sabato, marzo 29, 2008

Una mostruosa campagna elettorale con Fiamma Nirenstein, immondizie di ogni genere e bufale incommestibili

Versione 1.0


Non è accanimento quello che mi spinge a rivolgere la mia attenzione ad un personaggio pubblico come Fiamma Nirenstein.
Non conosco la persona ed incontrandola in luoghi pubblici o aperti al pubblico faccio il possibile per evitare ogni contatto personale. Ne sto volentieri alla larga e se non avessi mai saputo della sua esistenza sarebbe stato per me un pericolo di meno: ogni minima critica che le si possa rivolgere è subito bollata come antisemitismo ed il mio nome finisce nelle “liste nere” dell’ADL, che ha una sua succursale in Italia, messa pure in lista nella persona del suo presidente italiano, per non parlare dell’agenzia torinese del Mossad. Quanto i cittadini italiani possano stare tranquilli per la loro libertà, lo lascio giudicare a chi prima di ogni suo possibile schieramento polico abbia a cuore innanzitutto la libertà di ogni cittadino, comunque e per chiunque egli voti: altro che Popolo della Libertà! In nome del Popolo e della Libertà qui si affossa e il popolo e la sua libertà.

Il mio è dunque solo un legittimo interesse di cittadino che osserva, valuta e giudica rappresentanti che gli vengono imposti in virtù di una legge illiberale ed antidemocratica così inaccettabile da essere stata rifiutata pure dalle emergenti democrazie africane come quella del Congo.
Dunque, assolutamente nulla di personale, ma pubblico esercizio della critica politica in modo conforme alla costituzione. Temo fortemente che in virtù dell’anzidetta legge elettorale Fiamma Nirenstein, detta da Vauro Frankenstein, verrà automaticamente eletta e sono abbastanza certo di cosa farà in parlamento, un parlamento che mi auguro si sfasci prima ancora di quanto non sia successo per il governo Prodi. Il mio osservatorio su Fiamma Nirenstein, Magdi Allam, Alessandro Ruben inizia da questa campagna elettorale e si concluderà con la fine della legislatura che non è ancora iniziata ma che mi auguro duri solo il tempo per rifare la legge elettorale e consentire elezioni meno vergognose ed antidemocratiche di quelle che si svolgeranno il prossimo 13 e 14 aprile.

Non ho a mio servizio il Mossad, ma solo le informazioni che la rete mi consente. Su questa base inizio un nuovo capitolo di analisi politica con battute tratte occasionalmente dalle critiche di tal Pistelli a Fiamma Nirenstein, che si fa passare per analista ed esperta di politica internazionale. Ritengo che Fiamma Nirenstein rappresenti unicamente il punto di vista del governo di Israele, anzi delle sue peggiori componenti, fra cui il Mossad. È un suicidio politico aver dato spazio in parlamento agli interessi di uno Stato straniero in guerra permanente ed assoluta con tutto il mondo arabo ed islamico. Presentare Fiamma Nirenstein nella veste neutra di esperta di politica internazionale sarebbe come far passare un macellaio per un veterinario o un biologo, un vero e proprio Frankenstein che ci presenta l’acquiescenza ad una guerra coloniale di conquista, dai connotati nazisti (così Avraham Burg, già presidente del parlamento israeliano), quale è l’aggressione israeliana a tutto il Medio Oriente come “la ragione” dell’Occidente. Una simile menzogna è appunto “mostruosa”. Il caro vice Fabrizio Cicchitto farà bene ogni volta che mi incontra a girare i tacchi, perché civilmente ed ex art. 49 cost. non avrò nessuna soggezione a dirgli quanto le mie idee siano diverse dalle sue, con l’onere suo e non mio di dover costituzionalmente rappresentare le mie posizioni politiche o per lo meno di dare ad esse quello spazio e quella cittadinanza che la costituzione prevede, a meno di non voler fare dell’Italia un altro Medio Oriente, dove appunto il mostro Frankestein si trova nel suo ambiente naturale. Ammesso e non concesso che la verità sull’11 settembre sia quella ufficiale, sapremo quali politici nostrani ringraziare se – Iddio non voglia – in un futuro non remoto sentiremo qualche crollo dalle parti del Vaticano. Forse allora, ma invano, ci sveglieremo dal torpore politico dell’ovviamente di Gianfranco Fini allo stesso modo in cui, sempre invano con questo ceto politico che si rinnova per restare sempre identico a se stesso, le immondizie campane e le mozzarelle pure campane ci danno la vera immagine della nostra essenza ed esistenza politica. Sarà argomento di un altro articolo, ma intanto ognuno rifletta sul diverso valore del numero 20.000. Cosa c’entra? Se ho ben inteso, ventimila sarebbero i posti a rischio per la decotta Alitalia, il cui fallimento è forse dovuto alla voracità lombarda di Malpensa, dico forse perché la materia mi è ostica, ma ventimila sono pure i posti di lavoro che ruotano intorno alla mozzarella campana, messa a rischio dalla contaminazione ambientale delle stesse campane immondizie. In questa fase della campagna elettorale mi pare ci si preoccupi di più di conservare i ventimila posti decotti, scaricandoli sulla fiscalità generale, come si è finora fatto, che non i ventimila posti legati alla mozzarella campana, i cui stipendi sono stati pagati dall’onesto lavoro e mai sono stati sottratti dalle tasche degli altri cittadini. Eccolo il “mostro elettorale” al cui spettacolo assistiamo impotenti.

Nessun commento: