![]() |
| Lombardo |
ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)
- SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)
- GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)
- DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)
- Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)
- MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)
- GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)
TESTO DELL'INTERVENTO
LOMBARDO (Misto-Az-RE). Signor Presidente, avrò modo di intervenire domani, per spiegare perché io e il mio partito, Azione, voteremo a favore di questo disegno di legge. Desidero, però, approfittare di questo spazio della discussione generale, per evitare di fare quello che spesso facciamo in Assemblea, ossia dei monologhi paralleli, in cui ognuno parla al proprio partito, al proprio elettorato. Vorrei invece cercare di utilizzare il tempo che ci rimane per fare quello che in diritto si chiamerebbe "ravvedimento operoso": fare in modo che si utilizzi il tempo che abbiamo a disposizione per evitare di compiere un errore politico, quello di non esprimere un voto all'unanimità su questo disegno di legge.
Come tutti voi, io ho ascoltato oggi l'appello della senatrice a vita Liliana Segre e voglio leggere le sue parole, perché credo che debbano risuonare nella coscienza di tutti noi, prima di intervenire in discussione generale o in dichiarazione di voto. Lei dice: «Rinnovo il mio auspicio che si possa realizzare una convergenza trasversale, la più ampia possibile, nell'adozione di nuove norme che permettano di fronteggiare con maggiore efficacia l'ondata di antisemitismo che abbiamo davanti. Una convergenza che, al di là degli schieramenti e delle collocazioni parlamentari, abbia il respiro (…) di vedere nell'antisemitismo un nemico di tutti». Io penso che queste parole debbano interrogare tutti quanti, per chiederci se già in occasione del Giorno della Memoria non fossimo stati pronti per approvare una legge contro l'antisemitismo. Mi chiedo se anche oggi, di fronte alle rappresentanze delle comunità ebraiche presenti a questa discussione, non avremmo dovuto approvare, già adesso, questa norma e, soprattutto, quali siano gli ostacoli per i quali non possiamo votarla tutti insieme.
Io ho partecipato alle discussioni nella Commissione affari costituzionali e devo dare atto al Presidente e alla relatrice, senatrice Pirovano, di avere dato disponibilità a un dialogo e a un'apertura a tutte le forze dell'opposizione. Questo non toglie nulla al fatto che il mio posizionamento politico rispetto alla maggioranza e rispetto al partito che lei rappresenta siano diversi e lo saranno; su questo tema, però, quali sono i motivi per i quali dobbiamo dividerci?
Siamo tutti d'accordo sul fatto che serva un'iniziativa legislativa per contrastare l'antisemitismo. Siamo tutti d'accordo che sia una legge indifferibile e urgente. Sto usando le parole che la presidente Di Segni ha inviato nella sua lettera a tutti i componenti della Commissione. Siamo tutti d'accordo che aver fatto cadere le sanzioni penali sia un elemento che favorisce il consenso più ampio e trasversale. Siamo tutti d'accordo sul fatto che la caduta delle norme sul divieto alla manifestazione sia un fatto positivo, che aiuta a creare un consenso trasversale.
Siamo tutti contro l'antisemitismo e qui non c'è nessuno che possa dire all'altro di essere a favore di un'organizzazione terroristica come Hamas solo per il fatto di non votare questa legge. Però, se siamo tutti a favore di queste disposizioni, mi spiegate perché non la votiamo tutti quanti insieme? Perché? Ce lo dicono i dati che il 400 per cento in più di atti di antisemitismo in Italia sono un fatto e non sono una teoria. Ce lo dicono i dati che il 75 per cento degli italiani di fede ebraica ha paura di mostrare il proprio culto.
Allora il problema riguarda il rispetto delle libertà costituzionali della comunità ebraica che vive in Italia. Ci sono bambini che vanno a scuola sotto scorta. Ci sono servizi di food delivery che lasciano le consegne in portineria perché non entrano nelle abitazioni. C'è o non c'è un problema dei cittadini italiani di fede ebraica a esercitare le loro libertà costituzionali? È questa la domanda alla quale dobbiamo rispondere.
Anche rispetto ai criteri che prima venivano citati, in nessuna parte di questo documento si sostiene che la critica al Governo di Israele possa essere condannata. Io sono il primo che rivendica di poter contrastare quello che fa il Governo Netanyahu, quello che ha fatto a Gaza, quello che ha fatto anche nell'intervento militare in questo momento; ciò non toglie che non posso consentire che l'antisemitismo oggi si mascheri nell'antisionismo. Questo è il punto sul quale questo provvedimento ci dà uno strumento in più. (Applausi).
Sono cose talmente evidenti che voglio ricordare quello che sappiamo tutti, cioè che questi criteri, questi famosi criteri internazionali, hanno avuto un consenso internazionale. Sono stati approvati dai Governi italiani, Governi dei quali alcuni esponenti autorevoli facevano parte all'interno di quella compagine governativa. Quindi, non possiamo rimetterli in discussione e non li stiamo assumendo come oro colato. Li stiamo assumendo come criteri interpretativi.
Signor Presidente, io dico questo: abbiamo ancora poco tempo, non sprechiamolo. Se, infatti, vogliamo dare un messaggio davvero forte di tutela alle comunità ebraiche, di contrasto all'antisemitismo e all'antisionismo, di contrasto a ogni forma di razzismo, abbiamo una sola cosa da fare: votare tutti insieme e dimostrare che su questi temi non ci sono divisioni politiche tra maggioranza e opposizione, non ci sono divisioni politiche sulla base delle collocazioni parlamentari, ma abbiamo quel respiro lungo che ci chiede la senatrice a vita Liliana Segre e quello che, probabilmente, ci chiede la coscienza di noi parlamentari all'interno di quest'Aula. (Applausi).

Nessun commento:
Posta un commento