mercoledì, maggio 03, 2006

All'estero ci osservano, ma senza par condicio

Sono iscritto alle Mailingslist dei principali organi di stampa mondiali che escono in lingua tedesca, inglese, francese, spagnola. Avendo forse esaurito le mie riflessioni interne cercherò di analizzare l'immagine dell'Italia all'estero mentre si va insediando il governo Prodi. Non scrivo altri post sulla situazione interna perché non voglio essere monotono e ripetivo. Mi pare che tutto si svolga come da previsto copione: ad ognuno il suo pezzo di carne del Leviatano sbranato dai partiti. La lite fra Mastella e la Bonino per il ministero della Difesa mi sembra degna del mercato del pesce. Per la Bonino non posso fare a meno di pensare che deve proprio a Berlusconi quei titoli di maggior competenza che getta in faccia all'ineffabile Mastella, la cui sola presenza (basta la faccia) sullo scenario politico di questo regime è per me strabiliante. Li deve i suoi titoli internazionali a quel Berlusconi che la mandò Commissario europeo e contro cui la Signora Radicale ha voluto vendicarsi per essere stata definita una "protesi" di Pannella, che resta la Mente di tutta l'area radicale ed al quale solo la faziosità partitocratica ha negato una nomina di Senatore a vita, di cui sarebbe stato degno più di tutti gli altri messi insieme, ai quali un simile onore è stato invece concesso. Mi chiedo quali serie e fondate speranze possiamo nutrire con questi governanti, contro i quali dopo mezzo secolo di educazione democratica fondata sulla Resistenza siamo impotenti ed incapaci di qualsiasi reazione. La democrazia nel nostro caso potrebbe ben essere definita il regime dell'addomesticamento e dell'avvilimento del popolo.

Dicevo: all'estero. Ricordo che mi trovavo nel 1994 ad Hannover, poco dopo che Berlusconi con elezioni più regolari di quelle appena terminate aveva ottenuto un inaspettato successo. Non ricordo bene e non ho conservato in archivio i ritagli di stampa o le registrazioni dei programmi radio e televisivi, ma ho un vago ricordo di un grande clamore come se Mussolini fosse allora risorto dalla sua tomba e come uno zombi avesse ripreso il potere. Non ero allora iscritto a Forza Italia ed avevo appena sentito il nome di Berlusconi, di cui poco mi convinceva la propaganda a mezzo di spot piuttosto che basata sul lavoro di base. Mi indignava comunque maggiormente il pensiero che gli italiani votando non potessero darsi il governo che meglio credevano. Sembrava che vivessimo in un regime a sovranità limitata, dove quale dovesse essere il nostro governo era cosa da doversi decidere all'estero. Ricordo anche la mia reazione verso un polacco che pretendeva da me che gli cantassi "Bella ciao!" come una sorta di scongiuro davanti ai nomi di Berlusconi o di Fini.

Ebbene, non ho ancora passato in rassegna la stampa internazionale, ma non mi sembra che un'analoga e contraria reazione all'estero vi sia per il fatto che un neocomunista impenitente come Fausto Bertinotti sia stato eletto presidente della Camera. Non vedo neppure timori per il fatto che un criptocomunista come D'Alema abbia buone probabilità di venir eletto dalla stessa risicata maggioranza a Presidente della Repubblica. Non mi pare che vi sia qui un analogo allarme per le sorti della democrazia, ovvero di una non meglio precisata democrazia, di cui tutti parlano senza che nessuno sappia cosa essa sia veramente. Nel mondo della informazione orizzontale (internet, chatline, blogs, ecc.) ho appena potuto far ricredere una corrispondente americana sulle sciocchezze che circolano all'estero riguardo un Berlusconi proprietario di mezzi di comunicazione sui quali viene regolarmente sbeffeggiato, venendo per giunta accusato di non accettare una satira, che poi satira non è ma semplice denigrazione. Per fissare per sempre la realtà delle cose dovrebbe bastare l'intervista dell'Annunziata a Berlusconi, che se ne andava con un: «Ed io sarei il proprietario dell'informazione!» o simile. Dico quell'Annunziata che si mostrò assai deferente ed ossequiosa con il neocomunista Fausto Bertinotti, di cui già allora si ipotizzava l'aspirazione alla presidenza della Camera e quindi il potere di nominare nuovamente l'Annunziata a presidente della RAI. Sarà così? Una volta tanto mi piace fare il gioco delle previsioni. In ogni caso, sono certo dei servili calcoli mentali dell'Annunziata, genio e nume tutelare dell'informazione italiana.

Insomma, ne vedremmo delle belle. Come militante di Forza Italia, finché potrò o mi lasceranno dichiararmi tale, ritengo che il lavoro principale da fare senza indugio è quello di mobilitare il popolo ad una diversa partecipazione politica. Sono stato in questi giorni ai gazebo di Forza Italia, per fare un poco di compagnia a chi li gestiva tutto il giorno, rimanendo sorpreso dalla disponibilità della gente semplice a lasciarsi coinvolgere nella partecipazione politica. E' una risorsa che è stata colpevolomente trascurata dalla dirigenza di Forza Italia, o meglio da quei Grandi Eletti che avendo risorse da gestire organizzano ogni tanto delle convention elettorali, pensando che sia questa la politica: la loro elezione. E poi: arrivederci e grazie! No! La politica non è questa! E' presenza 24 ore al giorno per tutto l'anno sulla piazza del paese insieme con i cittadini, non divisi in steccati e recinti, che devono essere costantemente resi coscienti (non infinocchiati) sui reali problemi del paesi e sui modi possibili ed efficaci per risolverli. Solo in questo modo si può evitare il baratro verso cui ci avviciniamo. Spero che chi deve capire lo capisca!

1 commento:

maurom ha detto...

Sono perfettamente d'accordo sulla necessità di "stare sul territorio".
Trovo importantissimo anche tenerci in contatto e fare rete.
Alla prossima.
MauroM