanese è nelle cose ed in tutta evidenza: mancano le veline, le registrazioni telefoniche, le documentazioni fattuali, ma sono facilmente ipotizzabile. Avevano una difficoltà: la popolarità crescente di Francesca. Come la si poteva neutralizzare? Con due classici e collaudati strumenti: a) la corruzione; b) la diffamazione. La forma del primo strumento si era già incominciata a manifestare con le cittadinanze onorarie, da sindaci per lo più sinistrorsi che avrebbero preso due piccioni con una fava: ammorbidire i toni di Francesca (il sindaco rimproverato... era di Bologna?) e raccoglierne il consenso elettorale alla prossima tornata; b) La diffamazione è stata caricata sul "monito all'informazione", non specificatamente alla Stampa, proprietà Elkann che detiene anche tutto il gruppo Gedi. In pratica, possiede (in perdita) tutta la stampa italiana. Si noti che al convegno Ucei, di cui abbiamo fatto studio a parte, era presente solo la Stampa (Avvenire se ne andò con una fondata scusa), che sembrò dissentire dalla linea del convegno, ma era solo un gioco delle parti: la condanna di Hamas, legittima Resistenza palestinese, era pienamente recepita... Sono furbi e collaudati! Guai a chi si lascia ingannare!

È allora?

Non tutto il male viene per nuocere, e probabilmente l'accaduto è stato un bene se delimita meglio i campi e spazza via le ambiguità. La speranza e la scommessa è checontinui a crescere il Movimento nelle piazze e per le strade. Sono queste le vere forze reali: è il popolo italiano che si manifesta nella dimensione propria della Politica che è la presenza reale e la pubblicità, cioè l'essere in piazza ad esprimersi senza il bavaglio che pretendono i giornali. L'attuale comunicazione è nemica del Popolo: lo ha ingannato sul genocidio in Gaza e spinge per la guerra e il riarmo a detrimento dello stato sociale. Vuole mandare a morire i nostri giovani, che con le loro speranze, richieste, aspettative sono il loro nemico: non vorranno né potranno mai dare lavoro, occupazione, studio, professionalità, casa, famiglia... Temi in apparenza distinti l'uno dall'altro, ma che oggi si fondono tutti in un nome di appena quattro lettere: Gaza!

E Francesca venne per scoperchiare la pentola in ebollizione!

Non è cosi?

Discutiamone non nei talk show show, o nei giornali, sulla Stampa di Torino, ma nei nostri social, nelle nostre riunioni, nelle piazze, nelle aule, nelli sedi...

mercoledì, dicembre 03, 2025

Altro che grazia di Herzog a Bibi! Dovrebbero comparire tutte e due davanti ad un nuovo Tribunale di Norimberga!

Avendo oggi scritto abbastanza, ed essendo stanco, non me la sento di scrivere su altri temi della giornata, ma li accenno per sommi capi. Uno dei temi è se debba onon debba essere concessala grazia a Netanayu, come è stato chiesto da Trump alla Knesset! Trovo surreale questo dibattito: per me dovrebbero essere tutte e tre condannati da una corte di giustizia, come al processo di Norimberga, che fu un tribunale militare. Ma questa volta da un Tribunale Internazionale con rappresentanti di tutti i popoli della terra.

Si discute poi delle voce che vengono redatte su Wikipedia e che riguardano Israele e la sitazione medio-orientale. Tutto il sistema dell'informazione e dell'editoria anche digitale è stato da sempre sotto il prevalente controllo ebraico, e non mi sono mai fatto illusioni al riguardo. Adesso però l'enormità e l'evidenza del genocidio è tale da produrre una conflittualità, nella quale interviene la potente lobby ebraica, ad es l'ADL, per ristabilire il suo controllo sulla materia, la sua indiscutibile Sovranità su ogni forma di Narrazione, che deve avere il suo vaglio, la sua approvazione, il suo Imprimatur!

Non ho la pazienza per seguire queste cose ma confido che la Verità riesca ad imporsi con la forza della sua evidenza.

Ogni traccia che denoti presenza dello Stato di Israele in Italia dovrebbe essere inibita e cancellata! Vanno interrotte le relazioni diplomatiche!


