mercoledì, dicembre 20, 2006

L'Italia degli aguzzini

È in corso una trasmissione di "Porta a Porta" sul caso Welbi. Voglio qui appuntare una rapida riflessione che si collega anche al precedente scontro sul referendum in materia di fecondazione assistita. Esiste nell'odierna e nella passata vicenda un evidente intervento della Chiesa e dei politici ad essa infeudati. La riflessione che qui si abozza appena è la seguente. Una norma penale (in materia di fecondazione assistita, relativamente al caso Welbi)la si rispetta o perché si è pienamente convinti della sua validità intrinseca o soltanto perché non si crede affatto nella sua giustezza ma si teme la sanzione. Si va sempre più creando una divaricazione fra l'intimo convincimento della norma ed il suo rispetto del tutto esteriore per timore della sanzione. Guai ad un sistema giuridico che basasse la sua efficacia solo sul timore della sanzione. Venendo meno l'intimo convincimento, si è sempre più tentati di violare la norma astratta ed esteriore per intima convinzione della sua ingiustizia. Si resiste ad un diritto inteso come fondamentalmente ingiusto.

Interessa ciò al popolo degli astensionisti? Interessa ciò alle gerarchie cattoliche? In effetti, a loro interessa di riempire le carceri per poi magari svuotarle quando sono troppo piene. La pretesa superiorità morale dei cattolici si rivela in realtà essere nient'altro che una morale da aguzzini. Ho sentito una notizia secondo cui sarebbe quadruplicato il numero delle coppie italiane che si recano all'estero per quelle cure che non sono consentite in Italia. Ci vanno con la coscienza soggettiva (= dolo) di commettere un reato? O non sono piuttosto convinto di essere loro vittime di un assurdo divieto? E che dire poi della materia fiscale di cui tanto si blatera proprio in questi giorni. Quando si apprende che la carriera di un amministratore calabrese è costato al contribuente venti miliardi di lire come si può rinfacciare ai cittadino il loro dovere di pagare le tasse? L'Italia è il paese della doppia morale.

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