sabato, novembre 25, 2006

L'ultima sui brogli elettorali: «benedetta quella truffa!»

Vorrei esprimere una mia posizione sull'ultima notizia che sta riscaldando il clima politico, la questione dei brogli veri o presunti in un libro inchiesta di Deaglio. Ho ascoltato poco fa, mentre sonnecchiavo, il sonoro del DVD. Pare di capire che l'autore dell DVD addossi allo stesso Berlusconi la responsabilità di un broglio che non sarebbe però riuscito e si sarebbe quindi ritorto contro lo stesso Berlusconi. Mi pare una tesi assai contorta. Ma non è di questo che voglio parlare. Rinvio più sotto alla mia consueta rassegna stampa l'analisi critica ed il commento della tesi di Deaglio. Approfitto invece del clamore suscitato dalla notizia per esporre nuovamente un mio punto di vista, del quale sono pienamente convinto. Avendo poco tempo a disposizione cerco di procedere con ordine, chiarezza e brevità.

In non so più quale anno e giorno mi capitò di vedere nella televisione di stato, credo proprio Rai3, un programma educativo per le scuole, forse RaiEducational o qualcosa di simile. La trasmissione educativa per le scuole riguardava il referendum istituzionale per decidere sulla monarchia o la repubblica. Si parlò e si parla di brogli già in quell'occasione. Chi mi legge faccia bene attenzione a quanto sto per dire. Io non so se brogli vi siano effettivamente stati oppure no. Probabilmente nessuno lo sa e vige comunque il principio che le elezioni fossero valide. L'Italia è una repubblica e non più una monarchia. Il fatto sana il diritto qualunque esso fosse. Non è questo il punto. Quale dunque? Le trasmissioni educative di quella serie televisiva prevedono una serie di interviste ad esperti sull'argomento. Anche io una volta sono stato intervistato per una trasmissione su Carl Schmitt. Cosa disse quell'esperto a proposito della validità di quel referendum. Disse quanto segue: «Se truffa vi è stata, benedetta quella truffa!». Intendeva dire: in questo modo ci siamo liberati della monarchia, che a suo avviso era un male in sé. La cosa mi scandalizzò molto e resta ancora impresso indelebilmente nella mia memoria. Non ricordo il nome dell'esperto e non importa ricordarlo perché lo considera una sorta di eroe eponimo di una diffusa intellettualità, direi il tipo medio dell'intellettuale di sinistra.

Su quel giudizio io posso concludere che la nostra Repubblica nasce non tanto dalla Resistenza quanto dalla Truffa. Ripeto per i miei detrattori e diffamatori sempre in agguato: a me non interessa ciò che non posso sapere, se ciò la Truffa vi sia effettivamente stata. E' sufficiente l'eticità ed il senso democratico dell'Eroe eponimo ed anomimo sopra citato. Se fosse dipeso da lui, egli avrebbe fatto non solo quella Truffa ma tutte quante altre si sarebbero rese necessarie per la realizzazione della sua Idea etica e democratica. Non mi stupisce quindi che alle ultime elezioni politiche e a tante altre siano state possibili delle truffe e dei brogli. Non sono un esperto in materia, ma mi è capitato in importanti elezioni universitarie di assistere a cose simili che come commissario ho prontamente denunciato a chi di competenza e senza che conseguenze vi siano state.

Vengo per concludere al punto forte del mio discorso. Il broglio non deve essere visto nel mero procedimento del conteggio dei voti. La truffa è nell'intero sistema che si gabella come democrazia. Qualche nota di dottrina è necessaria perché i signori detrattori non pensino che siano tutte mie fantasticherie. La definizione che Carl Schmitt dà della costituzione è data dalla formula della decisione costituzionale: una costituzione è la decisione fondamentale che un popolo prende sulla forma e la specie della sua esistenza politica. Quanto poi a stabilire come e quando ed in quale forma questa decisione si manifesta è cosa che ci porta alla teologia politica. Quello che pare certo di poter dire che almeno secondo questo orientamento dottrinale una decisione democratica, una decisione politica, ha il carattere della pubblicità e della coralità. L'esempio letterario è la levata di scudi del popolo in armi che si esprime appunto battendo sullo scudo. Invece noi assistiamo abitualmente ad un popolo che viene scompaginato nelle sue componenti individuali e viene condotto in recinti chiusi (le gabine elettorali) dove in tutta segretezza il cittadino manifesta il suo voto, che deve poi essere contato e sommato ad altri. E qui siamo al punto da cui eravamo partiti: la possibilità del broglio al momento del conteggio. Ma altri ed innumerevoli momenti di broglio si possono trovare nella legge elettorale, nella formazione del consenso elettorale, nella pratica impossibilità dell'elettore di controllare l'eletto per tutta la durata del suo mandato, nell'impossibilità di sapere cosa l'eletto fa, ecc. ecc. Se democrazia significa nella sua accezione più banale governo del popolo, sfido io chiunque a dimostrarmi che in in questo paese (ed in altri simili a questo) sia il popolo a governare effettivamente e non una ristretta oligarchia che con l'uso sistematico della frode elettorale e non fa di tutto per preservare il suo potere in spregio a qualsiasi idea di bene ed interesse pubblico.

Qui mi fermo, anche se potrei passare ad altre associazioni di idee. Il lettore fedele che ne abbia interesse potrà trovarle formulate e sviluppate in altri articoli. Per adesso vado ad una rassegna stampa che raccoglierò con il tempo nello spazio sottostante:

RASSEGNA STAMPA (in costruzione):

1. Brogli elettorali all’incontrario: questa la tesi di Deaglio. Nel Link oltre al testo si può ascoltare il video dell’intervista all’autore. Era stato Berlusconi all’indomani delle elezioni a parlare di brogli ai suoi danni. Adesso l’autore del testo sostiene che non vi sono stati brogli riusciti, ma un tentativo fallito di broglio fatto proprio da Berlusconi. Nel sonoro del DVD ho ascoltato (mentre sonnecchiavo) che Pisanu ministro degli intervi doveva essere complice, ma poi in ultimo vedendo Berlusconi perdente ha deciso di buttarlo a mare. La tesi mi sembra francamente incredibile e assurda. Non vedo tesi a sostegno. Deaglio dice: mancano le schede bianche. E allora? Nel mio precedente blog io ho avuto timore, forse eccessivo timore, nel riportare una foto del papa, che qualcuno avrebbe potuto ritenere oltraggiosa. Non volendo fondare le mie critiche sull’oltraggio a chicchessia ho aggirato l’ostacolo con un Link, troppo divertente per non essere segnalato. Insomma, se io per così poco sono stato timoroso e mi sono ispirato a prudenza, perché mai gli autori del libro si sono tanto esposti senza un solido fondamento probatorio? Probabilmente, saranno già stati valutati rischi e benefici dell’operazione, per la quale nutro tutti i miei dubbi.

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