Almeno questo il mio desiderio, espresso ed esprimibili, come cittadino italiano, finché questo qualifica mi compete ed è inalienabile! E ciò mi sorge nel cuore e nella mente leggo notizie come queste:

«Alle 15.10 del 19 novembre scorso veniva fatto circolare il resoconto dell’ultima seduta (17 novembre) del Senato Accademico di quell’ateneo.»,

che prendo dalla Fetida Rassegna odierna. Al tempo stesso, sto anvanti nella lettura del libro di Pinotti sulla Lobby ebraica, e sono passata alla sezione deove si parla del Mossad e delle infinite agenzie spionistiche israeliane che sono dedite istituzionalmente ad ogni sorta di crimini ed infestano il mondo intero. Do per scontato che le istituzioni universitarie italiana siano arci-infiltrate. Ed è per questo che mi sentirei pià tranquillo se venisse cancellato in Italia ogni legame con Israele, ad incomincaire dalla rete Italia-Israele: come italiano non intendo avere nulla a che fare con israele e come italiano respingo ogni associazione del nome Italia con quello di Israele. Mi auguro che presto quell'area di territorio occupato possa ritornare a chiamarsi sule carte georgrafiche di nuov Palestina: se ebrei e musulmano, come era prima del 1882, vorranno e sapranno convivere in pace, nel rispetto reciproco e con parità di diritti e dignità, è cosa che solo i diretti interessati potranno decideree realizzare.

– Quanto alla menzionata Professoressa si pone semplicemente la domanda: chi è costei e quali le sue motivazioni ed interessi? Ma non abbiamo alcuna voglia di indagare al riguardo. Potrebbe esservi materia per ampliare di centinaia di pagine in libro di Ferruccio Pinotti. Credo che per la maggior parte degli studenti e docenti italiani, dopo aver visto ciò che ancora succede in Gaza, sia sufficiente dire: No ad Israele, con Israele!

– L'IdF per chi non lo sapesse è responsabile di genocidio e dei peggiori crimini di guerra: niente a che fare con ogni principio basilare di etica militare! L'attenzione dovrebbe essere rivoltà ad ogni "cittadino italiano di religione ebraaica" che abbia prestato servizo militare con l'IdF, permanentemente i guerra da quando esiste ed ancora prima che esistesse formalmente con il nome di Idf, diciamo almeno dal 1920 come Haganà sotto il Mandato britannico.

– Non vedo nessun "imbarazzo", nella eclatante notizia riferita dall'Illustre Avvocato!

Disonesti, che poi si lamentano dei secchi di letame che vengono scaricati nelle loro redazioni. Il titolo di Libero porta: 

Titolo: «Choc a Roma: «Ebrei cancro del mondo»»

Poi si va a leggere e si vede che si tratta di una scritta sul muro (che potrebbe essere di un agente del Mossad, per suoi calcoli e finalità), la quale dice: “Ebrei sionisti, cancro del mondo”, e non è proprio la stessa cosa! Si potrebbe perfino essere d'accordo a secodna del significato che si attribuisce all'aggettivo "sionista", a fregiarsi del quale non è neppure necessario essere ebrei: non lo sono gli evangelici americani chesono perfino più numerosi degli stessi ebrei! Insomma, siamo alle solite cose su cui non ci attardiamo oltre. Quanto poi allo schoc, sono in Roma, ma per nulla scioccato da una notizia che mi giunge solo ora.Siamo alle solite: la legge Modigliani-Taradash-Mancino voluta dagli ebrei per reprimere ogni liberta di espressione e manifestazione da parte dei non ebrei! È stata una legge liberticida che deve essere abrogata! L'abuso e l'uso strumentale che ne viene sempre fatte, di una parte per colpire l'altra parte, restando impunità per quanto di analogo viene fatta, dimostra la necessità e l'urgenza dell'abrogazione! 

– ««Ho presentato una interrogazione a risposta orale con carattere d’urgenza al Ministro dell’Interno», ha fatto sapere il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri.» È da chiedersi se Gasparri abbia presentato interrogazione per analogo e più grave espisodio di poche settimane prima, ad opera di adulti ebrei che hanno aggredito e malmenato studenti non ebrei di un liceo vicino alla sinagoga di Monteverde... Certo che no! Quando si parla di Lobby ebraica bisogna considerare questi "santi in paradiso" di cui gli ebrei dispongono. Nel libro di Pinotti il nome Gasparri non risulta neppure nell'indice dei nomi! Ricordo quando in seduta parlamentare Gasparri dal banco della presidenza omaggiava gli ebrei nella tribuna del pubblico, presente per sorvegliare il varo di non ricordo quale legge da loro patrocinata. È questo il lobbismo, signor Pinotti! Gasparri, hai mai sentito parlare di Sabra e Shatila?

