mercoledì, marzo 25, 2026

La rete mediatica dell'hasbara: Antologia delle enormità: 7. Israele.net

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Nella Rassegna Stampa Sionista di oggi isoliamo da una delle sue testate di riferimento: Israele-net, diretta da Marco éaganoni, un nuovo attacco a Francesca Albanese, ormai un genere letterario che è tuttavia utile come segno di riconoscimento dell'hasbara. Se attaccano Francesca Albanese, si può riconoscere l'appartenenza ad una rete, ad una concertazione ke cui fila vengono tirata da Israele, da Tel Aviv, che a quanto pare è in fiamme nel momento in cui scriviamo, oggetto di un attacci di missili ipersonici iraniani. Nella Rassegna non se ne parla, ma il filmato da cui abbiamo appreso dice che in Tel Aviv tutti quelli che ci abitano l'incendio lo vedono dai loro tetti. Cosa dunque di nuovo contro Francesca Albanese? Boh! Un tizio dal nome strano. 

Hillel Neuer - UN Watch

Hillel Neuer, pensa di mettere in difficoltà Fran cesca Albanese facendogi una domanda sulla tortura che Hamas avrebbe fatto agli "ostaggi" israeliani: era presente lo stesso Hillel per verificare la tortura, magari mentre dall'alto gli aerei israeliani scaricavano bombe su Gaza! Difficile immaginare la scena. E questa è una. Quale conveneienza poi Hamas avesse a deteriorare una preziosa merce di scambio è ancora più difficile da capire. Passiamo ad altro: non bisogna chiamarsi Francesca Albanese per esprimere una condanna per l'aggressione all'Iran fatta dal duetto Israele/Usa, che ormai ha superato le quattro settimane. Non si dovevano condannare secondo costui gli attacchi islaelo-statunitense all'Iran? Li si doveva santificare? Cervelli incredibili quelli di questa gente! Hamas, Hamas, Hamas... Una vera e propria ossessione che si tenta di rendere contagiosa. Meno male che il NYT ha rivelato il piano del Mossad di inscenare una sedizione interna! Ma è andata loro male. Quanto poi al numero dei morti prodotti da questi tentativi del Mossad non si va a chiedere come vengono contati e da chi sono dati. Aumentano di dieci mila in dieci mila da un talk show ad altro. Quasi che a Israele interessi molto degli iraniano massacrati: potesse ne sterminerebbe fino a 90 milioni, e non è da escludere disponendo di testate atomiche, con cui minaccia non solo l'Iran, ma il mondo intero. Se Hillel conosce il numero giusto dei bambini uccisi a Gaza perché non ce lo dice lui? Di meno sono e meglio è per tutti noi! Da qualche giorno Erdogan invoca direttamente Dio per la distruzione di Israele, come luogo del Male. Che Israele sia «l'incarnazione del male» è convinzione largamente diffusa. Se Francesca ha detto il 22 ottobre quel che le si imputa, perché mai oggi dovrebbe cambiare opinione? Il primo ministro francese farebbe meglio a dimettersi lui. Così tante democrazie? Dubito che costui abbia la minima idea di cosa sia una democrazia, o che gliene importi gran che.

Micol Flammini

• Al Foglio se la raccontano come amano credere e come vorrebbero indurre a condividere, ma le cose stanno in modo diametralmente opposto. Hanno menato vanto e non hanno fatto mistero di tutte le bombe che gli Eletti hanno scaricato non solo su Gaza e in ogni dove, ma anche sull'Iran: oggi se le ritrovano scaricate su Tel Aviv, e sono ancora una piccolissima parte di quelle a cui hanno diritto per par condicio: lo stesso quantitativo di bombe che mi hai mandato, ora te le restituisco. Stando alla situazione in questo momento a perdere la guerra che si combatte e che di certo non può dirsi conclusa sono la Coppia Diabolica IsraeleUsa, e se gli Usa saranno costretti a ritirarsi Israele se la dovrà vedere tutta da sola con l'Asse della Resistenza, Tutte le basi americane del Golfo sono state distrutte e poco ne resta. Gli Stati del Golfo non sembra proprio abbiano alcuna intenzione di muovere guerra all'Iran. Fusse che fusse, come diceva il comico Manfredi, può essere questa la volta buona che Israele scompare dalla carta geografica e che venga ripristano il nome ultramillenario di Palestina, dove naturalmente (se sono capaci di convivere) potranno tutti coabitare in uno Stato unico binazionale, e dove ognuno potebbe professare liberamente la sua religione, per chi ancora ne ha una.

• Tralascio, sorvolo sulle altre corbellerie della Rassegna odierna. Manca il solito trionfalismo: segno che da Tel Aviv, che sta incendiando, il Mossad non manda le solite veline. L'informazione del main stream è quella che sappiamo, ma possiamo apprendere anche dai suoi silenzi e dalle sue omissioni.

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