giovedì, giugno 08, 2006

Lacrime e sangue

Sto ascoltando a Radio Radicale un filo diretto con il senatore Morando, eletto presidente della Commissione Bilancio. Pur avendo studiato economia all'università, non mi sento di dire che la materia mi sia familiare. Nessuno di noi può però sottrarsi alle impressioni. E la mia è che ci attendono lacrime e sangue non per mettere ordine nei conti dello stato e per sanare il debito pubblico, come vorrebbe dare ad intendere il nuovo manovratore Morando, ma per finanziare i costi nuovi e antichi della politica. Altra mia impressione è che la lotta politica non abbia ordinariamente come suo scopo la soluzione del problema o dei problemi, ma la conquista pura del potere per gestirne i vantaggi. Se la nave affonda, incomincia ad affondare dal basso. Chi sta sul ponte di comando fa sempre in tempo a salire su una scialuppa di salvataggio, chi si trova nella stiva, magari incatenato, ha appena il tempo per raccomandarsi l'anima a dio, se ci crede. Non è questa un'analisi scientifica, ma solo una sensazione ed una manifestazione di sfiducia nel ceto politico in tutta la sua interezza e senza labili distinzioni partitiche. Come se ne possa uscire fuori, non mi è dato saperlo, ma posso solo sperarlo.

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