Gli attacchi infami alla dott.ssa Albanese continuano, ma non vi da preoccuparsi se la piazza continuano a sostenerla. Anzi possono essere utili se vengono da una parte che intendeva strumentalizzare una figura che esce dallo schema dei partiti ed è anzi proposta con auspicabile "Presidente del Consiglio"al posto di Giorgia della Garbatella! Le onorificenze spesso servono più a chi le concede che non a chi le riceve! Rifiutare le cittadinanza finora concesse da parte della dott.ssa Albanese poteva sembrare scortese. Non concderle a chi non le ha chieste o non ne ha interesse, è un problema che riguarda il concedente. Per quanto ci riguarda Francesca non si deve scusare di nulla, e non si è trattato neppure di un errore di comunicazione, come ritiene Santoro, esperto comunicatore. Quanto alla stampa italiana in generale, dissociandosi bene inteso da qualsiasi manifestazione di illegalità, merita tutto il disprezzo di questo mondo! Ne sappiamo qualcosa, pur con i dovuti distinguo. un giudizio di carattere generale resta generale e nessuno se ne può adombrare: siamo tutti peccatori, ma poi ognuno conosce i suoi peccato e ne è giudice l'Altissimo, nessun altro! Intanto, il genocidio in Gaza continua e né destra né sinistro fanno qualcosa per cercare di fermarlo! Pensavano di salvarsi la coscienza dando cittadinanze onorarie a chi ha messo nero su bianco la denuncia del genocidio e della complicità connesse, incluse quelle di una Sinistra che fino ad oggi aveva cancellato il tema Palestina dal dibattito politico. È da augurarsi, come fu per l'iniziale Movimento Cinque Stelle, spazzi via dalla spazio politica tanto la Destra quanto la Sinistra con la loro "stampa di regime"!

Questo Tizio sarebbe il presunto "giurista" della Fetida Rassegna. Priam ve ne era un altro di cui non ricordo il nome, o potrebbe essere lo stesso che ha cambiato nome... Succede, e la cosa non ci interessa molto, anzi per nulla! L'obiezione giuridica da fare ad argomentazioni pseudo giuridiche è presto fatta: lo Stato nomatosi di Israele non ha mai avuto fondamento né di legittimità né di legalità, se per quest'ultima si intende il riconoscimento da parte dell'Onu della risoluzione del 1947, proposta dall'Assemblea di una Onu ancora ridottissima per numero di membra e sostanzialmente proposta da Stalin. Questa risoluzione non fu mai approvata dal Consiglio di Sicurezza e non è mai stata vincolante. L'illegittimità insanabile discende dal fatto che non può fondarsi nessuno stato in senso proprio, come oggi viene comunemente inteso, sulla base di una pulizia etnica e di un genocidio, come i dimostrano i fatti già impliciti nel manifesto ottocentesco del sionismo:: «una terra senza popolo per un popolo senza terra». Vi è già la negazione dell'esistenza stessa del popolo palestinese, fatto che però è confutato dalla nostra tabellina, sempre citato, che non commentiamo nuovamente, ma solo riportiamo ancora una volta: da sola taglia la testa ad ogni toro:


Quanto poi all'Impero Britannico non aveva nessun diritto di regalare cose non sue agli ebrei sionisti, e nessun suo atto può essere addotto come fonte di legittimità. Che poi riesca ad essere imposto ed ad essere accettato è cosa che può riguadare la legalità, non la legittimità. Secondo questi il popolo palestinese che è sempre esistito, come ognuno di noi discende dai suoi antenati in una catena di nascita e successione che risale alla Preistoria dell'Uomo, e che ha pieno diritto di opporsi "sempre" all'esproprio, al suo genocidio, alla sua pulizia etnica! A riprova: se gli ebrei sionisti rivendicano un chimerico, falso, infondato, assurdo diritto storico al ritorno, dopo 2000 anni, a maggior ragione questo diritto vale per i palestinesi che nel 1948 sono stati espulsi e che conservano ancora gli atti di proprietà e le chiavi di casa, diritto riconosciuto dall'Onu anche per i discendenti della Nakba.

L'antisemitismo di cui tanto spesso si continua a parlare è una assoluta invenzione della propaganda sionista ed israeliana. La minoranza ebraica in Palestina era del 3,5%, anche se concentrata in Gerusalemme, dove costituiva maggioranza, viveva dal 1861 al 1915 in assoluta armonia con musulmani e cristiani: insieme nel 1915 manifestavano, tutte e tre, ebrei, cristiani e musulmani, contro l'immigrazione ebraico sionista, che non aveva carattere religioso ma razzistico ed espropriativo. i "veri rabbini" di Neturei Karta discendono dagli originari ebrei che dal 1861 al 1915 convivevano in Palestina con ebrei e musulmano, convivevano in pace ed armonia! Questi rabbini testimiano che l'ebraismo è solp una religione, mentre il sionismo è un movimento politico razzista contrario all'ebraismo in quanto religione!

Non esistono "violenze antiebraiche" da parte dei palestinesi: esiste una legittima resistenza ed opposizione, anche armata, contro una invasione, un genocidio, una pulizia etnica da parte degli occupanti ebreo-sionisti. Non vi sono mai stati due contendenti, due litiganti: la distinzione è fra aggrediti (palestinesi) ed aggrediti (ebrei) nello spazio temporale di oltre un secolo, durante in quale per effetto della propaganda si perde la memoria della situazione originaria e si tende perfino ad invertire i ruoli di aggredito ed aggressore: l'aggressore diventa aggredito e l'aggredito che si difende è fatto passare dai mezzi di comunicazione come aggressore e terrorista! È il ruolo della stampa di Regime, nella cui sede di recente sono stati scaricati in forma (illegale) di secchi di letame, per significare che l'informazione generalemente servita, hasbara, è letame!

«Weizmann protestò duramente con il governo britannico, minacciando di portare il caso davanti ai giudici della Corte Permanente di Giustizia Internazionale...»: questa non la sapevo ed è davvero divertente! La stessa Corte di Giustizia che oggi riconosce l'esistenza di un gencidio in Gaza e condanna di questo lo stato di Israele, congiuntamente alla Corte Penale, ognuna per le sue competenze: Stati e Persone!

Il regime di proprietà delle terre arabe è discorso a parte e richiede trattazione separata: nessuna compravendita di terra comporta diritto al genocidio ed alla pulizia etnica. Il regime moderno di proprietà assoluta era sconosciuto nel secoli passati. Da noi durante il Settecento vigeva l'istituto del censo perpetuo, che non concedeva la proprietà a chi coltivava la terra, ma ne garantiva la contivazione precio il pagamento di un censo perpetuo al proprietario. Quindi, andrebbe fatto uno studio separato sul regime di proprietà della terra in Palestina nel periodo considerato.

In realtà, tutta l'operazione mandataria era strettamente collegata agli interessi imperiali britannici: l''immigrazione sionista era soltanto uno strumento contingente della politica imperiale britannico dell'epoca, poi ereditata dagli Americani, e tuttora dipendente dagli equilibri geopolitici in movimento. Se cessa il sostegno politico degli Usa e dei suoi Vassalli d'Europa non solo ad Israele viene a mancare una legittimità che non ha mai avuto, ma anche quella parvenza di legalità di cui si avvale di volta in volta a seconda che gli torni utile, salvo a sconfessare qualsiasi principio di legalità internazionale che ha sempre fatto e continua a fare.

Il vittimismo della piccola Israele che nel 1948 veniva invasa da ben cinque eserciti arabi è miserabile propaganda che non regge ad una seria ricostruzione storica, come quella nel primo volume della Soria del sionismo di Alan Hart. La storia di questo periodo è ben sintetizzata dalla valigia di soldi che gli ebrei consegnarono a Truman, cui si deve le bombe di Hiroshima e Nagasaki. Vi è chi sostiene che Roosevelt, di cui Truman era vicepresidente, non mi morì di morte naturale ma al pari di Kennedy fu assassinato. Da chi e chi poteva averne interesse? Non è difficile immaginarlo! Questi Eletti Signori usano oggi mezzi, apertamente, che non sono per nulla incompatibili con sospetti se non prove riferiti ad un passato che non ci è mai stato pienamente chiarito. In questi casi ognuno ha il diritto delle sue opinioni e delle sue congetture.

