giovedì, giugno 29, 2006

A proposito di amnistia

Ammetto una mia inadeguatezza sull'argomento amnistia che per il resto non mi trova particolarmente sensibile. Molto ne sento parlare. Per i radicali è diventato un cavallo di battaglia. Io non riesco a pensare al problema se non da un punto di vista particolare e personale. Quale? Provo ad essere breve e conciso. I miei genitori, entrambi morti, iniziarono una causa civile per la revindica di un garage nel 1957. La causa si concluse vittoriosamente in primo grado nel 1959, ma poi vi fu appello ed i miei genitori si videro riconosciute le loro ragioni anche in appello nel 1984. Nel frattempo chi lo deteneva in modo abusivo (per quattro o cinque anni ancora dopo il 1984) aveva usato tutte le minacce, gli insulti e le pressioni possibili per indurre i miei genitori a cedergli il garage, nel frattempo da lui distrutto. Non reagendo saggiamente alle minacce, non cadendo nella provocazione, i miei genitori fecero tramite legale una formale querela per gravi reati subiti (insulti, minacce, dispetti, molestie quotidiane...). Il Tizio fu amnistiato prima ancora che la denuncia potesse aver corso. Questa è per me l'amnistia: un regalo fatto ai violenti, una beffa alle loro vittime. Che poi la giustizia non funzioni e che abbia bisogno di profonde e radicali riforme lo so bene e ne sono convinto, ma la soluzione a mio avviso non può trovarsi nel concedere l'impunità ai malfattori come mi pare che si rischi di fare.

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