domenica, marzo 30, 2008

Partito ed elezioni

Versione 1.0

Mentre scrivo è forse ancora in corso non lontano da casa mia, in Roma, un’assemblea di un movimento che si intitola Astensionismo attivo. Ne ho appreso tardi, attraverso radio radicale, la notizia. Credo che non farò in tempo a recarmici, per sentire e vedere di cosa si tratta. Sarà per una prossima volta. Mi è tuttavia chiara meglio che per il passato una distinzione basilare: fra l’essere elettore di un’aggregazione politica ed un tesserato e militante di quel partito. Le due cose non coincidono e si possono avere anche comportamenti difformi. Il partito non è una Chiesa, non è una Fede. Purtroppo non è ben chiara in molti la concezione del partito. Se si va ad esplorare sociologicamente cosa sono oggi i partiti, tutti i partiti, si vedrà che in buona parte sono composti di Clienti di questo o quel rappresentante parlamentare, che in qualche modo contribuisce finanziariamente al mantenimento della baracca solo ed in quanto questa risponda alla sua persona. È inutile in queste aggregazioni cercare il dibattito ed il confronto di cui si legge all’art. 49 della costituzione.

Non svolgo adesso tutte le implicazioni della riflessione odierna, ma vado subito alle seguenti conclusioni. È perfettamente lecito, e forse anche molto utile, tenere distinto il comportamento elettorale dalla militanza politica. Personalmente ho interesse come cittadino a che i "partiti” siano veri, autentici centri e momenti di formazione politica dei cittadini, luoghi di incontro dove i convenuti non si limitano ad applaudire il deputato o il candidato, ma sappiano discutere con competenza dei massime problemi della nazione. Credo che mi asterrò dal voto alle prossime elezioni, salvo quelle municipali, dove voglio favorire un candidato che riscuote la mia fiducia. Non mi importa e non mi riguarda l’esito elettorale nazionale del prossimo 13 aprile. Continuerò però a conservare la tessera del partito, all’interno del quale mi batterò per l’attuazione dell’art. 49 della costituzione.

Solo quando i partiti, tutti i partiti, ne saranno rinnovati, solo allora avrà senso credere che i rappresentanti eletti siano davvero espressione della nazione. Al momento si può solo parlare di un regime, volto al mantenimento dei privilegi di una Casta parassitaria, inutile e dannosa, i cui costi enormi sono causa del peggioramento quotidiano delle nsotre condizioni di vita. I cittadini, apprendendo il valore profondo della non violenza e nel rispetto della legalità, devono tornare a lottare, sapendo consapevolemente che il loro nemico principale è il ceto politico che pretende di governarlo, ma che in realtà lo sfrutta vergognosamente e lo conduce ogni giorno sempre più alla rovina.

Cittadini, di ogni idea politica, unitevi, per la salvezza della nostra comune patria!

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