giovedì, giugno 29, 2006

Anna Finocchiaro, una donna seria

Mi sono assentato dai canali di informazione per oltre dieci giorni. Mi trovavo in un paese della Calabria estrema, che io dico abbandonato da dio e dagli uomini. Qui c'è stato un altissimo numero di "no" al referendum per la riforma della costituzione, l'autonomia tributaria, l'autogoverno locale. Il mio primo commento è stato: in Calabria si sentono tutti degli eterni assistiti e del tutto incapaci di badare a se stessi! Ma si può anche interpretare il voto dicendo che i calabresi sono più italiani degli altri, ad incominciare dai lombardi e dai veneti...

A Seminara non ho connessione veloce ad internet. Ma fa anche bene per un certo tempo non ricevere notizie. Lentamente mi informo di quanto è successo. L'episodio del giorno è il lancio del regolamento in direzione dell'ex-sindacalista Marini che ha negato ad un senatore la parola. Le interpretazioni dell'accaduto hanno versioni differenti a seconda della collocazione politica. E' inutile andare a cercare una Verità che sia per tutti e che da tutti possa venire riconosciuta. Riporto di seguito la dichiarazione di una donna che sempre più vedo ai dibattiti televisivi, una stella in ascesa, Anna Finocchiaro, perfino candidata per la presidenza della Repubblica:

«...Quanto all'espulsione di Malan, Anna Finocchiaro, presidente dei senatori dell'Ulivo, ha raccontato che l'esponente forzista è stato espulso dall'Aula per aver lanciato il volume del regolamento del Senato contro il presidente Marini. Mentre alle accuse dell'opposizione, ribatte: ''Siamo seri, al massimo c'è una diversa interpretazione del regolamento''. ''Ciò non toglie - ha aggiunto - che per quanto ci riguarda non possiamo non ammettere che ci sia un problema politico. E, al riguardo, valuto positivamente la decisione del presidente Marini di affidare la questione alla Giunta del regolamento''...»


AL MASSIMO UNA DIVERSA INTERPRETAZIONE DEL REGOLAMENTO: appunto l'interpretazione di Marini!

Ma in fondo, regolamento o non regolamento, di cosa si trattava? di far parlare qualcuno che chiedeva di poter parlare. Cosa ci stia scritto nel regolamento poco mi interessa. Noto il fatto che nel parlamento "non si parla"... Arrivo a capire che si possa parlare solo per perdere tempo e far perdere tempo. Ma appunto si poteva abolire (con il referendum) una delle due Camere e concentrare la discussione in una sola Camera, disponendo di un tempo maggiore, sperabilmente per una maggiore riflessione sulle leggi destinate ad affliggere tutti i cittadini....

Mah!

Nessun commento: