giovedì, novembre 30, 2006

Il giornalista Santoro

– Sto guardano in progress la trasmissione televisiva che Michele Santoro dedica a Berlusconi, sperando di celebrarne le esequie politiche. Non posso esimermi dal dire che Michele Santoro non mi piace per nulla e non mi è mai piaciuto. Non capisco quanti pensano che difendendo Santoro si difenda il giornalismo e la libertà di informazione, che guarda caso sarebbe stata minacciata in questi anni da Berlusconi e non dal cattivo giornalismo di Michele Santoro, uomo di grande faziosità. Trovo volgare il modo in cui si mette alla berlina un malessere passeggero di un uomo chiamato Berlusconi. Una trasmissione senza né capo né coda tranne la sua intenzione faziosa. Michele sta facendo parlare Ferdinando Casini, ospite di rilievo, perché dica che la fase della casa delle libertà è finita. Certamente è finita per lui, che mi auguro di non ritrovarmi più come alleato. Non mi importa se questo significa perdere le elezioni per qualche punto percentuale. Per me la politica non si esaurisce nelle tornate elettorali, che non mi riguardono e toccano allo stesso modo in cui possono riguardare un candidato, anche se poi le cattive o buone leggi toccano la mia esistenza.

– Mi pare che uno degli scopi della trasmissione sia proprio quello di dare rilievo a Casini, accentuandone la sua contrapposizione a Berlusconi. Casini sembra tuttavia reagire in qualche momento all'uso strumentale che di lui si vuol fare. Una trasmissione quella di Santoro non destinata ad informare – come dovrebbe essere in un servizio pubblico –, ma essa stessa un atto partigiano di faziosità politica. Casini peraltro non rappresenta che pochi punti percentuali. Se con mezzucci vari è riuscito a raccattare un po' di voti, deve ringraziare proprio Berlusconi che gli ha dato spago e spazio. E' legittimo il dubbio se l'UDC riesca ad esistere senza succhiare il sangue all'elefante Berlusconi. Se esiste, deve tutto a Berlusconi, di cui ora cerca di intercettare i voti nella speranza di uno scompaginamento di Forza Italia, dove in effetti non sembra esservi una grande coesione ed omogeneità di linea politica. I miei modesti e limitati sforzi sono appunto volti a far crescere un fecondo e reale dibattito interno, da cui possa poi scaturire una posizione comune capace di aggregare altre forze.

– Ma ho capito finalmente la manovra di Santoro su Dell'Utri. Il giornalista Santoro e i giornalisti della sua truppa vogliono dare ad intendere che Marcello Dell'Utri sia un uomo legato alla mafia e che attraverso l'uomo Dell'Utri vi sarebbe un collegamento fra Berlusconi e la mafia. Ed attraverso queste supposizioni se ne dovrà dedurre l'illegitimità di quanti intendono fare politica all'interno di Forza Italia: saremmo tutti dei mafiosi perché si ipotizza che Dell'Utri sia un mafioso, cioè il poter o non poter fare politica in un'area diversa da quella del centrosinistra dipenderebbe dalle frequentazioni dell'uomo Dell'Utri con persone poco raccomandabili. La cosa ha per me dell'incredibile. Santoro con i suoi sospetti ci vuol mandare tutti a casa oppure portarci lui all'ovile giusto. O meglio ancora Santoro ci viene a dire che Marcello Dell'Utri ha la peste e che chi lo frequenta sarà pure contagiato. Quindi deve stare alla larga da lui per non essere considerato un appestato che ha contratto il contagio. E pensare che io gli stretto la mano nella sala dei Padri Trinitari! L'assurdità consiste nella riduzione della politica alle qualità private di uomini di questo o l'altro raggruppamento politico. La politica è però nella sua essenza tutta e soltanto pubblicità, non rapporto privato fra Tizio, Caio e Sempronio. Se la politica fosse una qualità morale e personale di questo o quel personaggio, dipenderemmo tutti dai giudici che hanno il potere di dare patenti di rispettabilità a questo o a quest'altro individuo. E dopo il giudice interverrà il prete di campagna fino al papa in san Pietro. E poi magari l'insegnante. E così chissà chi altri ancora. Ma chi controllerà e giudicherà poi il giudice? Siamo proprio certo che i giudici siano attrezzati per natura ad esser il fior fiore dei galantuomini? E come possiamo noi saperlo? Per questa via si riduce la politica ad un fatto privatistico, o meglio si distrugge la politica, se non è già stata distrutta da gran tempo. Merito storico di Berlusconi è di aver offerto una ciambella per poter continuare a fare politica in un'epoca in cui con Mani Pulite era stato in effetti sferrato un colpo di stato destinato a portare al potere quella sinistra comunista, di osservanza sovietica, che in fatto di finanziamenti illeciti non era neppure essa immacolata. Lo disse con cognizione di causa e piena conoscenza dei fatti un uomo che si chiamava Bettino Craxi, che da ex Capo di Stato ebbe tanta fiducia nella giustizia italiana da preferire la via della fuga e dell'esilio. Come iscritto a Forza Italia riconosco la necessità della leaderschip di Berlusconi, come ancora storicamente necessaria, ma essendo uomo libero ritengo di poter criticare in merito a tanti temi (guerra in Iraq, alleanze, liberalizzazioni, ecc.) anche il grande Silvio. Ancora nessuno si è preso la briga di cacciarmi da Forza Italia per la mia libertà di pensiero.

