domenica, marzo 08, 2026

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 10. Versace

Versace
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 N° 9. <Sommario> N°11.

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

VERSACE (Cd'I-UDC-NM (NcI, CI, IaC)-MAIE-CP). Signor Presidente, colleghi, questo tempo ci interpella con urgenza e richiede interventi decisi sull'antisemitismo che dilaga. Non dico nulla di nuovo, ma i fenomeni di odio e le minacce sono così diffusi che stanno veramente sotto gli occhi di tutti.

Oggi abbiamo una responsabilità importante già solo per il fatto di essere qui e di essere chiamati a legiferare su un tema di questa natura, così urgente. Aggiungo che oggi abbiamo una doppia responsabilità, perché dalle tribune assistono ai lavori d'Assemblea anche degli studenti e alle nuove generazioni dobbiamo dare il buon esempio. Di cosa parliamo? Parliamo di leggi, sì, e di regole, sì (io poi vengo dal mondo dello sport, dove dico sempre che le regole e la disciplina ci insegnano anche a portare rispetto e ci trasmettono i valori del fair play e quelli dell'inclusione e del sacrificio). I ragazzi da cosa possono imparare, però, se non dall'esempio? E noi dobbiamo sforzarci soprattutto anche di darlo, a mio avviso, e credo che ci sia ancora il tempo per rimediare.

Auspico anch'io, come la senatrice Segre e come molti di noi, un voto unanime su questo provvedimento, perché il testo promuove il dialogo e il confronto, come ha detto bene il collega Delrio. Questo è un testo che vede l'insieme del lavoro straordinario che è stato fatto in Commissione mettendo insieme sette disegni di legge, proposti da più partiti politici. Mi sento anche di ringraziare tutti i colleghi intervenuti anche nello straordinario lavoro di mediazione e di sintesi che la collega relatrice Pirovano ha fatto, perché in effetti ha dato voce e spazio veramente a tutti.

Non possiamo lasciare che l'odio diventi normalità. Non possiamo lasciare che si accetti o che comunque si sottovaluti l'odio. È un principio fondamentale della nostra Repubblica, lo richiama anche l'articolo 3 della nostra Costituzione; però, per riportare alla memoria dei colleghi un recente caso, non posso non citare il tragico episodio che si è consumato proprio domenica sera a Milano, dove vivo. Ne vedo e ne leggo di continuo, ahimè, di fenomeni di violenza, di bullismo, di minacce e di baby gang, ma quello che è successo esattamente pochi giorni fa nella zona di Bande Nere a Milano a due turisti argentini che indossavano una kippah (il copricapo tradizionale ebraico che simboleggia umiltà, rispetto verso Dio e orgoglio identitario) deve davvero far riflettere. I due turisti argentini, ebrei, sono stati aggrediti appunto per il solo fatto di indossare la kippah e la cosa è culminata con un pugno sul volto e un branco di dieci persone che li ha circondati, minacciati e aggrediti. Questo però è solo uno dei tanti casi che purtroppo si consumano.

Il testo in esame di fatto ripudia l'antisemitismo e si impegna a contrastarne ogni forma di manifestazione, riaffermando che l'odio verso le persone di religione ebraica non è solo un'offesa a una comunità, ma una ferita inferta all'intero tessuto democratico del Paese. È un monito che abbiamo il dovere sentire direttamente anche qui in Senato e abbiamo l'onore di ascoltarlo anche dalla voce e dalla testimonianza diretta della senatrice Segre, che ce lo ricorda ogni giorno.

Il diritto internazionale o Israele - lo dico alla collega Camusso - non c'entrano niente con l'antisemitismo. Perché dobbiamo far passare un messaggio diverso da questi microfoni, deviando anche chi ci ascolta da casa? Noi dobbiamo rimanere sul tema.

Questo testo introduce di fatto la definizione operativa dell'IHRA, inserendo l'Italia in un quadro europeo e internazionale condiviso; uno strumento concreto contro i linguaggi d'odio online e di distorsione della memoria storica. Questo è un principio fondamentale, che non può che vedere tutti quanti d'accordo. La strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo prevede monitoraggio dei dati, formazione nelle scuole e nelle università, aggiornamento per le Forze dell'ordine e la magistratura, campagne di informazione e valorizzazione della cultura e della storia ebraica.

Voglio anche sottolineare l'importante ruolo dello sport, perché il testo richiama esplicitamente iniziative associative e sportive, uno straordinario strumento di inclusione, come ho detto prima, di educazione al rispetto delle regole, e di riconoscimento dell'altro come avversario e non come nemico da eliminare. Negli ambienti sportivi si costruisce quotidianamente la cultura dell'incontro e del confronto. Questo ci aiuta anche ad abbattere stereotipi e pregiudizi, insegnando ai giovani che il valore della persona non dipende dall'origine, dalla religione o dall'identità, ma dal rispetto reciproco e dall'impegno condiviso. In questo sicuramente lo sport ci aiuta, e questo testo lo prevede.

Peraltro, l'ultimo rapporto del Centro di documentazione ebraica contemporanea, che è stato presentato proprio oggi, descrive un quadro - ahimè - in netto peggioramento. Abbiamo visto i dati, che sono sotto gli occhi di tutti; il trend è allarmante, perché indica un aumento spropositato di atti di violenza e di minacce, soprattutto contro gli ebrei.

È un testo che ha visto un lavoro davvero sinergico e io ritengo che meriti di essere sostenuto, perché farlo significa affermare che l'Italia non resta indifferente di fronte all'odio (questo non è banale), significa ribadire che la memoria non è un rituale, ma è un impegno quotidiano. Questo ce lo ricordano costantemente non solo la senatrice Segre, ma tutte le persone che sono sopravvissute ad Auschwitz e che mi fanno venire i brividi tutte le volte che le ascolto. La memoria non è un rituale, ma un impegno quotidiano. Significa anche difendere non solo una comunità, ma i princìpi stessi su cui si fonda la nostra Repubblica. È un messaggio importante quello che noi siamo chiamati a dare. Un testo di questa natura non può che prevedere una trasversalità, per cui mi appello alla coscienza dei colleghi che hanno manifestato e che manifestano dei dubbi, perché questo è un passaggio importante e atteso da tempo, in un tempo in cui comunque i fenomeni di odio e di discriminazione aumentano, non solo verso gli ebrei, ma sicuramente è di questo che stiamo parlando oggi. Voglio ricordare che in questo tempo sono vittime di violenza e di discriminazione anche tantissime persone con disabilità, che nella storia sono sempre state picchiate, maltrattate e un tempo persino uccise, perché ritenute inutili. Noi abbiamo il dovere di sostenere questo testo, proprio perché vede la sinergia e la collaborazione di tutti i partiti e quantomeno mette l'Italia in una posizione centrale nel quadro internazionale. La ringrazio, Presidente, per il tempo che mi ha concesso. (Applausi).

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