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Art 14. <Quadro d'insieme> Art 16.
La Costituzione della Repubblica Islamica dell’IranApprovata nel 1980 – Revisionata nel 1989
PARTE SECONDA
Lingua, Scrittura, Calendario, Bandiera
Articolo 15
La lingua e la scrittura ufficiale del popolo dell’Iran è il Farsi (10). La corrispondenza di Stato, i documenti e i testi ufficiali e i libri scolastici devono essere redatti in tale lingua: tuttavia l’uso di idiomi locali o tribali è consentito, accanto al Farsi, nella stampa e negli altri mezzi di comunicazione di massa, ed è consentito l’insegnamento delle rispettive letterature nelle scuole.
Il Farsi si è formato come lingua autonoma circa mille anni fa, e nonostante l’evoluzione subita nel corso dei secoli la lingua in uso oggi è “sostanzialmente la medesima di quella dei grandi capolavori dell’età aurea” (cfr. Giovanni M.D’Erme, Grammatica del Neo-persiano, Napoli 1979). lI medio-persiano, o parsik, lingua dell’età Sassanide (III-VII secolo d.C.), costituisce il “ponte” fra l’antico persiano usato nelle iscrizioni cuneiformi dell’era Achemenide (Vl-IV secolo a.C., a loro volta precedute dal proto-indoiranico) ed il neo-persiano.
Per la scrittura, il Farsi utilizza l’alfabeto arabo, che scorre da destra a sinistra, con l’aggiunta di quattro lettere, ma la sua costruzione grammaticale e sintattica è di tipo indoeuropeo. Il Farsi ha ricevuto massicci prestiti lessicali in primo luogo dall’Arabo, ma anche dal Francese, dal Tedesco e dall’Inglese – soprattutto in questo secolo, e soprattutto per i nomi di oggetti o concetti “moderni” trasmessi dall’Occidente alla cultura persiana. Tuttavia, nel secondo decennio dalla Rivoluzione si è avviata nel Paese un’opera di progressiva sostituzione dei termini arabi ed europei con termini ripresi dal Farsi codificato dai grandi autori classici, direttamente oppure con la giustapposizione di coppie di sostantivi, aggettivi o avverbi Farsi così da poter denominare anche ciò che nei secoli passati non esisteva (per esempio il sostantivo “automobile”, prima tradotto in Iran con “otomobil” o “mashin”, viene tradotto ora con “khodro”, termine formato dal pronome riflessivo “khod” (“se stesso”) e dalla radice “ro” che indica movimento). La giustapposizione è uno dei tre metodi classici con cui il Farsi crea le parole, e la sua estrema flessibilità consente di superare spesso i confini del “vocabolario” classico, com’è tipico degli scrittori persiani contemporanei. I nuovi termini si sono per lo più diffusi grazie alla loro adozione spontanea da parte di scrittori, giornalisti e intellettuali in genere, ed anche tramite un apposito programma televisivo settimanale, nel corso del quale la popolazione viene invitata a proporre le innovazioni che ritiene più efficaci.
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