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Art 1. <Quadro insieme> Art 3.La Costituzione della Repubblica Islamica dell’Iran
Approvata nel 1980 – Revisionata nel 1989
PARTE PRIMA – Principi generali
Articolo 2
La Repubblica Islamica è un sistema basato sulla fede nei seguenti principi:
1. lI Monoteismo (espresso nell’affermazione “non vi è altro dio che Dio”), la sovranità e la legge come appartenenti esclusivamente a Dio, e la necessità di osservare i Suoi comandamenti.
2. La Rivelazione Divina (2) e il suo ruolo fondamentale nel determinare le leggi.
3. La Resurrezione (3) e il suo ruolo costruttivo nel corso del perfezionamento che guida l’umanità verso Dio.
4. La Giustizia divina nella Creazione e nella legge.
5. L’lmamato (4) come funzione di guida ininterrotta, e il suo ruolo fondamentale nella continuità della Rivoluzione islamica.
6. La dignità dell’uomo e i nobili valori umani, e il libero arbitrio della persona con la responsabilità che ad esso si accompagna davanti a Dio.
La Repubblica Islamica provvede ad instaurare la giustizia, l’indipendenza politica, economica, sociale e culturale e l’integrità nazionale tramite:
a. Il continuo sforzo interpretativo (Ijtihad) di qualificati giurisperiti islamici, esercitato sulla base del Corano, della Tradizione degli Infallibili (il Profeta, Fatima Zahra ed i dodici Imam).
b. L’utilizzo della scienza e della tecnologia e dei risultati delle esperienze umane più avanzate e degli sforzi compiuti verso lo sviluppo degli uomini nel consentire il loro ulteriore progresso.
c. Il rifiuto di tutte le forme di oppressione, della loro inflizione e della rassegnazione ad esse, e la negazione della tirannide, della sua imposizione come della sua accettazione.
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Note originali:
2. Cioè il Testo sacro dell’Islam, il Corano.
3. Il termine Resurrezione non va inteso nell’accezione strettamente cristiana, bensì nell’accezione islamica, e riguarda indistintamente tutti gli uomini: secondo questo concetto, che costituisce uno dei principi fondamentali dell’Islam, nel Giorno del Giudizio ogni individuo, rinato alla vita eterna dopo la morte terrena (cioè passato da uno stato di esistenza a un altro) verrà giudicato da Dio e ricompensato o punito a seconda del comportamento tenuto durante la permanenza in Terra.
4. Il ruolo dell’Imam, o “guida”, è un tratto distintivo dell’Islam Sciita rispetto all’Islam Sunnita. L’Imam esercita la funzione di guida religiosa secondo la triplice ottica del governo islamico, delle prescrizioni islamiche e della direzione della vita spirituale; la sua figura risponde alla necessità di assicurare alla comunità dei credenti un “governo” di garanzia e indirizzo secondo gli orientamenti religiosi.
Gli Sciiti si distinguono dai Sunnniti perché ritengono che la scelta dell’lmam non possa essere di carattere elettivo (cioè provenire dal basso), ma proceda direttamente da Allah e dal suo Profeta: di conseguenza, sulla base di vari passi del Corano e dello Hadith (“Tradizione”) essi ritengono che il ruolo di guida, alla morte del Profeta Mohammad (pace su di lui), spettasse di diritto al genero di lui Ali, in quanto esplicitamente considerato dal Profeta come il più degno e il più vicino a se stesso.
In seguito il dovere di preservare il messaggio divino fu trasmesso ad altri undici Imam, tutti discendenti della Famiglia del Profeta: personalità di grande rilievo storico e soprattutto spirituale condannate al martirio per ordine dei califfi del loro tempo, tranne il dodicesimo, che per volontà divina entrò “in occultazione” nel 329 (939 d.C.), e di cui si attende tuttora il ritorno come salvatore dell’umanità.
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