domenica, marzo 30, 2008

Lettera aperta all’on. Lupi sulla conversione di Magdi Cristiano Allam

Versione 1.2
Testo in progress

Ho appreso questa mattina da un’intervista a Massimo Teodori in radio radicale su un ruolo dell’on. Lupi nella (non edificante) vicenda mediatica connessa alla “conversione” di Magdi Allam. Se volenti o nolenti siamo tutti cattolici, per legge e nostro malgrado, possiamo adesso gioire perché abbiamo fra di noi un nuovo “fratello” nella persona di Magdi Cristiano Allam: questo doveva essere il messaggio. Nella misura in cui mi è lecito un giudizio ritengo che non sia stato un gran guadagno: già dalle prime esternazioni Magdi Cristiano si conferma essere di gran lunga peggior cristiano di quanto non sia mai stato buon musulmano, se lo è mai stato. In ogni caso, interessano a me i soli aspetti politici dell’intera faccenda. Per quanto io possa saperne e capirne di cristianesimo (e vi assicuro che non è poco, ma potete non crederci: non mi offendo!), ritengo che l’evento non abbia senso religioso, mentre ne ha uno certamente politico.

Ma se anche ne avesse uno religioso – e rispondo ai miei immaginari contraddittori –, questo cessa per la strumentalità dello spettacolo che il Risorto ne ha dato. La religiosità – per il modo in cui io intendo la mia propria religiosità – è faccenda tutta privata che riguarda l’intimità della propria coscienza e che si manifesta al di fuori e malgrado la teatralità liturgica. Se l’inqualificabile spettacolo voleva essere “testimonianza” – come si suol dire con frustra parola e concetto del catechismo cattolico – è da chiedersi: testimonianza a chi e di che? Io qui ragiono non uti singulus, ma uti universus. Posso perciò mandargli a dire attraverso il ciberspazio che io uti universus non avevo bisogno di un simile spettacolo, che ai miei occhi non esalta il cattolicesimo, ma lo abbassa ancor di più, se non era già abbastanza in basso. Non mi si dica che io da solo non faccio primavera, giacché io rispondo che se Magdi ora Cristiano non voleva consapevolmente la pubblicità commerciale che ha avuto, poteva andare con discrezione a fare i suoi bisogni in sacrestia, nel segreto della confessione, con il suo parroco e pastore dell’anima sua. Non me ne sarei occupato e non avrei avvertito un mio corrispondente bisogno di esprimere un giudizio critico per difendermi da quel bombardamento mediatico con cui secondo una collaudata prassi commerciale si vuol produrre persuasione subliminale, volta ai fini dell’acquisto del prodotto messo in vendita ovvero ad una recezione passiva del messaggio, quale che ne sia il contenuto. La politica non è cosa diversa dalla prassi del marketing pubblicitario: ricordo un caso interessante quanto divertente negli anni sessanta, quando una saponetta risultò eletta in elezioni sudamericane. Da simili aggressioni mediatiche ci si difende non con il silenzio, che potrebbe dar adito alla inconsapevole persuasione subliminale, ma con un giudizio critico che respinge il subdolo contenuto, una vera e proprio intrusione e contaminazione della nostra mente, ogni giorno esposta ad aggressioni disparate, a volte benigne, più spesso maligne. Poco importa, anzi non importa per nulla, che ad esempio questo mio giudizio non abbia la stessa pubblicità e diffusione che ha avuto la gloriosa conversione di Magdi ora Cristiano I. Ciò che importa è che il virus informatico inoculato venga prontamente neutralizzato da un’intelligenza vigile e critica. Questo dovrebbe essere lo scopo dell’educazione impartita ai cittadini nelle scuole pubbliche. Purtroppo anche le scuole pubbliche diventano sempre più il luogo dell’istupidimento di regime. Se venissero tutte chiuse, se ne avrebbe forse minor danno ed avremmo sanato il deficit pubblico in pochi anni. Esagero, lo so. Voleva essere una battuta, ma non priva di senso.

