venerdì, maggio 05, 2006

Era ieri ma sembra oggi ed in peggio: raffronto con Weimar gennaio 1933

Contravvengo ad una regola redazionale di non fare citazioni dottrinali in questo blog destinato alla militanza politica, ma la tentazione è troppo forte e le regole non devono essere mai assolute ed eccessivamente rigide. Si tratta delle situazione esistente in Germania alla vigilia dell'avvento del nazismo. La democrazia weimariana era afflitta da molti mali tipici del regime parlamentare e propri della dissoluzione pluralistica dello Stato e della società. Se molti in Italia prima nel 1922 e in Germania nel 1933 diedero il consenso quei regimi fu in buona fede, pensando di curare mali evidenti. Che poi le cose siano andate come sappiamo, non dovrebbe essere un motivo per far ringalluzzire i Bertinotti e i becchini eredi del Leviatano. La situazione qui descritta riguarda la formazione delle liste. L'autore è Carl Schmitt che chi vuole può approfondire all'altro mio blog tematico:
http://www.carl-schmitt-studien.blogspot.com

«Il risultato di ogni elezione dipende dalla lista dei candidati. La massa degli elettori non può presentare da sé nessun candidato ed al governo manca il più ovvio e naturale diritto di un governo, cioè lo jus agendi cum populo. Con ciò la grande massa dei pretesi “elettori” e della volontà popolare stessa è interamente parcellizzata attraverso, per esempio, cinque liste di partito. L’elezione in contrasto con la costituzione, che richiede un’elezione diretta, non è più da lungo tempo un’elezione diretta. Il deputato è nominato dal partito, non eletto dal popolo. La cosiddetta elezione è una presa di posizione interamente mediata dagli “elettori” di un’organizzazione di partito. Il fatto che di elezione diretta oggi non si possa più parlare si è oggi affermato in generale come una cognizione indiscutibile. Io però sostenni che l’evento, come si svolge oggi, non è più per nulla un’elezione. Cosa succede dunque? Appaiono cinque liste di partito, sorte in modo altamente segreto, occulto, dettate da cinque organizzazioni. Le masse si recano per così dire in cinque recinti pronti e la rilevazione statistica di questo evento si chiama “elezione”. »

Il contesto in cui il brano si trova presenta una situazione conflittuale allora esistente. Il bolscevismo, ad esempio, era un pericolo reale ed un grande storico contemporaneo spiega la nascita ed il successo del nazismo come una reazione tedesca alla minaccia del bolscevismo. E' il cosiddetto revisionismo storico che disturba tutte le commemorazioni resistenziali ed i giorni della memoria a senso unico ed imbracata dagli ideologi di regime, che prestano i loro servizi con non minore zelo professionale dei loro colleghi del passato. La situazione a me appare oggi più grave di quella descritta da Carl Schmitt per la Germania del gennaio 1933. Allora esisteva quella conflittualità da ui individuata, ma dal cui interno poteva venire un superamento. Oggi esiste una sostanziale omogeneità del ceto politico, le cui liti e contrapposizioni vertono soltanto sulla spartizione delle cariche e dei posti, su ogni singolo brandello di carne del Leviatano da tutti loro sbranato. Per i cittadini non è più possibile una sollevazione, un dare vita a forme nuove della politica perché già una volta è finita come sappiamo: la tragedia del 1945, agitata dai miti resistenziali e dai giorni della memoria, agisce come uno spauracchio di fronte ad ogni tentativo di scrollarsi di dosso un regime non meno antidemocratico di quelli del passato. Caro Pannella, apprezzo e prendo sul serio i tuoi frequenti confronti del regime odierno, fondato sulla Resistenza e bla bla, con quello che è stato il fascismo: oggi è peggio che ieri. Detto da te, liberale e libertario fino al midollo, il giudizio è al di sopra di ogni sospetto. M ti assicuro che neppure io sono un fascista o un nazista, anche se non sono insospettabile come te. La situazione odierna è a mio giudizio più disperata di quella degli anni Trenta perché dopo il trauma del 1945 si è bloccato ogni sforzo di innovazione politica, necessaria per adeguare le istituzioni politiche, economiche, sociali ai mutamenti dei tempi. Molte civiltà del passato sono morte per la loro incapacità di raccogliere la sfida dei tempi e di vincerla.

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