Qui la Legge non è fatta da Dio, ma da signori in carne ed ossa, che hanno un nome ed un cognome. Non sono soggetti privati che conducono vita privata, e che hanno sacrosanto diritto alla loro privacy, alla quale noi non abbiamo nessun diritto di attentare. Si tratta di soggetti pubblici che tolgono diritti e libertà a noi soggetti privati, a noi ora in vita, ed ai nostri figli, nipoti e pronipoti per tutto il tempo di vigenza della legge scellerata e liberticida da essi emanata, in nome nostro, che mai per questo li delegammo!
Qui vi è a monte una necessaria riflessione su cosa è la Legge e su cosa è la Rappresentanza Politica. Do significato e concretezza al mio dichiararmi astensionista, al mio Non voler andare a votare: non posso in nessun modo dare legittimità a simili scellerataggini.
In sostanza, che diritto ha costei di comprimere la mia libertà? Le devo ubbidienza? E se non volessi ubbidire a Lei cosa mi succederà? E se la incontro per strada, posso farle rimostranze? Sarò punito per questo? Posso infliggere a lei la stessa sofferenza e frustrazione che lei infligge a me? Devo fuggire davanti a lei o posso affrontarla? Nell'interesse di chi ha tolto a me la mia libertà?
TESTO STENOGRAFICO: [con nostre critiche e commenti fra parentesi quadre e testo in corsivo].
PIROVANO, relatrice. Signor Presidente, abbiamo terminato poco fa in 1a Commissione l'esame di questo provvedimento con il voto per il mandato al relatore. Fino all'ultimo momento abbiamo cercato di lavorare sul testo, condividendo tra maggioranza e opposizioni alcuni punti fondamentali.
[maggioranza ed opposizione: quello che da anni si chiama potere bipartisan. Credere che vi sia una Opposizione che rappresenta chi non sta al governo è pia illusione. Il sistema procede per esclusione di chi è escluso dalla spartizione della torta, che in modo bipartisan procede per lottizzazioni e spartizione delle prebende: si veda una critica di questo parlamentarismo in C, Schmitt, Il custode della costituzione, uscito in Germania nel 1931, e critica froce alla democrazia weimariana. Il testo è stata da me tradotto in italiana nel 1981 ed ha segneato un forte e rinnovato interesse all'opera del giurista e pensatore politico tedesco. Come nell'affare Epstein gli Onorevoli Parlamentari hanno forte interesse alla corresponsabilità nel varo delle leggi]
Innanzitutto, il testo che è stato presentato in Aula ha cambiato titolo rispetto al testo originale, e non è un dettaglio, perché abbiamo preferito anteporre il contrasto all'antisemitismo all'adozione della definizione operativa, che è un mezzo per contrastare l'antisemitismo.
[La cosiddetta operazione operativa dell'IHRA nasconde l'impossibilità di poter dare una definizione scientifica del co-ncetto di antisemitismo, che ad una accurata analisi rivela tutta la sua fragilità. L'IHRA individua un nemico contro i-l quale redigere liste di proscrizione. Si avvale di assemblea parlamentari dove le vari lobby ebraiche e sioniste hanno dislocato i loro juomini, i loro agenti. Quello a cui stiamo assistendo è un caso tipico che però cade nel vivo della guerra di aggressione di Usa/Israele contro uno sgtato sovrano: è èpssiboile ed augurabile che fra qualche mese lo stato di Israele non esista più e con esso venga a cadere il vero oggetto della legge: il divieto di critica allo stato genocidario di israele]
Abbiamo lavorato inizialmente su diversi disegni di legge, poiché ne erano stati presentati sette. Mi piace citare i primi firmatari: Romeo - il suo è stato accolto come testo base (identico allo Scalfarotto) - Gasparri, Delrio, Gelmini, Malan e Giorgis (anche se il testo Giorgis includeva anche altri atti espressione d'odio oltre all'antisemitismo). Abbiamo scelto come testo base quello del senatore Romeo, ma gli altri testi sono stati utilizzati dai vari Gruppi per presentare emendamenti e cercare di trovare un compromesso. Quindi sono stati fatti incontri formali e informali.
Ringrazio il presidente della Commissione Balboni, il sottosegretario Castiello, il ministro Ciriani e tutti i Ministeri, perché abbiamo lavorato su ogni singolo emendamento e, quando qualcuno non dava la giusta attenzione a una proposta di modifica perché aveva la firma di minoranza, veniva ripresa e veniva rianalizzata fino all'ultimo.
Il testo che portiamo oggi in Aula è molto diverso, seppure mantenendo l'impianto fondamentale dell'articolo 1, rispetto al testo presentato inizialmente. Abbiamo cercato di limare tutte le parti più divisive. In particolare, è stato sostituito l'articolo 3, che prevedeva la possibilità di vietare manifestazioni: ovviamente si trattava di manifestazioni antisemite e non di manifestazioni di critica politica. Tuttavia, nel dubbio, lo abbiamo tolto e abbiamo definito gli altri articoli.
Partiamo dall'articolo 1, nel quale spieghiamo cosa si intende con la definizione operativa di antisemitismo approvata dall'Alleanza internazionale per la memoria dell'Olocausto (IHRA), che consta di una parte specifica e di una sull'operatività che viene declinata in esempi e indicatori. Si specifica che questi esempi vanno valutati nel contesto geopolitico del momento e che bisogna tenerli in considerazione nella definizione stessa di antisemitismo.
Non entro nel dettaglio perché so che poi i colleghi interverranno anche sui singoli aspetti.
