venerdì, giugno 16, 2006

A proposito di Ciampi e del suo "no".

Ciampi non è più presidente della repubblica e non credo gli sia dovuto lo stesso rispetto istituzionale finché era in carica. Posso perciò legittimamente dire che non l'ho mai sentito come un mio presidente. Se doveva rappresentare l'unità della nazione io non mi sono mai sentito con lui parte di quella unità. Lo posso dire anche per Napolitano e per tutti i presidenti della repubblica che si sono succeduti e che io ricordo. Ho perfino detto in un post che il re era forse meglio. Lui poteva meglio rappresentare l'unità degli italiani di quanto non abbiano saputo fare i presidenti della repubblica, la cui elezione è a mio avviso il frutto di una spartizione del bottino: la fetta più grossa della torta.

Nel caso specifico non mi stupisce che Ciampi sia per il no. Deve infatti la sua aurea vecchiaia ai vantaggi a lui procurati dal vecchio sistema di potere. E' figlio di questo sistema, al quale sono aggrappati tutti quelli che ne traggono vantaggio. Non credo che l'enorme debito pubblico accumulato governo dopo governo sia tutto dovuto alle pensioni per vecchiette altrimenti abbandonate, ma penso invece che la massima parte sia dovuto alle rendite del ceto politico ed ai metodi spregiudicati per mantenersi al potere legislatura dopo legislatura. Ai privilegi nessuno rinuncia spontaneamente.

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