lunedì, marzo 09, 2026

Studio su quelli che hanno legiferato sul cosiddetto contrasto all'antisemitismo. Attori: 14. Zampa

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Zampa
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N°13. <Sommario> N°15. 

Senato della Repubblica, Seduta di Assemblea n. 394 di Martedi 3 marzo 2026 alle ore 16,30, 394ª Seduta Pubblica, Ordine del Giorno II. Discussione dei disegni di legge: 1004 e connessi_ Contrasto all'antisemitismo. II. Discussione dei disegni di legge:

ROMEO e altri. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo, nonché per il contrasto agli atti di antisemitismo (1004)

SCALFAROTTO. - Disposizioni per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1575)

GASPARRI. - Disposizioni per il contrasto all'antisemitismo e per l'adozione della definizione operativa di antisemitismo (1627)

DELRIO e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per il rafforzamento della Strategia nazionale per la lotta contro l'antisemitismo nonché delega al Governo in materia di contenuti antisemiti diffusi sulle piattaforme on line (1722)

Mariastella GELMINI e Giusy VERSACE. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e per la diffusione di iniziative culturali nelle scuole e nelle università volte a promuovere la conoscenza e la consapevolezza del fenomeno (1757)

MALAN e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo (1762)

GIORGIS e altri. - Disposizioni per la prevenzione e il contrasto dell'antisemitismo e degli altri atti ed espressioni di odio e di discriminazione razziale, etnica, nazionale o religiosa (1765)

TESTO DELL'INTERVENTO

 

ZAMPA (PD-IDP). Signor Presidente, raramente mi è accaduto e mi accade di intervenire in Aula con un sentimento di emozione e di apprensione insieme. Parlare di un dramma così gigantesco come l'antisemitismo richiede conoscenza, misura, precisione del linguaggio e attenzione a ciò che accade attorno a noi, perché ha a che fare davvero con la vita delle persone, con tante storie di sofferenza, con il dolore, con la dignità delle persone e con i conti che la storia ancora ci chiede di fare.

Parlare di antisemitismo è come guardare in faccia il male: donne e uomini che si nutrono di odio e che, in nome del loro odio, colpiscono, uccidono, massacrano, puniscono e privano le persone della loro dignità.

Da bambina e da adolescente sono stata educata, informata e accompagnata a conoscere che cos'è stato, ma che cosa purtroppo è l'antisemitismo e cosa aveva prodotto. Mi sono state proposte alcune letture a scuola e dai miei genitori che mi hanno colpito, dal «Diario» di Anna Frank, che ogni adolescente, ai miei tempi, era chiamato a leggere, per passare poi però ad Hannah Arendt, Etty Hillesum, Primo Levi, Walter Benjamin e Sholem: una ad una, queste letture hanno attraversato e accompagnato la mia crescita e mi hanno fatto bene, perché mi hanno fatto conoscere di più e meglio di cosa stavamo parlando.

Ci siamo illusi - io credo - che l'atroce pagina del genocidio potesse avere già posto fine in qualche modo all'antisemitismo, alle persecuzioni e agli insulti che - come oggi ci ha ricordato il senatore, mio collega e amico, Graziano Delrio - hanno 2.500 anni di vita. Invece - come ci ha ricordato Liliana Segre - l'antisemitismo è rimasto sempre latente ed è andato via via crescendo, insieme ad altri drammatici fenomeni di razzismo e di vera e propria fobia nei confronti di altri popoli, di altre religioni, di altre persone. Tutto questo, però, ha radici nell'odio, che è ciò che accompagna e fa nascere la pianta odiosa dell'antisemitismo.

Una pace futura - ha scritto Etty Hillesum, una testimone e vittima del genocidio - potrà essere veramente tale solo se prima sarà stata trovata da ognuno in sé stesso, se ogni uomo si sarà liberato dall'odio contro il pensiero, contro la razza, contro il popolo e se tutto quest'odio sarà superato e trasformato in qualcosa di diverso. La trasformazione in qualcosa di diverso passa anche attraverso la conoscenza e l'educazione. Io credo che la disperazione, che ognuno di noi prova quando fa i conti con quello che questa mattina ci è stato dimostrato e narrato da quel rapporto più volte citato sull'antisemitismo, l'abbiamo saputa conoscere, in questo permanere in modo latente dell'antisemitismo. La storia e l'umanità hanno conosciuto momenti migliori, in cui la pace sembrava vicina e vi era la speranza di poter essere capaci di vivere insieme, popoli diversi capaci di vivere, due popoli, due Stati, come ha detto poco fa il senatore Verini.