Andiamo quindi ad adottare e mettere un cappello normativo a una definizione che è stata accolta già dal Governo Conte II, dopo una risoluzione del Parlamento europeo che viene dalla riunione tenutasi a Bucarest nel 2016. Andiamo ad adottare questa definizione e a chiarire cosa si intende per antisemitismo al fine di contrastarlo. Non vi sono negli emendamenti accolti e nel testo norme penali e sanzioni disciplinari. Abbiamo preferito che fosse un documento condiviso il più possibile, con l'auspicio che anche oggi si possa arrivare ad approvarlo all'unanimità. Sono una sognatrice, so che non sarà semplice, ma abbiamo fatto tutto il possibile per definire l'antisemitismo e quali possono essere, negli articoli seguenti, gli strumenti per contrastarlo.
Abbiamo aggiunto degli articoli, con i quali mettiamo un cappello normativo al ruolo del coordinatore nazionale della lotta contro l'antisemitismo, che già esiste, e della strategia nazionale contro l'antisemitismo, che è sviluppata dal coordinatore e dal suo gruppo di lavoro. Non entro troppo nei tecnicismi che potete trovare nel testo del disegno di legge.
Il coordinatore esiste oggi per legge; qualsiasi Governo interverrà un domani sarà tenuto a individuare con DPCM la figura di questo coordinatore che, seguendo le linee guida che abbiamo inserito nel testo base e ampliato grazie agli emendamenti, dovrà definire la strategia contro l'antisemitismo nel settore della scuola, dell'università, delle Forze dell'ordine, nella formazione dei magistrati e nello sport. Questo solo per fare degli esempi. C'è poi tutta la questione del contrasto all'antisemitismo online, un tema molto dibattuto.
Il problema principale che si è presentato è stato quello di dover stabilire che il provvedimento fosse "solo" sul contrasto all'antisemitismo e non includesse altre forme di odio o espressioni che ricalcano un po' quella che è la definizione della Commissione Segre, di cui io stessa faccio parte, ritenendo che il provvedimento in essere, vista la specificità storica e anche morale per questo Parlamento del problema, dovesse limitarsi solamente all'antisemitismo e non includere altro.
Ciò non significa che gli altri aspetti non siano importanti o non debbano essere affrontati e sono sicura che ci saranno colleghi che avranno ancora occasione di farlo. Credo che il lavoro svolto in Commissione sia stato importante e reputo fondamentale il confronto tra la maggioranza e le forze di opposizione. Penso che proprio su un provvedimento come quello in esame sia importante che la politica sia unita.
Non è solo un una scommessa che ho fatto con me stessa sulla possibilità di arrivare all'unanimità, ma è proprio l'obiettivo che vorrei avesse questo provvedimento affinché nessuno fuori da questo Parlamento, nella società civile, possa ritenere che il fatto che non sia approvato all'unanimità significhi che c'è qualcuno - cosa assolutamente non vera, perché ne sono assolutamente certa - che può anche lontanamente giustificare un comportamento antisemita.
Noi guardiamo i dettagli, i cavilli, le regole, le clausole d'invarianza e anche in Commissione bilancio c'è stato un lungo dibattito oggi per avere gli ultimi pareri.
I cittadini non guardano i cavilli, non guardano le virgole, non guardano i sinonimi, ma guardano i concetti e, se la politica è unita oggi, mi auguro che anche la società civile possa tornare a essere un po' più unita, in un momento storico sicuramente molto complicato, come gli ultimi giorni ci hanno dimostrato.
Voglio quindi ringraziare veramente tutti i colleghi che hanno collaborato e anche accettato riformulazioni - penso all'opposizione - che magari non erano proprio loro congeniali, ma utili ai fini del testo; c'è ancora la possibilità di presentare emendamenti per l'Assemblea, quindi, nei limiti della disponibilità, ovviamente siamo aperti a eventuali miglioramenti del testo. Ci tengo però davvero a dire che quello che - a mio avviso - ha dimostrato l'unità della 1a Commissione, aiutata anche da altri colleghi, di maggioranza e opposizione, che fanno parte di altre Commissioni, ma hanno voluto seguire il provvedimento, credo sia stato veramente un bell'esempio di cosa può fare un Parlamento quando lo si lascia nelle condizioni di lavorare, nonostante qualche piccolissimo ostacolo sulla strada - per usare un eufemismo - che però non ci ha impedito di essere qui in Aula oggi.
Come relatrice, lo devo alle comunità ebraiche di questo Paese - di cui so che qua in Aula ci sono alcuni rappresentanti - nonché a tutti i cittadini che non si sentono sicuri camminando per strada o professando la propria fede, anche all'interno delle nostre scuole e università. È con grande orgoglio e anche con un grande senso di responsabilità che mi sono trovata a essere relatrice di questo provvedimento.
Concedetemi il seguente inciso: penso che, seppur non possiamo minimamente cancellare le colpe dei nostri padri, abbiamo un'occasione unica per dare una dimostrazione non solo all'Italia e all'Europa, ma anche al mondo intero che, anche a distanza di quasi novant'anni, qualcosa di buono si riesce a fare, nonostante gli sbagli del passato. (Applausi).
Intanto raccolgo in rete alcune prime reazioni, a caso:
1. Moni Ovadia. Il video tratta di cose diverse, ma vi è anche un riferimento a questa nuova scellerattigine parlamentare. Da studente e poi docente avevo dovuto affliggere gli studenti con un testo di esame: La certezza del diritto, di Lopez de Oñate. Qui il diritto con questi parlamentari diventa una farsa. Giocano non sapendo minimamente cosa una legge sia: della loro ignoranza, delle loro ideologia, del loro loro servilismo, della loro compiacenza a poteri genocidari fanno Legge della Repubblica Italiana.

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