Veniamo ora al punto strettamente politico della faccenda, che spedisco all’attenzione dell’on. Maurizio Lupi, a quanto pare uomo cardine di “Comunione e Liberazione”, che potrà festeggiare l’ingresso nelle sue file del glorioso Magdi Cristiano Allam, per fortuna prudentemente scaricato dalle gerarchie vaticane, appena intascata una nuova anima ora sotto vincolo esistenziale di poter commettere “peccato”: troppo tardi! La “patata bollente” è ormai uscita dalla pentola e qualcuno è rimasto scottato. La mia preoccupazione di cittadino, non cattolico né anticattolico, va con l’immaginazione ai possibili scenari futuri. All’on. Lupi, ed alle sue cristiane schiere di crociati alla «Comunione e Liberazione» prospetto lo scenario noto dell’11 settembre 2001: a San Pietro come alle Torri Gemelle? Lo invito seriamente a pensarci e a riflettere sui possibili nessi di causalità inerenti alla logica dello scontro e della sfida. Gli eventi seguono agli eventi secondo una connessione casuale nel nostro caso facile da prospettare. La nostra intelligenza in fondo non è altro che un saper individuare la catena dei nessi di casualità per sapersene difendere o anche per trarne vantaggio, ma non con Magdi: Dio ci liberi dalle sue crociate!

Non vi è dubbio che la bravata magdialliana in piazza san Pietro non sia stato altro che una sfida del cosiddetto mondo cattolico (un miliardo e cento milioni di soldati papalini) contro un miliardo e trecento milioni di musulmani nel mondo: poco più poco meno, nessuno è in grado di verificare queste cifre e cosa veramente significhino. L’ultima Crociata è vecchia di secoli, anche se resta nella memoria storica dei musulmani. Se l’intenzione politica di Magdi Cristiano è di unirci tutti, cattolici e non, dietro il vessillo della Croce contro il vessillo della Mezzaluna, gli lascio piena libertà di immaginarsi la mia risposta. Stigmatizzo invece la responsabilità politica dell’on. Lupi che ha avallato l’iniziativa – a quanto apprendo dalla citata intervista – e vi applaude tuttavia, come si può leggere nel suo sito.

Ho appena risposto in privato ad una lettera privata in cui mi si chiede come si può uscire dal disastro civile e politico in cui visibilmente ci troviamo: se l’immagine di Magdi Convertito ha fatto il giro del mondo, uno stesso giro hanno fatto le immondizie napoletane. Di Magdi Convertito nessuno si cura, eccetto la burocrazia vaticana e l’on. Lupi; delle immondizie napoletane che ha prodotto l’inquinamento delle mozzarelle piangono i produttori campani che ogni giorni perdono 500.000 euro di ordinativi annullati. In fondo le due immondizie sono legate l’un l’altra come due facce della stessa medaglia. Non sarà però la conversione di Magdi che come immagine commerciale potrà risarcirli di un danno economico permanemte. Se l’on. Lupi, in quanto parlamentare che dovrebbe rappresentare la nazione italiana, si fosse interessato durante il suo mandato delle mondezze napoletane della diossina nelle mozzarelle anzichè della sporcizia (= peccato come precondizione alla conversione) nell’anima di Magdi (= se era questo il suo compito istituzionale doveva fare il prete e non il deputato), probabilmente non saremmo nella nostra felice situazione attuale e non dovremmo ora temere in piazza san Pietro uno scenario da 11 settembre, che magari intititoleremo al martire Magdi Cristiano, se quel giorno si troverà di nuovo in piazza.

1 commento:

goergul ha detto...

Concordo pienamente sulle Sue interpretazioni "politiche" ma basate su principi morali universali.
Le vorrei esprimere anche la mia solidarietà sperando che Lei non diventerà un'altra vittima della recente strumentalizzazione.

I.Georgulis