N°20. <Sommario> N°26-30.
ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)
- SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)
- GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)
- DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)
- Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)
- MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)
- GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)
TESTO DEI SINGOLI INTERVENTI
ALTRI INTERVENTI
con Repliche e Controrepliche
precedenti la Votazione finale della Legge
(selezione)
![]() |
| Link al Video |
21. VERDUCCI (PD-IDP). Signora Presidente, intervengo in dichiarazione di voto perché questo emendamento riguarda uno dei temi per noi fondamentali, dei quali abbiamo discusso molto in Commissione sin dall'inizio e che caratterizza la proposta di legge del Partito Democratico. Abbiamo posto con forza questo argomento in discussione generale. È intervenuta in replica la relatrice, e la ringrazio, ma io voglio insistere su questo punto.
Fare in modo che questa legge abbia un impianto universale nei confronti di tutte le discriminazioni, non solo non toglie nulla al contrasto all'antisemitismo, ma ne aumenta enormemente l'efficacia. È questo il senso. È una questione fondamentale su cui dobbiamo intenderci, perché l'antisemitismo non può essere scollegato, nonostante abbia una sua specificità, da un contesto unico di razzismi e di discriminazioni.
Signora Presidente, onorevole relatrice, colleghi, questo è un concetto sostanziale. Per questo motivo, noi chiediamo di inserire la raccomandazione del Comitato dei ministri del Consiglio d'Europa del 2022 di fatto come preambolo di questo testo. Attenzione, colleghi, voglio rimarcare questo punto: inseriamo questa raccomandazione, in questo emendamento, senza togliere il riferimento alla definizione dell'IHRA. Quindi, è un emendamento che rafforza, ad utilizzo di tutte le opinioni che qui sono state espresse, questo disegno di legge.
Pertanto non si capisce perché ci sia un parere negativo da parte della relatrice e su questo vorrei sentire anche l'opinione del Governo.
Vogliamo affermare quanto la raccomandazione del Consiglio d'Europa sia fondamentale per contrastare efficacemente ogni discriminazione. È un punto giuridico e politico che è stato ed è tuttora decisivo in tutti i lavori e per l'ispirazione stessa e l'incardinamento della Commissione presieduta dalla senatrice Segre, che, non a caso, abbiamo chiamato «Commissione straordinaria per il contrasto dei fenomeni di intolleranza, razzismo, antisemitismo, istigazione all'odio e alla violenza», proprio per darle un impianto universale contro tutte le discriminazioni. Noi individuiamo, come elementi di espressione e di istigazione all'odio e di discriminazione, tutti quelli citati dal Consiglio d'Europa, e quindi razza, colore della pelle, lingua, religione, nazionalità, origine nazionale o etnica, età, disabilità, sesso, identità di genere e orientamento sessuale. Il fatto che ci sia questo preambolo è assolutamente fondamentale.
Signora Presidente, colleghi, oggi il disegno di legge verrà approvato. La relatrice, nel suo intervento, ha voluto spiegare il fatto che se noi approviamo una legge specifica sull'antisemitismo ciò non impedisce che un domani se ne approvino altre. Allora, a maggior ragione, colleghi, dobbiamo avere questo preambolo, per preparare un terreno che sia universalmente contro tutte le discriminazioni, anche - e concludo - per armonizzare in prospettiva l'intero impianto normativo, per fare in modo che non ci siano asimmetrie sistemiche e rilievi di incoerenza rispetto alla tutela di altre minoranze, seppure noi oggi riconosciamo l'urgenza dell'emergenza antisemitismo.
Colleghi, visto che vogliamo fare di questo testo di contrasto all'antisemitismo una legge che abbia un valore universale, che unisca e che non divida, nella società, nel Paese, fuori di qui, dobbiamo avere un testo in cui tutti possano riconoscersi. Per questo, l'emendamento 1.101 ha un grande valore. (Applausi).
![]() |
| Link al Video |
22. CATALDI (M5S). Signora Presidente, davvero sono sorpreso dal parere contrario su questo emendamento. Vorrei, tramite lei, Presidente, rivolgere una domanda ai colleghi di maggioranza: ma la legge è ancora uguale per tutti o no? (Applausi).
L'emendamento 1.103 chiedeva una cosa molto semplice e recita così: «La Repubblica altresì contrasta ogni atto espressione di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa». Cosa vi induce a esprimere un parere contrario su questo?
Presidente, qui si sta facendo una legge per una sola forma di odio. Si fa riferimento alla dichiarazione dell'IHRA, d'accordo; ma l'IHRA ha fatto anche altre dichiarazioni, contro altre forme di manifestazioni di odio. Allora cosa facciamo? Vogliamo stabilire una gerarchia tra le varie forme di odio? Da quale parte sta lo Stato? Ci sono cittadini meritevoli di essere protetti e altri no, in base alla loro appartenenza religiosa, alla loro razza?
