sabato, gennaio 14, 2006

Fango sui morti di Nassiriya

Nell'ultimo numero dell'Espresso, n. 2 del 19 gennaio, a p. 78-79 leggo cose che mi lasciano di stucco. Riporto testualmente: "...La Procura militare di Padova ha scoperto che nei container militari rientrati in Italia da Nassiriya potrebbe essere stato trasportato illegalmente di tutto: dalle armi da guerra sequestrate ai miliziani o ai terroristi di Al Qaeda fino ai reperti archeologici saccheggiati in Iraq..." e più avanti leggo ancora: "Durante la perquisizione nella casa di un maresciallo della Berghinz sono state trovate dieci tavolette che secondo i carabinieri del Nucleo di tutela dei beni archeologici dovrebbero essere di epoca babilonese". E non si tratta di un maresciallo esperto di scrittura cuneiforme, assetato di sapere, ma più banalmente: "In Europa e negli Stati Uniti quei reperti vengono pagati dai collezionisti anche 1800-2.000 euro l'uno". Ci si chiedeva come mai sul mercato circolassero reperti archeologici appena arrivati, quando ben si sa che in Iraq infuria la guerra e chiunque può essere rapito e ucciso. La risposta è stata trovata in casa del maresciallo italiano, un eroe andato a portare la pace: in cambio della pace aveva pensato anche di trovarsi un modo per arrotondare lo stipendio, non la modesta paga del soldato di leva, ma la paga del soldato professionista, come ai tempi delle soldatesche mercenarie e di ventura.

E pensare che ci siamo tutti commossi, quando sono stati massacrati i nostri soldati, i nostri ragazzi. Se non ho potuto entrare alla basilica di San Paolo, per rendere un sincero e sentito omaggio ai morti, è stato perché tutti i posti erano già occupati dalle autorità pubbliche e religiose, peggio che ad una prima della Scala. Su questi dati di fatto e su indagini giudiziarie in corso, ad ognuno sorge spontanea la domanda: ma cosa sono dunque andati a fare i nostri ragazzi? Solita obiezione: casi limitati imputabili a qualche mascalzone! Ma fosse stato pure uno solo il fango cade su tutti: sui morti e sui vivi! Ed anche se il disonesto ed infame - degno di fucilazioner per alto tradimento - fosse uno solo, si pone inquietante l'interrogativo: ma se non riescono a controllare neppure i militari di una caserma, come possiamo credere che i nostri governanti possano difenderci dagli attentati terroristici? La verità consiste dunque in un immenso sanguinoso ladrocinio: c'è chi va a rubare il petrolio, rubando alla grande; c'è chi si accontenta di qualche tavoletta da rivendere per qualche migliaio di euro! Tutti ladri, grandi e piccoli. Ed a noi raccontano fandonie: pace. liberta', democrazia.

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