martedì, novembre 28, 2006

Un messaggio nel ciberspazio a Formigoni ed a mons. Cozzoli sul tema delle "radici cristiane"

Nessuno può negare la presenza del cristianesimo in questi ultimi duemila anni. Il dato storico è appunto un dato storico. Il problema è che quando si dice radici cristiane si intende un valore normativo per il presente è il futuro. Le radici cristiane sono cresciute grazie allo sradicamento violento delle precedenti radici pagane. La storia del cristianesimo con la sua evangelizzazione forzata è una storia di violenza. Il tempio di Eleusi che aveva radici altrettanto millenarie e che non aveva carica evangelitrice e proselitisa è stato chiuso con atto dell'imperatore Teodosio. Del resto i valori si sentono o non si sentono, ma il loro riconoscimento forzato è oggi analogo alla pretese dei cristiani del tardo impero contro i residui pagani che devono essere estirpate con violenza. Insomma, questo dato della violenza non può essere liquidato con un siamo peccatori. Questo argomento è una beffa ed una presa in giro di quanti sono stati messi al rogo e perseguitati proprio dal successori di Pietro. Insomma, o uno avverte il senso e il "valore" dell'essere cristiano o non lo avverte, ma in nessun caso può oggi essere imposto per legge. In passato così è stato. Ma appunto bisogna metterci una pietra sopra. Se poi proprio si vuol parlare di radici, allora occorre ritrovare quelle romane e greche, più antiche, nobili e prezione di quelle cristiane... Torno a sentire Formigoni e gli altri che stanno parlando a Ballarò.

Il dibattito si è arenato sui vecchi schemi: il 75 per cento di astensione assimilato al 75 per di "no" è veramente assai stupido e stancante. Se volevano dire "no" perché non sono andati a dirlo? Quello che conta ed è certo è il 25 per cento di "si". L'altro è "ni". Ma non voglio ritornare su questi temi. In altra occasione insisterò ancora sulle "radici" irritanti. Quando si parla della diffusione del cristianesimo ci si deve ricordare dell'importannza che ha al suo interno in far proseliti. Non tutte le religioni hanno avuto questa carica espansiva. Anzi ve ne sono state molte il cui valore era strettamente legato al territorio ed altre avevano valore misterico. Era cioè proibito divulgare le verità raggiunto dopo lunga iniziazione. In una contesa con il "violento" e "aggressivo" le religioni che non prevedevano il proselitismo erano destinate a soccombere. La cariche proselitista caratterizza ancora oggi il cristianesimo e le religioni monoteiste. Ma tre monoteimi nelle sponde delle mediterraneo fanno di nuovo un politeismo, ma il peggior politeismo possibile, dove ogni monoteismo non esclude storicamente i mezzi che possono farlo prevalere. Quindi noi abbiamo perso molto con le radici cristiane che hanno sradicato le radici pagane, che assicuravano la tolleranza reciproca fatta di piena legittimazione dell'altro e non di semplice sopportazione e bene sommo la pace all'interno di uno stesso Stato, dove ognuno potevo venerare il suo dio.

La trasmissione di Ballarò viene ritrasmessa la mattina dopo da Radio radicale e posso risentire Formigoni ed il prete docente di Teologia morale alla Lateranense, mons. Cozzoli. Il solito ritornello per rispondere alle critiche: santi e peccatori, la Fallaci che era atea (e cretina)..., chiese e cattedrali e monasteri presenti in ogni città e paese. Bell'argomento che potrebbe essere ritorto come un esempio di spreco di risorse per l'inutilità sociale. Almeno le basiliche romane era uno spazio pubblico di cui potevano fruire tutti i cittadini. Tutte le risorse utilizzare per l'edificazione di chiese (a Roma ci sono più chiese che palazzi) getta luce sulla politica economica dell'epoca. Ancora oggi la chiesa drena per legge immense ricchezze estorte ai cittadini italiani, cattolici e non cattolici. Il direttore di Critica Liberale Enzo Marzo ha citato recenti statistiche, secondo cui la nostra società è ampiamente secolarizzata nel senso che vive fuori dai dettami vaticani, ma la lobby cattolica riesce per.... ecco Leone XIII autore della citazione liberticidà (negazione di libertà di coscienza, religione, stampa in quanto diritti umani... ed ha ragione in un certo senso).... Mah! Trovo stancante insistere su questi temi. Non sono un mangiapreti, tutt'altro. Non vorrei che qualche idiota in mala fede lo pensasse, come mi è successo per il post sull'Olocausto. Insisto soltanto sulla necessità della più rigorosa separazione fra Stato e Chiesa per salvare l'uno e l'altro. L'Italia soffre per un grave deficit di liberalismo e ne è causa la presenza storica del papato sul suolo italiano. Oggi molti si professano liberali ma sono in concreto tanto più illiberali quanto più si professano liberali. Non esistendo un copyright sul marchio liberale ognuno se ne può arrogare la paternità e la proprietà esclusiva. Eppure, non molto tempo fa, vi era chi anche pubblicamente considerava un termine offensivo l'essere tacciato di liberale.

Una chiosa per la ministra Turco, che sta parlando: la sua "acuta" dissertazione tradisce tutto l'imbarazzo di chi deve raccogliere consenso e quindi si barcamena un po' di qua e un po' di là. Se non erro, di recente, la ministra ha sporto querela per un banale errore giornalistico basato su un'omonimia per la quale la ministra Turca veniva erroneamente annoverata fra i promotori di un progetto di legge sull'eutanasia, sulla quale la ministra Turca pensa in un modo come ministra e in un altro come solo Turca.... Insomma, ha considerato altamente offensivo ed infamante l'errore ed ha annunciato querela. Mi pare che ciò non abbia niente di "cristiano". Ognuno di noi può commettere in assoluta buona fede degli errori. Non ottenere comprensione per un errore di cui si fa ammenda e che si è pronti a riconoscere come tale, è nel caso specifico una a mio avviso una carognata... pertanto con i Turchi di casa nostra è meglio non avere a che fare. Sono più pericolosi e intrattabili dei Turchi stranieri, noti come "mamma li turchi!". In pratica il ministro della salute dimostra di non comprendere l'importanza di un bene fondamentale come la libertà di pensiero e la sua libera manifestazione, assai prezioso per la salute mentale. Il timore di rischio ed errori puramente intellettuali può indurre ognuno all'autocensura e al nicodemismo privato. Il ministro della salute dovrebbe avere a cuore anche la salute mentale degli italiani, soggetti alle sue amorevoli cure.

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