mercoledì, marzo 12, 2008

Non onorevoli, ma disonorevoli!

Versione 1.0

Il sistema parlamentare è giunto al suo capolinea. Non perché un moto violento di popolo stia per sostituirlo con un sistema non parlamentare per definizione come son ritenuti fascismo, nazismo, bolscevismo, che hanno caratterizzato gran parte della storia del XX secolo. La loro caratteristica comune era la non elezione di parlamentari, che una volta eletti costituivano una vera e propria oligarchia: mille tiranni al posto di uno solo. Questa strada non è più praticabile per motivi vari che non mi affatico ad illustrare. Il sistema parlamentare è giunto al suo termine perché privo di credibilità. Ognuno di voi può valutare le caratteristiche personali del parlamentare di cui ha maggiore conoscenza e quindi rispondere alla domanda: perché lui e non un altro, se non io stesso? Farà cosa e rappresenterà chi?


Se potessi lanciare proposte e dare direttive questo direi: critichiamoli tutti! Stiamo ad osservarli giorno per giorno in ciò che fanno ed in ciò che dicono ovvero in ciò che non fanno e non dicono. Quest’ultimo è ad esempio il caso di tante vedove e parenti di illustri defunti ammazzati: ti hanno ammazzato il marito? Ti mando in parlamento! Non sai fare nulla e neppure sai parlare? Non importa! Stai lì e fai quel che ti dicono. Dopo due anni avrai una pensione vitalizia superiore allo stipendio della stragrande maggioranza degli italiani,

Il parlamentare è nella comune esperienza di ogni cittadino la persona cui di nascosto ed al riparo dagli occhi indiscreti si va a chiedere la raccomandazione.
È chiaro che un deputato non potrà raccomandare la totalità degli italiani, ma solo quei pochi segugi che si sono particolarmente distinti per la sua elezione. Almeno era così fino a poco tempo fa. Adesso il sistema delle preferenze, che dava una certa illusione di scelta e che pare neppure esista (così ieri Fini) nella restante Europa, è stato sostituito da una nomina alla candidatura ed alla eventuale elezione. Ciò significa che il candidato o l’eletto (che voglia essere eventualmente riconfermato) dovrà rispondere fedelmente ad un Franceschini, che fabbrica le liste. Sia che andiamo a votare sia che non ci andiamo, il sistema va avanti da solo nella produzione di un’oligarchia che ci tiranneggerà per altri cinque anni e ci condurrà alla nostra privata rovina.


Che fare? Nessuna violenza! La violenza anche verbale è sempre perdente. Adesso che fascismo e nazismo non ci sono più hanno inventato il “terrorismo” nazionale ed internazionale: Usa, Russia e Cina sono unite a contrastare la loro dissidenza interna in nome della comune lotta al terrorismo. Bisognava inventarlo! Può anche darsi in fondo che l’11 settembre sia una produzione di Stato per produrre un bene maggiore: la lotta al terrorismo e la repressione di ogni cittadino che appena osi aprir bocca in dissenso o diverso avviso.

Se non vogliam lasciarci prendere per il naso o per i fondelli, dobbiamo in primo luogo diffidare per principio dai nostri pretesi e sedicenti rappresentanti.
Quindi dobbiamo costituirci in innumerevoli comitati per controllarli singolarmente. Sono mille i parlamentari che andremo forzatamente ad eleggere? Ebbene, costituiamoci in mille comitati interpartitici e trasversali per controllarli tutti uno per uno in ciò che fanno o non fanno (spesso non fanno e prendono la pensione, pare, anche per un solo giorno di seduta). Se supereremo la condizione dei famosi polli di Renzo e sapremo unirci in quanto cittadini privi di paraocchi ed intolleranze reciproche, forse qualche speranza potremo averla. Se non ne siamo capaci, rassegnamoci e diamo la parola d’ordine: si salvi chi può!

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