venerdì, maggio 12, 2006

»L'espresso«, organo di regime!

Leggevo in passato il settimanale »L'Espresso«. Ne avevo fatto perfino la collezione e ne avevo rilegato alcune annate. Poi, senza ragioni di carattere politico, vi è stata una crisi di rigetto. Lo stile sguaiato, sempre lo stesso, sembra che chi scrive ne sappia più di te e poi ti convinci che è il contrario. Ad esempio, dal suo trono Giorgio Bocca trincia non analisi di ciò che succede e che sarebbe suo mestiere conoscere per darne informazione, ma giudizi opinabili che potrebbe tenersi a casa sua. Sull'episodio Annunziata-Berlusconi avevo fissato la mia attenzione e vi avevo dedicato parecchio tempo. Da un punto di vista oggettivo Lucia era stata perfino censurata per non essere stata una giornalista attenta a fare bene il suo mestiere, per giunta in un servizio pubblico pagato a forza da tutti. Ebbene, Giorgio Bocca dà una lettura ed interpretazione diametralmente opposta a quella che me ne ero fatta io. E si badi: non perché elettore di Berlusconi, ma in quanto telespettatore che riesce ad esser terzo! La verità è quella che scrive Giorgo Bocca perché lui ha il potere di scriverlo per tutta quanta la tiratura dell'Espresso? Ed io ho torto perché posso solo leggerlo, stando qui nel chiuso della mia stanza?

Posso non comprare l'Espresso e far aumentare il numero delle copie invendute? In effetti, oggi esce il secondo volume del Dizionario di Sociologia di Gallino, come prima era uscito quello di Pasquino, e prima quello di Galimberti, e in origine la Storia della Filosofia di Nicola Abbagnano. Per compare questa serie di libri ho dovuto compare in abbinamento anche l'Espresso, a cui ho dato anche una rapida occhiata. Spero che la serie di libri interessanti si chiuda oggi e così interrompo i miei acquisti del settimanale l'Espresso. Alla mia età devo avere più riguardo per me stesso ed evitare eccessi umorali.

L'Espresso fa tuttavia parte di una ragnatela di casematte che sono state create e occupate nel tempo da un ceto intellettuale e politico che è oggi approdato al potere e finirà di occupare quanto ancora non aveva occupato e detenuto in modo ininterrotto nel succedersi di governi di paglia. Un tipo come Giorgio Bocca (ma è un tipo, non una persona) dimostra che in politica e nell'apparato mediatico non importa la verità in sé, quanto mai eterea ed indefinibile, ma la ripetizione costante ed incontrastata della menzogna, o di ciò che si vuol far passare per verità. La ripetizione costante produce la convinzione ed il pregiudizio nelle menti deboli e non esercitate quotidianamente al dubbio ed alla critica. La ricerca della verità è un lavoro per dei perditempo, come il sottoscritto. Dubito che chi abbia altro da fare per guadagnarsi la vita possa dedicare più di qualche secondo di attenzione a quello che scrive Giorgio Bocca, se mai gli capita da leggere il suo articolo.

Lo schieramento dell'Espresso in questo paese dove la libertà di stampa sarebbe stata minacciata in questi anni da Berlusconi è stato assolutamente evidente. Se si era dello stesso orientamento e si voleva essere confermati nella propria fede, poteva aver senso acquistare l'Espresso allo stesso modo in cui i credenti e buoni praticanti vanno a messa la domenica. Se non si era credenti e si cercava soltanto dell'informazione, non era all'edicola dell'Espresso che bisognava andare. Una notizia consiste nel fatto nudo e crudo e nella redazione ovvero nell'interpretazione che se ne da, nel modo in cui la si comunica.

Ciò premesso, visto che ho speso i soldi per comprarlo l'Espresso, riporto dal fascicolo del 30 marzo parole virgolettate messe in bocca a Roberto Formigoni, un nome che io ricordo come legato a Comunione e Liberazione, che fin da quando ero studente è stato a me alquanto incompatibile. Potrei citare episodi che hanno fondato il mio giudizio avverso. Ebbene Formigoni avrebbe detto:

«Tutti dicono che se Silvio vince vado a Palazzo Chigi, ma potrei andare anche al Quirinale. Se Silvio perde, c'è un solo personaggio in Forza Italia che può rivendicare la sua eredità: sono io».

O è vero o è falso ciò che leggo sull'Espresso ed è attribuito a Formigoni.

Il mio commento:

- Meno male che Formigoni non è andato al Quirinale! La cappa clericale sarebbe scesa come una mannaia su tutti gli "spiriti liberi" d'Italia. Idealmente sarebbe state possibili due vie: o quella dell'emigrazione verso terre lontane, oppure la ricerca dei luoghi più sperduti d'Italia non raggiunti da luce, gas, telefono. Credo che lo sbilanciamento clericale (Casini, Buttiglione, Giovanardi, Mantovano, Pera...) siano stati la principale causa della sconfitta del Polo delle Libertà. Dico: Libertà. Questo valore è storicamente inconciliabile con il Cattolicesimo. Io mi sono iscritto a Forza Italia, partito laico e liberale. Se FI dovesse perdere questa caratterizzazione, ed io mi batto perché ciò non avvenga, verrebbe meno il mio vincolo di fedeltà e di onore per il mantenimento dell'impegno.

- Per quanto appena detto, se Formigoni, cioè un CL approdato all'amato potere, si trovasse al posto di Berlusconi, io non avrei più nulla a che fare con Forza Italia e recuperei per intero la mia libertà.

Dalla mia scrivania, munito di computer e connessione adsl, con accanto l'ottimo servizio di informazione di Radio Radicale, seguo gli sviluppi politici. Vedo prove di regime. Io temo che la Sinistra finirà di occupare quanto non aveva già occupato e conservato in questi anni per sparare addosso all'Imbavagliatore Berlusconi: istituzioni, organi di stampa, banche, sindacati, televisioni e quanto altro. Berlusconi ne può uscire facendo quello che non ha voluto fare in questi anni: organizzando l'insofferenza di base, della gente comune, licenziando il notabilato che è stato il primo a tradire. Mandando dal papa a pregare con lui e ad assumere i sacramenti i vari Follini, Casini, Pera.... Magari a fare pure la parte di maturi chierichetti.

PS - La serie dei volumi abbinati all'Espresso continua. Terminato il Dizionario di Sociologia sono annunciati per la prossima settimana altri due volumi di Dizionario di Mitologia, ma di questo genere di dizionari ne ho già diversi e forse posso fare a meno di quelli dell'Espresso. Del resto, ho esaurito lo spazio nello scaffale.

3 commenti:

Federico Perazzoni ha detto...

Per me non è così....

Mediaset cosa è??

Federico Perazzoni ha detto...

Per menon è così....

E Mediaset cosa è??

Antonio Caracciolo ha detto...

Sto parlando con un amico a proposito del commento di Perazzoni su Mediaset. " Gente che ragiona a pignone fisso, ossia allo stesso modo, come è stato loro insegnato a dire...". In effetti, trovo molto più liberale Mediaset della RAI e dell'Espresso, che io leggevo quando Federico non era ancora nato.... Ma è inutile discutere oltre. Tempo perso.