Gli Accordi di Oslo furono una assoluta truffa, che oggi si tenta di perpetuare con gli Accordi di Abramo. Trovo ozioso ed inutile parlarne.

L'unica soluzione, parrebbe, oggi praticabile è quello dello Stato Unico in cui tutti sono uguali, hanno eguali diritti, con i palestinesi che possono rientare nelle loro case da cui furono scacciati nel 1948 e con gli ebrei che risarciscono i danni: sarebbe la fine del sionismo! Figuriamoci se gli ebrei oggi possano accettare una cosa del genere! La speranza è in un rapido declino dell'Impero americano, che è il vero sostegno di Israele.

Infine, è da sperare ciò che nel 1970 si augurava un filosofo cattolico, Augusto Del Noce, che chiudeva un sua libro auspicando una chiesa cattolica (oggi Leone XIV) che "non si adegui al mondo" (agli interessi ebraico sionisti) ma sia capace di contestare il mondo, che per Gerusalemme prevedeva uno statuto internazionale che garantisse nella città la permanenza delle tre religioni monoteiste: ebraismo, cristianesimo, Islam! Avrà Leone XIV gli attribuiti che ancora Paolo VI conservava?





«Tu non puoi parlare!»: detto in un talk show televisivo ad uno in Piazza!

Ogni tanto quel figuro televisivo di Del Debbio usa collegarsi con le piazze, forse inoddisfatto del suo pubblico in studio, un pubblico stranissimo che sembra messo lì apposto per applaudire, ogni volta che viene fatto loro un segnale. So che esiste un simile pubblico a pagamento negli studi televisivo: un mio compagno di liceo aveva trovato questo lavoretto: “certo che ci pagano! E se no dove lo trovi un pubblico così coglione...»

Ma se la trasmissione è in diretta può capitare che uno degli intervistati riesca a piazzare frasi non precedentemente programmate nel palinsesto della trasmissione, come una volta quando un Manifestante intervistato ha potuto dire in faccia al conduttore Del Debbio che a loro, a quelli dell studio, "non fregava niente" della Palestina, di Gaza... E Del Debbio ha dovuto incassare!

Questa volta lo Studio Televisivo, il Talk Show, si è trasformato in un vero e proprio Tribunale, dove l'imputato, cioà Francesca Albanese, veniva condannata in contumacia! Quale la colpa e l'addebito? L'aver usato l'espressione "sia di monito" nel contesto dell'Assalto alla Stampa, per il quale l'Intervistato messo a tacere aveva detto: a) non vi è stata "devastazione", cioè distruzione materiale della sede, ma solo una forma di protesta messa per iscritto sui muri, secchi di letame scaricati a parte; b) l'Intervistato riteneva che si dovesse prestare attenzione alle scritte lasciate; c) tra queste scritti era per lui rilevante che la Stampa venisse definito un giornale "sionista", anche semplicemente per il fatto che il suo proprietario si chiama Elkann, Ma il conduttore appaena ha sentito la parola "sionista" ha sentenziato: tu qui non parli!

Sansonetti, che sarebbe il "progressista" di queste pagliacciate televisive, credo anche lui pagato, ha provato a dare una sua versione positiva di ciò che significa sionismo, ma senza contraddittorio.

È da chiedersi: essendo indubbio il declino costante dei giornali cartacei, che ogni anno perdono copie, e vengono finanziate in perdita per mere finalità politiche, potrà parlarsi di analogo declino dei talk show, che oggettivamente non offrono nessun serio approfondimento delle notzie del giorno, ma come disse una volta uno stimato giornalista, uno dei pochi che si salvano, i talk show "non fanno informazione", ma solo "intrattenimento", che è poi una forma di propaganda.

È da sperare e da augurirarsi, ma io ne sono quasi certo, che questi vergognosi ed infami attacchi alla dott.ssa Albanesesi ritorcano contro a chi li ha progettati ed imbastiti. Per saperlo, non occorre aspettare molto. Bastano pochi giorni.