lunedì, marzo 09, 2026

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 16. Parrini

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 N°15. <Sommario> N°17. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

 PARRINI (PD-IDP). Signor Presidente, questo disegno di legge verte su un tema di rilevantissima attualità come quello dell'odio razziale e dell'antisemitismo, che è una delle forme che l'odio razziale assume oggi nel mondo. Io credo che esso meriti, da parte del Parlamento - in questo caso del Senato della Repubblica - un esame che sia alieno da pregiudizi, da forme di distorsione delle opinioni di chi ha un'idea diversa da quella che si porta avanti, legittimamente, in una discussione che, appunto, ha una grande rilevanza, perché di grande rilievo è il problema che si sta affrontando.

Io non credo che ci siano in questa Aula oppositori dell'antisemitismo e fautori dell'antisemitismo. Non credo ci siano oppositori e fautori del razzismo. Non credo ci siano persone che vogliono un regime di lotta illiberale alle forme di odio e persone che vogliono un regime di lotta liberale e tollerante alle forme di odio. Quindi, credo che noi dovremmo lasciar fuori dalla nostra discussione gli eccessi, le contumelie e gli insulti. Ne abbiamo sentiti anche in questa giornata.

Il senatore Gasparri ha detto che chi è in disaccordo con questo disegno di legge e propone alla maggioranza (come ha fatto il Partito Democratico in estrema trasparenza) di fare un paio di modifiche per realizzare l'obiettivo, a cui tutti aspiriamo, di un voto unanime, è come Hamas. Penso che non si faccia del bene alla discussione in Parlamento e nemmeno un grande servizio all'istituzione parlamentare scendendo così in basso nella polemica, soprattutto di fronte a una apertura dell'opposizione a una intesa.

Conta poco dire: ma io sono stato anche insultato. Non è che, se uno viene insultato e poi insulta gli altri, le due cose si compensano. L'essere insultati non dà diritto a insultare. Mi spiace che il senatore Gasparri non sia presente, perché avrei voluto dire queste cose in sua presenza. Io le dico con un tono molto pacato, ma anche con fermezza, perché ho trovato veramente disdicevole quello che lui ha affermato oggi. L'antisemitismo è una piaga terribile. Ha una sua indubbia specificità e ce l'ha in tutto il mondo. Ce l'ha perché è stato all'origine della più grande tragedia della storia, del più grande crimine contro l'umanità commesso nella storia, come la Shoah. Esso ha una sua specificità in questo Paese, perché l'antisemitismo produsse le leggi razziali del fascismo, produsse l'ignobile collaborazione della Repubblica Sociale di Mussolini alla politica di sterminio nazista del popolo ebraico.

Quindi, noi dobbiamo riconoscere l'eccezionalità dell'antisemitismo. Però io, nello spirito di pacatezza e di rispetto delle opinioni altrui, non posso non pormi il problema che si è posta la senatrice Camusso: se una trattazione normativa dell'antisemitismo come forma di discriminazione e di odio razziale separata, a sé, sia non tanto giusta o sbagliata, ma una cosa utile ed efficace ai fini di un contrasto produttivo concreto alla barbarie che è rappresentata dall'antisemitismo e dai discorsi d'odio contro gli ebrei.

Devo esplicitare all'Assemblea che, da questo punto di vista, ho molti dubbi. Il punto qualificante di questo disegno di legge - anche in questo non mi trovo d'accordo con il senatore Gasparri - non può essere la definizione che si adotta; tra poco dirò qualcosa sulla definizione che fino a questo momento si è scelto di adottare e che spero invece si decida di accantonare accogliendo la proposta del Partito Democratico per arrivare ad un voto comune. Il punto qualificante non è la definizione; il punto qualificante è se noi stiamo mettendo in piedi, suscitando anche tante aspettative nei confronti di chi teme l'antisemitismo e di chi lo considera - come noi lo consideriamo - una piaga terribile e una barbarie, un apparato normativo in grado di produrre degli effetti concreti. Su questo vorrei dire delle parole molto chiare e mi pare che l'elemento che sto per sottolineare non sia stato sottolineato a sufficienza in buona parte degli interventi precedenti al mio.

Noi riconosciamo che il testo è uscito dalla Commissione affari costituzionali meno peggio di come vi era entrato: il testo finale è sicuramente migliore di quello iniziale, ci sono cose importanti che sono cambiate e sono state ricordate. Però non posso tacere il fatto che questo disegno di legge, anche perché si sono rigettate le proposte del Partito Democratico, non prevede lo stanziamento nemmeno di un euro per fare in Italia una politica di contrasto efficace contro l'antisemitismo. Avverto che se un disegno di legge del genere non prevede nemmeno un euro per contrastare l'antisemitismo nell'unico modo efficace che è conosciuto, cioè attraverso l'azione culturale, attraverso un'azione di prevenzione, attraverso la formazione, attraverso iniziative di studio, attraverso iniziative educative, attraverso progetti di pace e di non violenza dal basso, attraverso la valorizzazione di tutte quelle realtà che nel nostro Paese sono in grado di dare un contributo a politiche pubbliche di non violenza e di rispetto reciproco; se non si prevede una dotazione finanziaria, il rischio che il provvedimento si risolva in una legge manifesto che non cambia la situazione concreta è molto forte, e lo dico anche questo con pacatezza.

Credo che la maggioranza abbia commesso un gravissimo errore a respingere gli emendamenti del Partito Democratico che prevedevano invece uno stanziamento di risorse non macroscopico, ma congruo, a metter gambe a vere politiche culturali di prevenzione dell'antisemitismo. (Applausi). Non possiamo pensare che basti la proclamazione di uno scopo che si vuole raggiungere; serve dare a questa proclamazione una concretezza che può venire soltanto da investimenti ben mirati e ben congegnati. Dobbiamo dirci la verità e mi auguro che questo disegno di legge lo si possa votare tutti insieme e che sarà accolta la proposta che ha fatto il Partito Democratico. Se anche andrà così, questo è un limite che rimarrà una caratteristica di questo articolato, e penso che sia un limite che tutte le forze politiche dovranno, nelle prossime settimane e nei prossimi mesi, cercare di superare.

Infine, devo dire che veramente non comprendo l'ostinazione - lasciatemela chiamare così - con cui fino a questo momento - mi auguro che le cose cambino nelle prossime ore - ci si è arroccati a difesa della definizione dell'IHRA.

Una definizione che è divisiva, sulla quale sono fiorite tantissime opinioni critiche all'interno dello stesso mondo culturale ebraico; una definizione di incerta interpretazione, che si presta ad applicazioni indebitamente estensive che possono andare nel senso dell'illiberismo e dell'intolleranza delle opinioni. Una definizione, poi, che è anacronistica e che è stata superata da un'altra definizione che non a caso è intervenuta successivamente e che ha corretto quella dell'IHRA in punti qualificanti e che, per il fatto di essere intervenuta successivamente, è senz'altro più equilibrata e più esente da rischi.

Io, francamente, non ho compreso, quasi alla fine dell'esame di questo provvedimento, come mai ci si sia intestarditi nella difesa di un elemento che non aiuta a raggiungere quell'unanimità di consenso che per il fatto che, come ho detto all'inizio, nessuno è fautore dell'antisemitismo, morbido verso di esso o lo sottovaluta, ma ne siamo tutti avversari accaniti, sarebbe davvero a portata di mano se solo si mostrasse una ragionevolezza che io spero nelle prossime ore riesca a prevalere. (Applausi).

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