Poi, colleghi, torno sempre su un punto, che è quello del rispetto dei princìpi generali del diritto italiano. Le norme devono avere la capacità di reggere nel tempo, non si possono basare soltanto su un'esigenza di propaganda, o sulla narrazione mediatica del momento. Una norma deve valere anche per il futuro, specialmente quando si fanno norme di principio.
Allora, che cosa succederà se un domani emergeranno e diventeranno sempre più incalzanti altre forme di odio? Se un domani ci sarà una crescita magari dell'islamofobia, cosa farà lo Stato italiano? Dovrà rimetterci le mani, perché voi volete fare una norma che è chiaramente propagandistica, che è arrivata - lo ripeto - in Commissione il giorno successivo alle manifestazioni che chiedevano la pace in Palestina. Era nata per vietare quelle manifestazioni. Poi avete fatto un passo indietro, ma in quel momento l'unica ragione di calendarizzare questo provvedimento era quella. (Applausi).
![]() |
| Link al Video |
23. MAIORINO (M5S). Signora Presidente, riteniamo questo emendamento fondamentale. Ho ascoltato la relatrice prima spiegare le ragioni della proposta di riformulazione, che riteniamo troppo generica nell'ambito del testo di legge che stiamo discutendo, che invece è molto specifico. Non si occupa, come ha anche sottolineato il collega Cataldi, delle varie forme di discriminazione e delle diverse categorie oggetto di discriminazioni possibili. Si occupa di un tipo specifico di discriminazione, di un tipo specifico di odio.
Per questo, votare favorevolmente questo emendamento per noi sarebbe la dimostrazione dell'onestà intellettuale con cui ci si approccia a questo tema, perché è evidente che l'adozione della definizione dell'IHRA in forma normativa presenta delle criticità e delle possibili censure politiche, addirittura preventive, non nei riguardi di qualunque Stato, ma nei riguardi di uno Stato specifico, segnatamente lo Stato di Israele. Allora, se si volesse superare questo odioso sospetto, la maggioranza darebbe parere favorevole a questo emendamento che sgombra dal campo qualunque possibile equivoco perché lo scrive nero su bianco (Applausi). Il fatto invece che il parere sia contrario dimostra che così non è e che c'è una malafede di base alla radice di questo provvedimento.
Io invito chiunque abbia onestamente a cuore la lotta all'antisemitismo, le persone di religione ebraica, le persone ebree in quanto ebree, i beni degli ebrei in quanto ebrei e le istituzioni ebraiche in quanto ebraiche, a votare a favore di questo emendamento. (Applausi).
![]() |
| Link al Video |
24. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, a proposito di odiosi sospetti, faccio fatica a comprendere come su questo disegno di legge si sia arrivati a un certo punto a una serie di incomprensioni: non avete inserito questo, non avete fatto quell'altro, volete limitare la critica allo Stato di Israele e quant'altro.
Questo disegno di legge prende spunto da quelli che sono gli esempi della famosa definizione operativa dell'IHRA. Ricordo che il 16 giugno 2020 l'allora Governo giallorosso adottò la Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo, partendo proprio dalla definizione dell'IHRA.
Il documento approvato dall'allora Governo giallorosso (PD e 5 Stelle) diceva che la strategia nazionale qui proposta, partendo dalla definizione delle casistiche individuate dall'IHRA, quale punto di ricognizione autorevole e condiviso, si articola in un processo composto da una serie di passaggi. Allora qual è il problema rispetto alla legge che stiamo approvando oggi? Forse l'odioso sospetto che sono cambiati i tempi? L'odioso sospetto che una volta si era in maggioranza e adesso magari si è all'opposizione? Chiedo, è una richiesta la mia, perché faccio veramente fatica a capire come chi nel 2020 ha sostanzialmente deciso di ratificare la definizione operativa dell'IHRA oggi sia il primo a contestarla. Fatico, faccio fatica a comprenderlo. (Applausi). Poi con pacatezza me lo spiegherete, può darsi che abbia capito male.
Sulla questione di queste critiche, ci dobbiamo capire e dobbiamo comprendere se la verità è quella, se non si stia utilizzando il paravento delle possibili critiche che si potrebbero fare al Governo di Israele per coprire il fatto che si vogliono eliminare gli esempi e gli indicatori. Fateci capire, qual è l'obiettivo? Eliminare gli indicatori o essere chiari nell'asserire che la libertà di critica può essere manifestata senza problemi? Se è vera la prima, allora è inutile discutere; abbiamo già capito che ci sono delle posizioni opposte e che qualcuno probabilmente non è a favore di questi indicatori. Lo dica, ne prendiamo atto e nel voto finale ci sarà chi è a favore e chi è contro. Se invece il tema è veramente il mettere per iscritto che la critica al Governo di Israele si può benissimo fare, scusatemi, leggo il testo del disegno di legge approvato dalla Commissione: «La Repubblica italiana, in attuazione dell'articolo 3 della Costituzione, ripudia ogni forma di antisemitismo, favorisce azioni volte a contrastarne qualunque espressione e ostacola la diffusione del pregiudizio antisemita in Italia, ferme restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero e la libertà di riunione e di associazione, nel rispetto dei princìpi costituzionali». Ma scusate, non è chiaro, da questa definizione, che è possibile criticare il Governo di Israele senza alcun problema? A me sembra chiarissimo. Che bisogno c'è di specificarlo ancora, a meno che non ci sia l'odioso sospetto?
Seconda questione. Sono andato a leggere la definizione dell'IHRA di Bucarest, del 26 maggio 2016, a cui si fa riferimento nella Strategia nazionale che lo stesso Governo giallorosso ha approvato. Nel documento, con tutti gli esempi, si legge: «Le manifestazioni possono avere come obiettivo lo Stato di Israele concepito come una collettività ebraica. Tuttavia, le critiche verso Israele simili a quelle rivolte a qualsiasi altro paese non possono essere considerate antisemite». Anche questo è chiaro o non è chiaro? (Applausi). A me sembra di conoscere l'italiano (magari non perfettamente come un docente) e nella traduzione è perfettamente evidente questo passaggio, ripreso ovviamente dall'ordine del giorno del senatore Scalfarotto, che lo cita dicendo che sono tutti esempi, tutti indicatori, compreso questo. Allora, scusate, qual è il problema?
Ma nonostante questo, di fronte all'emendamento della senatrice Maiorino, che è molto simile a quello dei senatori Pirondini, Boccia e altri, sottoscritto anche dai colleghi del PD, tranne che nella parte in cui vogliono eliminare gli indicatori (cosa che non possiamo fare, perché vorrebbe dire sostanzialmente far cascare la legge), c'è la disponibilità da parte della relatrice ad accogliere l'emendamento, purché si dica che non è considerata antisemitismo l'espressione della libera critica delle azioni politiche di qualsiasi Governo.
Infatti negli Stati Uniti potrebbero esserci rappresentanti israeliani che magari siedono nel Governo, così come in altri Governi di altri Paesi europei. E allora questo deve riguardare tutti, non solo lo Stato di Israele.
E, allora, scusate, gli odiosi sospetti vengono a noi; accogliete la riformulazione, lo riscriviamo un'altra volta e così non ci sono alibi e pretesti per alcuno, a meno che l'obiettivo non sia quello di trovare a tutti i costi un elemento per non votare a favore di questa legge perché c'è qualcuno da fuori che impone di fare qualcosa di diverso. (Applausi).
b. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, intervengo semplicemente per chiedere al proponente, senatore Verducci - da parte nostra questa è la proposta - di modificare l'ordine del giorno, che penso impegni o inviti il Governo a dare attuazione a quanto previsto nell'emendamento 2.100, aggiungendo, dopo le parole «dei simboli riconducibili al fascismo…».
c. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, l'unico problema è che avremmo voluto aggiungere, oltre al fascismo e al nazismo, anche un riferimento al comunismo, così sarebbe stata più corretta come denominazione (Commenti). Quindi, se l'ordine del giorno non prevede questo, facciamo fatica a votare a favore e ci asterremo (Applausi). Lo dico perché le persecuzioni nei confronti degli ebrei sono state fatte da tutti i sistemi dittatoriali. È vero o no? (Commenti). Uguale? Non lo so! (Commenti).
d. ROMEO (LSP-PSd'Az). Signora Presidente, la dichiarazione di voto è di astensione da parte del nostro Gruppo. Preciso che non si volevano riaprire vecchie ferite, contrapposizioni e responsabilità, ci mancherebbe altro. Quello che ha detto Verducci è assolutamente condivisibile e vero sotto tanti aspetti.
Il mio era semplicemente un riferimento alla risoluzione del Parlamento europeo votata il 19 settembre dello scorso anno, che sostanzialmente ha equiparato sul piano storico il nazismo al comunismo.
Visto che l'Europa è così tanto amata da una certa componente politica, mi volevo conformare a quello che è il pensiero unico e dominante da voi sostenuto. Tutto qui. Immaginavo che fosse una questione che dovesse essere trattata subito, ma non volevo assolutamente alimentare alcun tipo di polemica.
PRESIDENTE. Senatore Verducci, accoglie la proposta del senatore Romeo?
VERDUCCI (PD-IDP). Naturalmente no, signora Presidente, ma vorrei intervenire. (Commenti).
PRESIDENTE. Senatore De Carlo! Colleghi, calma perché questa giornata è già complessa.
![]() |
| Link al Video |
25. GASPARRI (FI-BP-PPE). Signora Presidente, condivido totalmente le parole del collega Romeo. Si tratta di un punto delicato, che voglio sottolineare per mettere in luce a chi non ha seguito tutti i dettagli di che cosa stiamo parlando.
Stiamo facendo una legge sull'antisemitismo alla luce di tutte le emergenze e gli episodi che anche ieri la relazione annuale illustrata in Sala Zuccari sui fenomeni di antisemitismo ha dimostrato essersi intensificati.
Questa legge recepisce una dichiarazione internazionale dell'International Holocaust Remembrance Alliance. Discuteremo poi di un ordine del giorno del senatore Scalfarotto, quindi, come vedete, non c'è un problema di maggioranze e di minoranze, che richiama questa dichiarazione internazionale. Credo che poi qualcuno abbia fatto una campagna di disinformazione.
Io stesso ho ricevuto tonnellate di insulti e di minacce, non solo social, ma anche con manifestazioni, perché sono stato accusato di voler impedire la critica a Netanyahu e quindi sono stato considerato complice e genocida come Netanyahu.
Nel mio disegno di legge, per cercare una convergenza in Parlamento, avevamo messo delle misure che ho ritirato. Nel mio intervento in Commissione e nel dibattito generale in Aula ho annunciato che ritiravo le sanzioni penali che ci sono nel mio testo anche perché già esistono con la legge Mancino e con altre norme del codice penale sanzioni penali. Io le volevo ribadire e intensificare per cercare la convergenza, non per timori perché poi se le propongo, sono cattivo e se le ritiro, sono in fuga. Per buonsenso è stato fatto un appello alla condivisione anche dalla senatrice Segre. Il mio contributo è stato allora di espungere alcuni aspetti della mia proposta per cercare convergenza. L'ho fatto per mia scelta libera e di buonsenso. Nel caso poi di affermazioni antisemite, ripeto, ci sono la legge Mancino e il codice penale, che prevedono delle sanzioni.
Qui si dice che noi vogliamo criticare Israele. Certo che si può criticare, vi rendo noto che in questi anni davanti a casa di Netanyahu, anche in momenti drammatici della vita del Medio Oriente, ci sono state centinaia e migliaia di persone che hanno manifestato. Ora, se possono manifestare davanti a casa di Netanyahu in Israele, come si può immaginare che a Roma, ad Avellino, a Caserta o a Mondragone, non si possano fare manifestazioni di critica al Governo di Israele?
Altro è dire "vogliamo distruggere Israele". Le dichiarazioni che noi recepiamo con questa legge recano delle osservazioni al punto 7 e altri punti.
Quando la senatrice Pirovano propone la riformulazione, un qualsiasi Governo, un Governo francese o americano potrebbe assumere delle posizioni che qualcuno potrebbe considerare non accettabili. Pensate adesso, gli interventi militari e non militari, le portaerei che si spostano; ci mancherebbe che non si possa dire che Macron fa bene o fa male o che Trump fa bene o fa male; ci mancherebbe altro. Vale anche per Netanyahu.
Nel disegno di legge, il primo articolo recita ferma restando la libertà di critica politica e di espressione del pensiero, la libertà di riunione e di associazione nel rispetto dei principi costituzionali. Ciò è scritto nell'articolo 1; quando sarà approvata questa legge, come noi speriamo, ciascuno potrà fare tutte le critiche che vorrà a Netanyahu, a Trump, a Putin, a chiunque, anche ad Hamas e ad altri se fosse possibile.
Quindi questo argomentare è capzioso e pretestuoso. La riformulazione è saggia e noi la condividiamo per ribadire che si può criticare qualsiasi Governo perché tutti i Governi potrebbero essere coinvolti in scelte da considerare condivisibili o no rispetto al Medio Oriente e ai rapporti con Israele.
Quindi invitiamo a votare questa riformulazione, per dimostrare che non abbiamo difficoltà a reiterare nella legge questo ampio diritto di cronaca che già esiste da Tel Aviv, a Gerusalemme, a Catanzaro - liberissimo! - ed evitare pretesti, perché se si cercano pretesti noi parliamo e spieghiamo all'opinione pubblica lo sforzo. Uno sforzo di modifica delle mie proposte l'ho fatto, perché ci sono già delle sanzioni nell'ordinamento. Ciascuno deve fare uno sforzo con la propria coscienza, perché se poi ha dei condizionamenti di altra natura, come diceva il senatore Romeo, allora lo dica: c'è la libertà di pensiero e anche di non votare una legge. Questo è un libero Parlamento, dove si può votare o non votare. L'unica cosa è di non cercare pretesti. Insisto perché la riformulazione possa essere valutata, proprio per quello spirito di condivisione. Se non sarà valutata, andremo avanti. (Applausi).






Nessun commento:
Posta un commento