venerdì, febbraio 03, 2006

Maramaldo, eroe nazionale.

Mi giunge la notizia del licenziamento del direttore di un importante organo di stampa francese per aver pubblicato caricature di Allah e dunque per aver offeso il senso islamico di religiosità. In Italia le stesse vignette sono state ripubblicate in gesto di sfida da Libero e dalla Padania. Ho subito scritto una lettera a tgcom, il cui testo si può leggere più sotto. La riflessione ulteriore che abbozzo qui è la seguente: esistono forme diverse ed innumerevoli di religiosità umana. Spirito satirico e senso religioso poco si conciliano l’un l’altro. Ironia e satira parlano al cervello ed alla parte razionale dell’uomo. Il senso religioso tocca il cuore umano e le profondità insondabili dell’animo. Non trovo giusto e sensato offendere il senso religioso di chicchessia. Naturalmente, è altra cosa denunciare la strumentalizzazione che spesso si fa del senso religioso. E non so se è questo il caso. Ma ciò che mi pare “bacchettone” e vigliacco è il fatto che né il direttore di Libero né quello della Padania né altri avrebbero avuto di simili sussulti libertari se appena si fosse trattato del Papa e della gerarchia cattolica.

Lettera a tg-com:

1ª) Non ho visto le vignette e poco mi interessano. Ma una domanda mi sorge spontanea: i direttori della Padania e di Libero sarebbero egualmente disposti a pubblicare testi e vignette satiriche contro il Papa e le istituzioni ecclesiastiche cattoliche? Non credo. Personalmente, come laico e cittadino, non ne posso più di vedermi ogni sera il Papa affacciato dalla sua finestra. Se venissero resi pubblici i miei spontanei commenti, altro che vignette satiriche contro la religiosità musulmana! Ma i nostri giornalisti bacchettoni sono capaci di colpire chi non si può difendere: forti con i deboli e deboli con i forti, secondo la migliore tradizione italica.

2ª) Dubito che Gianluigi Paragone sappia:
a) cosa sia la libertà;
b) cosa sia la democrazia;
c) in cosa si distingua la democrazia occidentale dall'idea di democrazia in generale.
O meglio per non apparire io presuntuoso e saccente: Gianluigi ha una sua personale idea di a, b e c. Se la tenga cara e tutta per sé!


AGGIORNAMENTO:

Avevo scritto di getto quanto sopra appena sentita la notizia. Non sospettavo le reazioni che ne sono seguite. A me laico incallito non sarebbe venuto in mente di molestare chicchessia nei suoi valori religiosi, quali che siano. L'ipocrisia di cui si parla

in Ragionpolitica.it, "organo" telematico di Forza Italia (vedi:

http://www.ragionpolitica.it/testo.4680.vignettisti_danesi_lasciati_soli_dall_europa.html

che commento integralmente in apposito blog come Lettera aperta all'autore dell'articolo)

io la vedo da un'altra parte e in un altro senso. I musulmani vengono fatti passare da una stampa "libera" e interessata come l'altro, il diverso, lo straniero. L'operazione mediatica imbastita, spacciata come libertà di stampa, non è diversa dall'azione delle autorità arabe che portano le loro masse sulle piazze o davanti alle ambasciate. Con una differenza importante: le autorità arabe dimostrano di essere più rappresentative degli organi della pubblica (meglio pubblicata) opinione, perchè io non scenderei mai in piazza per una chiamata di Feltri o Paragone: non ho mai comprato i loro giornali e per me potrebbero pure chiudere baracca. Il calcolo vigliacco mi pare il seguente: se si irride sui valori religiosi e/o politici musulmani, tanto di guadagnato. Non costa nulla e viene così asssestato un colpo a chi si vuol dipingere come il nemico, facendo un piacere al cattolico nostrano che rivendica le sue radici cristiane. In ciò vedo una pericolosa strumentalizzazione ed un tentativo di portare allo "scontro di civiltà". Se gli autori delle vignette e quanti le hanno pubblicate (anche in Italia) non erano in grado di prevedere le reazioni che ne sono venute (Paragone pare aspiri al martirio: "che ci provino.."), sono degli incoscienti ed ignoranti, se è stata una provocazione consapevole, si sono assunti una ben pesante responsabilità che non è coperta dalla mia solidarietà e dalla quale nel mio piccolo mi dissocio apertamente. Che tutto questo debba essere difeso in nome della libertà di stampa e di espressione mi sembra cosa ipocrita, perché io qui di libertà ne vedo poca. La libertà di pensiero e di espressione (ma io comune cittadino non dispongo dei mezzi di Feltri o di Paragone: si pensi all'ordine dei giornalisti e alla relativa vicenda referendaria per l'abolizione dell'ordine e per poter consentire ad ogni cittadino di essere direttore di una testata) è certamente un valore importante e fondamentale del nostro sistema costituzionale, ma ciò non significa non portare il peso delle proprie opinioni e un diritto all'impunità o all'offesa gratuitra. Di certo non mi lascerò arruolare in una nuova crociata della cristianità contro l'islam: cristiani e musulmani mi sono egualmente indifferenti ed sono per egualmente legittimati nell'esercizio del loro culto in quanto non molestino la mia libertà di pensare come meglio credo anche in materia di religiosità, magari praticando, ove ancora esista, uno degli antichi riti pagani estirpati da Teodosio per lasciare spazio solo al nascente cattolicesimo. I fatti che succedono mi confermano nella mia posizione favorevole all'ingresso della Turchia nell'Unione europea e ad un assetto politeista dell'Europa lasciando spazio a tutte le forme di religiosità. Se avremo una consistente popolazione musulmana in Europa, impareremo ad essere più tolleranti e rispettosi dei valori religiosi di ognuno.

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