- Di Andreotti si era detto pure che fosse un mafioso. Il processo è durato un secolo. Nessuno è in grado di seguire giorno per giorno la cronaca giudiziaria che lo ha riguardato, ma poi il tutto è finito con la sua piena assoluzione, o meglio un'assoluzione non ancora ritenuta tale – se ho ben inteso – da un certo Travaglio, che sempre più di frequente si vede nei salotti televisivi. Nel corso della trasmissione la stessa domanda tranello su Dell'Utri è stata fatta a Fini, che ha giustamente dato del fazioso al giornalista che gli tendeva il tranello. (Per inciso, ho apprezzato un'uscita di Fini in cui diceva che deve essere abolito l'ordine dei giornalisti). La cronaca politica si trasforma sempre più in una cronaca giudiziaria astrusa ai più. Mi è capitato per la prima e unica volta di aver conosciuto Marcello Dell'Utri. Potrà essermi più o meno simpatico per il suo modo di fare, per le cose che dice, ma non è mio obbligo, diritto o potere l'indagare su ogni momento della sua esistenza. Per me ogni cittadino che mi capita di incontrare e cammina liberalmente per le strade è un galantuomo. Se non lo fosse, ed ha commesso particolare crimini, non dovrebbe poter liberamente circolare. Vorrei potermi interessare di politica e non dei supposti peccati altrui, come pretende Santoro che io faccia. Se ne ha commessi, deve vedersela con la sua coscienza. A me dà già abbastanza da fare la mia. Chiudo qui perché la trasmissione mi pare fessa e piuttosto inconcludente, o meglio si capisce fin dall'inizio l'ostilità preconcetta del cosiddetto giornalista Michele Santoro, verso il quale voglio astenermi dall'esprimere in pieno la mia cattiva opinione. Tra l'altro, non vedo perché un Michele debba ritenersi migliore del Marcello che tenta di mettere alla gogna. Insomma, questa puntata di "Anno Zero" è stata una cattiva trasmissione, peggiore di altre della stessa serie, un cattivo giornalismo, da cui non si ricava nulla di buono e di utile.

- Una nota sulla faziosità Santoro-Deaglio. In qualche inciso della trasmissione Michele Santoro ha furfugliato sul recente clamore di un giorno suscitato dal libro inchiesta di Deaglio su un'assurda vicenda di brogli elettorali sì, ma che sarebbero stati orditi dallo stesso Berlusconi per altrettanto assurdi calcoli. In pratica, come se denunciassi un furto ai miei danni essendo io inceve l'autore del furto. Una specie di simulazione di reato. Giunse il giorno dopo lo scoop la notizia di un'indagine della magistrativa verso gli autori di un simile scoop con l'ipotesi di reato di una turbativa dell'ordine pubblico. Il buon Santoro come riporta e commenta la notizia: E allora perché non avete fatto la stessa indagine contro Berlusconi, quando è lui (= il diretto danneggiato) a dire che ci sono stati brogli?! Questo è il giornalismo di Michele Santoro. Già deputato parlamentare europeo e ora ritornato giornalista della tv di stato.

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2 commenti:

Anonimo ha detto...

Anche io ho visto la puntata ieri...soprattutto perchè volevo vedere il servizio riguardo al Convegno di Montecatini,dove io ero presente.... L'inviato proponeva con la stessa litania la frase "ma lo sa che Dell'Utri...". Poi in trasmissione dicono "beh si,ancora non è l'ultima fase di giudizio"... E allora su cosa era costruito il servizio ? Sulla condanna definitiva del "Presidente della Cassazione Marco Travaglio"???Che poi ha "condannato" per mafia anche Berlusconi? Ovviamente Santoro si barrica dietro "nella mia trasmissione non sono ammesse telefonate"....però l'assenza del contraddittorio è permessa.... mah..strano sto giornalismo...ma è un problema annoso dei programmi Santoriani...

cloroalclero ha detto...

la prego, non discutiamo su dell'utri, chè il suo discorso potrebbe essere, in parte, condivisibile, ma andreotti no, professore, sù, Andreotti è indifendibile. Le condanne per mafia sono prescritte. Se vuole le posto la documentazione...
saluti.