sabato, dicembre 23, 2006

Teoremi logico-geometrici sulla proprietà della vita

La vita, si dice, non ci appartiene. La nostra stessa vita è a noi indisponibile in quanto appartiene a Dio. Un suicidio sarebbe quindi un peccato in quanto si sottrae ad un Dio (non meglio definito e definibile ma con accreditati connotati cattolici) una cosa che gli appartiene. Siccome Dio stesso, proprio Lui, normalmente non si affaccia alla Finestra né manda e-mail e non ha neppure un sito personale, occorre che qualcuno lo interpreti e lo rappresenti. Chi è che lo rappresenta in tutto e per tutto senza possibilità di verifica del mandato: il Papa! Chi è che nel parlamento italiano parla in nome del papa e ne rappresenta gli interessi politici? È una gara fra quanti si offrono alla funzione per garantire al meglio i servigi. Come nel caso della Turchia, si è visto che i servitore del papa in parlamento sono spesso più papisti del papa. Tra questi servitori si distingue ora l'uno ora l'altra in uno nobile gara di servizio. Spicca in questi giorni Paola Binetti. Conclusione del teorema: la vita di noi tutti appartiene a Paola Binetti! È Lei che ha direttamente dal Supremo il potere delegato di dirci cosa nel nostro privato possiamo o non possiamo fare e in casi come quello di questi giorni cosa sia giusto o non giusto fare.

2 commenti:

cloroalclero ha detto...

Buongiorno prof. Caracciolo e Buon anno.
Secondo me la questione degli embrioni e dell'aborto si risolve semplicemente con un ragionamento aristotelico.
Fintanto che il feto sta nella pancia della mamma e vive dipendendo dalla vita di quel corpo (senza la quale morirebbe) possimo definirlo,in un linguaggio "bioetico" (che lei magari prof, potrà spiegarmi di che si tratta esattamente) "vita in potenza" e come tale, avente essere in senso improprio". Come spiega Aristotele in Metafisica IV mi pare.
Il resto viene da se'...che ne pensa?
2)Ho letto il suo articolo, grandioso sulla pena di morte a saddam. Posso darle un suggerimento? Senza arroganza, le assicuro. Ne venivano fuori almeno 3 di articoli. Piu' corti. Che lei scrive gran bene, volevo anche linkarla su kilombo, ma i suoi articoli sono un'impresa modello Parigi-Dakkar.;-)
Buone cose.

Antonio Caracciolo ha detto...

Ringrazio per gli apprezzamenti. Quanto alla risposta che mi viene chiesta io non mi baso su Aristotele, di cui confesso di non essere un estimatore. L'argomento che uso in questi casi lo traggo da Hobbes. Egli dice: l'infante non può vivere senza la madre che lo alleva. Se la madre decide di abbandonarlo, l'infante muore. Dunque la madre ha diritto di vita e di morte sul figlio già nato. Figuriamoci sul feto! Siamo sul piano del "diritto di natura". Col diritto positivo il discorso può essere altro ed è altro... Ricambio gli auguri di Buon anno.