martedì, febbraio 07, 2006

Stampa e regime: la reazione araba

Nella rassegna stampa quotidiana di Radio Radicale (oggi mattina del 7 febbraio) le cosa è messa nei termini che seguono. Le vignette? Beh, in effetti erano "inopportune": nessuno difende l'insulto e l'irrisione spacciandole per libertà di stampa, che però non esiste quando un quisque de populo vorrebbe far sentire la sua voce: soprattutto in Italia la stampa è una corporazione fra le altre. Il termine "inopportuno" è a mio avviso un eufemismo ipocrita e cretino. Ad una cosa inopportuna non si doveva rispondere – si argomenta – con delle reazioni come quelle che ci sono state e che forse i vignettisti danesi e italiani non avevano previsto. Questo ultimo aspetto, che non è trattato, direi che è assai importante, perché se chi ha fatto e pubblicato o ripubblicato le vignette cretine erano in grado di prevedere le reazioni che sarebbero seguite (e chi pubblica un testo dovrebbe fare uno sforzo di previsione) e se ne sono infischiati, allora non si tratta più di "inopportunità", ma di provocazione irresponsabile e disegno criminale, cui vanno addebitate moralmente le reazioni che vi sono state. I servizi segreti degli Stati si servono di operazioni del genere per manipolare la cosiddetta opinione pubblica. A decenni di distanza noi non sappiamo nulla delle "stragi di stato", la cui efferatezza sfugge a qualsiasi comprensione dell'umano buon senso. In ultimo i democratici Bush e Blair proprio tramite stampa ci hanno ammannito l'esistenza di armi inesistenti per farci digerire una guerra che loro insieme alle loro cricche avevano già deciso, aspettando l'occasione propizia per scatenarla. Se ci lamentiamo che dietro le reazioni arabe di questi giorni ci siano le "manine" dei governi, le nostre più sofisticate manine sono proprio quelle dei cosiddetti organi della libera stampa. E quindi, non prendiamoci in giro e non lasciamoci prendere per i fondelli. Se vogliono, Feltri e Paragone, mi telefonino ovvero telefonino al quisque de populo. Dirò loro come la penso e poi potranno parlare anche a mio nome. Ma finché ciò non avverrà, loro (e tutti gli altri loro onorevoli colleghi) non esprimono la mia opinione, non avendoli mai delegato in tal senso. Portino loro soltanto le conseguenze delle loro azioni e delle loro opinioni.

Tuttavia, per quanto riguarda la posizione da me espressa preciso a chiare lettere che non faccio e non mi sogno di fare nessuna apologia/giustificazione degli assalti alle ambasciate o peggio ancora dell'omicidio del sacerdote italiano in Turchia, sul quale mi pare si stia imbastendo una nuova strumentalizzazione senza aver rispetto neppure per i morti. Si noti che il mio primo post sull'argomento (Maramaldo, eroe nazionale) è immediatamente successivo alla notizia della ripubblicazione delle vignette ad opera di Feltri e Paragone, ma precedente le notizie sulle tragiche reazioni arabe: sono stato più tempestivo delle agenzie e degli eventi! Grazie, Blogger, tu offri al popolo della rete una nuova possibilità di informazione di gran lunga superiore a quella pelosamente elargita dai Feltri e dai Paragone! Fare gratuita e stupida condanna di un fatto emotivo e collettivo sarebbe come fare la condanna di un temporale o di una calamità tellurica: le vignette danesi hanno avuto per risposta il furor di popolo nei paesi arabi! Tutto il nostro sistema giuridico, il cosiddetto stato di diritto inclusa la libertà di stampa, ha origine da un fatto violento e legittimante: la rivoluzione francese! L'unica condanna che mi sento di fare senza riserve è quella ai vignettisti che ci vorrebbero far entrare in guerra e che hanno dato esca alle reazioni che ci sono state. Non mi piace essere manipolato da provocatori di professione.

A fronte della "inopportunità" di Tizio non si possono dettare le modalità di reazione di Caio perché le sue reazioni dipendono dalla situazione in cui si trova. Ad uno che sta morendo, magari di notte, non si può chiedere di non disturbarbare il condominio, rantolando di notte. E magari pretendere da lui che muoia dopo le 10 del mattino, in orario condominiale. Il Medio Oriente è un territorio devastato da un secolo di guerre ed occupazioni originate da appetiti petroliferi. Le forme di governo in questi paesi sono degli optional decisi dalle potenze straniere a seconda dei loro interessi. In Europa, ad Ovest ed Est, siamo già stati violentati in tal senso e ci siamo assuefatti alla perdita di sovranità. Ci secca evidentemente che gli arabi vogliano conservare una dignità alla quale noi abbiamo per sempre rinunciato. La democrazia in Iraq è una favola a cui non credono neppure i bambini: una carta falsa e truccata dietro la quale Bush tenta malamente di nascondere la sua strategia imperiale. Gli USA non lanciano confetti dal cielo. Sono pure militarmente vigliacchi in quanto combattono ad armi impari.

Gli Italiani sono in Iraq, come è noto, in missione di pace: altra cretinata dei tempi moderni questa idea della missione di pace in un luogo dove si combatte una guerra aperta e feroce! Durante i momenti di ozio, poi, come ha pubblicato l'Espresso (vedi apposito post: Fango sui morti di Nassirya), si svolge pure un lucroso commercio di reperti archeologici. Erano pure in missione di pace quando, ancora piemontesi, erano stati mandati in Crimea da Cavour, per morire in qualche migliaio e così consentire ai piemontesi di sedere al tavolo della pace accanto ai potenti veri. Con queste furbizie è stata fatta l'unità (o piuttosto la disunità) d'Italia ed in ultimo Mussolini entrò in guerra pensando che la guerra l'avrebbero vinta i tedeschi e lui avrebbe partecipato agli utili dell'impresa bellica. Mi dispiace dirlo, ma credo che i nostri governanti abbiamo fatto anche adesso lo stesso calcolo. Gli Israelian poi stanno lì perché un nuovo dio, l'ONU, ha loro confermato l'antico diritto alla terra promessa. Ecc. ecc. La prima guerra mondiale scoppiò a seguito di un attentato che era evidentemente un casus belli, quando già erano presenti tutti i presupposti perché quella sciagurata guerra scoppiasse.

Una nota infine agli amici radicali. Dalla rassegna stampa che ascolto ogni giorno trapela la loro faziosità, l'americanismo sfegatato, la posizione pro Israele, che io considero uno Stato privo di legittimità e fondato unicamente sulle forza delle armi americane, o per meglio dire la loro unica fonte di legittimità è la forza delle loro armi fintantoché tutti gli arabi uniti non avranno a loro volta la forza di ributtarli in mare. Su queste basi non si costruisce nessuna pace e la guerra si tramuta in odio eterno che persiste anche quando le armi cessano di crepitare e regna la pace dei cimiteri. Gli spunti qui sono tanti e cercherò, anche a beneficio dei miei studenti stranieri di "Classe di italiano" di snocciolarli poco alla volta in post autonomi, quando se ne presenterà l'occasione e ne avrò il tempo e la voglia.

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