mercoledì, gennaio 03, 2007

Nota redazionale per i Lettori abituali del mio Blog ”Fare politica in Forza Italia”

Avverto i miei Lettori abituali di aver raggiunto e superato il numero di 200 articoli. Questa entusiasmante avventura nel ciberspazio è iniziata nel dicembre 2005, quando ho appreso dell’esistenza del fenomeno blog, perfezionandone sempre più la tecnica. Accanto a questo primo blog se ne sono affiancati altri dodici di carattere tematico, ognuno con caratteri e finalità diverse. Il carattere di questo mio primo Blog, nominato anche “Club Tiberino”, ha espresse e dichiarate finalità di militanza politica. Mi era successo poco tempo prima di trovarmi stranamente censurato da un organo di partito, o almeno da un organo che ha il logo di Forza Italia e addirittura si propone come “organo di formazione” ma che è un foglio di propaganda smaccatamente clericale. Avevo un bel dichiarare che oltre ad essere iscritto a Forza Italia ero anche fondatore e presidente di un Club e perfino coordinatore provinciale dei clubs di FI nella stessa provincia. Addirittura è capitato di recente che da un Redattore di Ragionpolitica.it, infastidito dai miei articoli, venisse persino messo in dubbio ciò che io dichiaravo essere. Ne è venuto fuori a diversi livelli una corrispondenza che non rendo qui pubblica, ma della quale aspetto ancora gli esiti.

Insomma, non trovando ospitalità in un organo di partito, che per la verità giudico alla stregua di un foglio parrocchiale, con contenuti clericali politicamente inaccettabili, ho ben valutato l’opportunità di costituire un mio proprio organo di espressione, a costo zero ed avvalendomi delle grandi opportunità offerte dalla rete. Ad alcuni miei detrattori, che non sapendo cosa ribattere ai miei argomenti oggettivi, sentono lo strano bisogno di contestarmi perfino le mie qualifiche professionali, ricordo che, dopo aver lavorato in una importante casa editrice, ho fondato e diretto tre riviste scientifiche cartacee, più una collana editoriale ed ho complessivamente un’esperienza editoriale di trent'anni. Colgo adesso l’opportunità editoriale dei nuovi mezzi. Ne sono assai entusiasta. Quindi, poiché ad una certa fase avanzata della mia vita, ho ritenuto di impegnarmi in politica, avevo bisogno di un organo per esprimere le mie opinioni, sulle quali confrontarmi con altri militanti nella stessa area politica di tesseramento, ma anche con ogni visitatore che abbia interesse a dibattere temi politici. La destinazione dei miei interventi è un aspetto editoriale importante, perché individua un preciso pubblico e determina lo stile redazionale degli articoli. Infatti, nei miei blogs scientifici e didattici (chi vuole può visitarli) altra è la destinazione ed altro lo stile. Dovrebbero tener conto di ciò quanti intendono comprendere pienamente i miei scritti.

In Forza Italia a cui mi sono tesserato nel 2002, rinnovando puntualmente la tessera ogni anno, si lamenta da parte dei militanti una carenza di dibattito interno. La “linea politica" del partito tocca apprenderla in qualche passaggio televisivo di un Tajani, in genere dopo che ha parlato il Papa. A quei detrattori che hanno pensato pure di contestare la mia tessera, cercando addirittura di “silurarmi” dentro il mio stesso partito, dico che nessun vantaggio materiale o di altra natura è connessa alla mia militanza partitica. Per una questione di coerenza e di dignità non passo ad altro partito, facendo il giro delle parrocchie politiche. Un chiaro esempio di questo trasformismo politico è l'on. Pietro Fuda, padrone di Forza Italia nel reggino l’anno in cui io mi iscrivevo per la prima volta ad un partito e fin dal primo giorno mi trovavo costretto a contestare il Pezzo Grosso. Proprio ieri avevo scritto un lungo articolo per spiegare la mia precedente esperienza con i Radicali, ma l’articolo ampio e dettagliato si è incidentalmente cancellato ed è andato perso. Posso perciò dire che non avevo precedente esperienza politico-partitica, nel momento in cui scelsi di militare in Forza Italia, non un partitino qualsiasi ma il partito di maggioranza relativa. Agli amici che prima di me erano iscritti in Forza Italia e poi mi invitavano a lasciare un partito di plastica, al cui interno non esiste dibattito, rispondevo che avrei manifestato le mie posizioni ed il mio dissenso interno in tutte le sedi in cui mi fosse possibile farlo. Quando la mia lotta non fosse stata più possibile, avrei scelto il ritorno alla vita privata e tranquilla dei miei studi, ma non giudicavo cosa corretta passare ad altro partito. Ciò che è consentito ad un elettore non lo è ad un militante, che ha responsabilità nel formare l’orientamento degli elettori. Egli non può cambiare partito come si cambiano le camicie. La sua credibilità diminuisce ad ogni passaggio di campo.

