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| Verini |
N°10. <Sommario> N°12.
ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)
- SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)
- GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)
- DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)
- Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)
- MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)
- GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)
TESTO DELL'INTERVENTO
VERINI (PD-IDP). Signor Presidente, poco meno o poco più di un'ora fa ero qui vicino e si festeggiavano - anche se sono giorni in cui le feste evidentemente non si possono fare - i novant'anni di Achille Occhetto. Qualcuno in quella circostanza, un'ora fa, ha ricordato il 1991: era nato da poco il PDS, dopo la fine dell'esperienza del Partito Comunista, e Achille Occhetto, da segretario del PDS, fece un viaggio in Israele. Fu un viaggio storico, giudicato così anche in Israele; un viaggio organizzato attraverso il suo amico e anche compagno di fede politica Shimon Peres, e costruito da un personaggio che, nella storia della sinistra, ha sempre dialogato con il mondo ebraico: parlo di Piero Fassino. In quel viaggio, Achille Occhetto segnò davvero - è stato ricordato poco fa - una svolta nel modo di rapportarsi tra sinistra italiana e Israele. Addirittura tenne una lectio magistralis - è stato ricordato anche questo - sul sionismo, anche qui contribuendo già allora a fare giustizia di schemi - aggiungo - di ignoranza, di scarsa conoscenza della storia. Io, senza fare a nessuno lezioni di storia - non mi posso permettere, non ho la statura - dico che mi riconosco nella frase del presidente Giorgio Napolitano, quando disse che l'antisionismo spesso nasconde l'antisemitismo.
Erano anni difficili. Due anni dopo quel viaggio vennero siglati gli Accordi di Oslo e già allora c'era un leader del Likud in Israele - si chiamava Benjamin Netanyahu - che guidò campagne feroci di odio contro Rabin e conto quegli Accordi siglati insieme a Yasser Arafat. Erano giorni di fiducia e di speranza verso quell'obiettivo - lo volevamo e per il quale abbiamo marciato tante volte anche noi da Perugia ad Assisi - di due popoli e due Stati; non un solo popolo e un solo Stato, ma due popoli e due Stati. Però quei giorni di fiducia e di speranza vennero ammazzati letteralmente nel sangue con l'omicidio di Isaac Rabin. Qualche anno dopo, il presidente israeliano Herzog accusò Netanyahu di avere responsabilità morali di quell'omicidio, e al dialogo e a quelle speranze si sostituirono gli anni dell'odio, le occupazioni di territori, i coloni e i falchi. In Palestina furono gli anni in cui prese il potere Hamas, sostenuto da Paesi sanguinari come l'Iran. Hamas e l'Iran avevano entrambi nei propri statuti, nelle proprie carte fondative, l'obiettivo della distruzione dello Stato di Israele. Tutto questo fino ad arrivare - i pochi minuti che ho a disposizione non mi consentono di andare oltre qualche cenno - al 7 ottobre.
Il 7 ottobre è stato un pogrom, ha ricordato l'Olocausto e l'idea di sterminare gli ebrei in quanto ebrei. Stamattina il rapporto del Centro di documentazione ebraica contemporanea (CDEC) ha confermato quanto l'antisemitismo di ieri sia non solo una cosa da lasciare nei cassetti pur doverosi della memoria, ma anche da attualizzare perché c'è anche un antisemitismo di oggi su cui brevemente dirò qualcosa.
Prima del 7 ottobre, gli incendi delle sinagoghe, gli attacchi agli istituti e alla cultura ebraica, erano diffusi in Europa e nel mondo. E questo fa vedere quanto quello dell'antisemitismo non sia uno dei temi dell'odio e delle discriminazioni, che purtroppo, in questo tempo drammatico del mondo in cui stiamo vivendo, sono molto diffusi, ma sia il tema. È per questo che io personalmente ho aderito con grande convinzione alla proposta di Graziano Delrio, che ringrazio per la tenacia e il coraggio che ha avuto e anche per le amarezze che ha dovuto subire, essendo stato fatto oggetto - lo dico a chi non conosce la storia - in giro per l'Italia e nei social di attacchi veramente incredibili. Per questo a lui va la mia sincera solidarietà politica e umana. (Applausi).
Parlavo di antisemitismo di ieri e di oggi. Mi è capitato - come qualcuno anche nei banchi della maggioranza sa - di andare dieci volte ad Auschwitz, con i ragazzi delle scuole di Roma, personalmente con i miei familiari e poi di contribuire, assieme a Lele Fiano e altri, a organizzare viaggi dei parlamentari. Ne abbiamo organizzati tre ad Auschwitz e mi è capitato di ricordare quei sei milioni di ebrei morti e poi, naturalmente, le persecuzioni dei rom, le persecuzioni degli oppositori comunisti, insomma la Shoah, l'Olocausto: c'è un prima e c'è un dopo dall'andare nei campi, soprattutto con i testimoni, che oggi sono rimasti in pochi.
C'è però anche un antisemitismo di oggi. Ci sono ancora oggi estremisti neri che agitano simboli neonazisti e ci sono parole d'ordine per me inaccettabili anche nelle manifestazioni che ci sono state contro i massacri di Gaza: parole d'ordine tipo «Palestina libera dal fiume al mare» significano distruzione di Israele. Sono inaccettabili e per me vergognose. Anche quella è una forma intollerabile. Questo per dire che anche oggi tutti noi dobbiamo tenere la guardia alta, le barriere e la prevenzione alte. Questo disegno di legge, oggi, alla fine, depurato di ogni ipotesi di sanzione penale, di ogni rischio di perseguire le idee, la ricerca, le opinioni - infatti, parlo per me, io non avrei accettato una legge che avesse limitato opinioni, ricerca, libertà di critica e di manifestazioni - mi pare che vada in quella direzione. Io do atto alla maggioranza di avere ritirato emendamenti e di aver aiutato a trovare una soluzione che non è per tutti soddisfacente. Faccio mio però l'appello e l'auspicio di Liliana Segre e mi auguro davvero che poi, nonostante i limiti che ci possono essere in questo testo, si possa trovare la più larga condivisione fino all'ultimo minuto.
Allora mi rivolgo, tramite il Presidente, anche al senatore Gasparri, che ha ritirato un emendamento, a suo modo favorendo questa soluzione; anche in occasioni del genere evitiamo i toni da comiziaccio. Lei non si può permettere di dire che dietro alcune richieste del PD c'era il Parlamento di Hamas. Non è così, perché anche lo sforzo che è stato fatto dal senatore Giorgis e da altri è un modo per dire che vorremmo contrastare l'antisemitismo in maniera diversa da quella che magari ho pensato io. Non c'è però dubbio alcuno che il Partito Democratico per radici, nel suo DNA, contrasta l'antisemitismo e, se lasciamo credere che questo non è vero, io penso che non si faccia un servizio di stile, di tono e di aiuto alla comprensione. (Applausi).

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