Ebbene, questa legge tenta - e io credo che dobbiamo avere l'umiltà di dire che semplicemente tenta - di mettere in campo misure di contrasto all'antisemitismo, cominciando proprio dall'educazione, da un grande investimento sulla prevenzione. Non significa che davvero non ci siano anche altre forme di odio, ma non significa nemmeno che questa forma di odio ci interessi più delle altre, come ho sentito.

Questa legge non vieta che si possa condannare con nettezza un Governo che si è macchiato di crimini contro l'umanità, come il Governo Netanyahu, e questo, tra l'altro, grazie al lavoro dei miei colleghi, che voglio ringraziare, a cominciare da quello importantissimo svolto e iniziato dal collega Graziano Delrio, che ha avuto il coraggio di accettare, di misurarsi e di proporci un testo che io stessa ho sottoscritto. Ma voglio estendere il mio ringraziamento a quanti in 1a Commissione hanno davvero lavorato con attenzione, con zelo e precisione perché questo testo uscisse migliore di come poteva sembrare all'inizio. Questo testo non prevede sanzioni penali; questo testo in realtà non vieta il dissenso, non vieta le manifestazioni e ribadisce la libertà di critica e di pensiero, anche nei confronti di Governi che si macchiano di crimini, come Netanyahu sta facendo e continua a fare. Questo testo non vieta tutto questo.

Questo testo ci mostra una strada possibile per contrastare tutte le manifestazioni di odio antisemita che macchiano la storia di questo Paese e anche, in qualche modo, la sua vita democratica. Non riguardano soltanto il popolo ebraico e i cittadini ebrei italiani, ma riguardano tutti noi.

Poteva essere migliore? Sicuramente sì. Poteva essere un testo più esteso, più pensato, più discusso? Sicuramente sì. Oggi, però, siamo chiamati a misurarci con la sfida, che è davanti a noi, che la politica non possa sottrarsi alle sue responsabilità e queste responsabilità devono portarci oggi a riconoscere che l'antisemitismo sta tornando a massacrare la vita dei nostri concittadini di religione ebraica o ebrei.

Ciò che mi ha colpito negli ultimi anni è quanto accaduto a Liliana Segre: è stato per me davvero molto importante, come lo è stato pensare alla bambina che ha vissuto nei campi di concentramento e che era tornata a una vita piena, che le è costata, tra l'altro, un lungo percorso per trovare le parole per raccontare ciò che aveva visto e vissuto e farlo nelle scuole per fare in modo che il male che è stato non torni. Colpisce vederla poi tornare a essere oggetto e vittima di insulti e di aggressioni di ogni tipo. Oggi il senatore Delrio ha ricordato il grafico, che è stato mostrato, in cui si vede come ogni suo discorso in questo momento accenda una risposta profondamente aggressiva nei suoi confronti. Io faccio solo il nome di Liliana Segre, perché l'abbiamo avuta sempre con noi ed è qui con noi, ci ha insegnato, ci ha guidato ed è una figura di riferimento; con lei, però, ci sono altre voci dello straordinario mondo ebraico che ci possono accompagnare e guidare a comprendere.

Oggi siamo chiamati a questo esercizio di responsabilità e, per quanto ci riguarda, questo deve essere portato fino in fondo. Arriverà il momento in cui dovremo occuparci anche di altre forme di odio, come l'islamofobia e certamente l'odio nei confronti dei rom. Ma oggi siamo chiamati a pronunciarci su questo e credo che non possiamo chiudere gli occhi e fare finta di non vedere ciò che accade intorno a noi. È un momento veramente drammatico e credo che ognuno di noi lo sappia nel profondo del proprio cuore. È molto complesso, ma oggi, a maggior ragione, una tale responsabilità va esercitata con coraggio e convinzione. (Applausi).


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