Qui mi fermo perché non voglio scrivere la mia autobiografia politica. Scopo di questa Nota redazionale è di avvertire i miei Lettori abituali, che mi prendo un periodo di riposo non ozioso. Rileggerò i miei duecento articoli dell’anno 2006 per correggerli, integrarli, svilupparli, aggiornarli e soprattutto per aprire dei links dall’uno all’altro, creando un unico ipertesto. Rispetto alla mia precedente e contestuale esperienza editoriale cartacea ciò che mi attrae grandemente è la possibilità di poter correggere continuamente lo stesso testo. In gennaio uscirà per i tipi di Giuffrè nella prestigiosa collana Civiltà del diritto un volume da me curato di 600 pagine. Si tratta di un'opera assai importante che ha ispirato non pochi miei articoli. Carl Schmitt da buon cittadino tedesco espresse le sue posizioni politiche in una serie di saggi dal 1923 al 1939. Gli argomenti da lui trattati sono ancora di grande attualità. Aspetto le terze bozze cartacee da correggere, ma sono sicuro che malgrado la mia attenzione qualche errore mi sfuggirà e non mi mi sarà poi più possibile correggerlo. Invece, in questo luogo virtuale è sempre possibile rivedere i propri testi. Tra i miei colleghi di università sono il solo che considera con la più grande attenzione questo nuovo mezzo di espressione, che io utilizzo anche a fini didattici. Altri miei amici, grandi studiosi di fama mondiale, considerano invece con diffidenza il nuovo mondo di Internet. Ritengo che sbaglino, ma per la stima che nutro nei loro confronti rispetto la loro opinione. Se invece sono io a sbagliare vuol dire che avrò perso una parte consistente del mio tempo, ma mi sono anche divertito scaricando una tensione di cui bisognava liberarsi.

Auguro a tutti i miei Lettori, buoni e cattivi, un felice nuovo anno 2007. Aggiungo ancora un’annotazione prettamente tecnica. Ho notato che si ha una visione della pagina eguale a quella da me creato se si usa Firefox. Gli utenti Internet Explorer vedono la secondo colonna di testo alla fine della prima. Per una corretta lettura il titolo di questo articolo si dovrebbe leggere all’incirca sulla stessa linea del mio Profilo. I Lettori che desiderano scaricare Firefox lo possono fare (gratuitamente) direttamente cliccando nel link sotto il titolo e seguire le istruzioni. L’uno di uno o più browser, passando alternativamente dall’uno altra, non comporta problemi di sorta. Io sto emigrando da Safari a Firefox, che mi dà solo qualche lieve problema, forse superando, ma mi offre maggiori possibilità (corsivo, formattazione, ecc.) per scrivere i miei blogs. Infine, ho appena deciso sulla base dell’esperienza maturata di consentire i commenti solo agli utenti registrati. Mi sembra una minima assunzione di responsabilità che ci si possa aspettare da quanti desiderino dire la loro sui temi da me proposti e non imposti a nessuno.

Nessun commento: