venerdì, giugno 08, 2007

Lettera al sedicente Comitato accademico antiboicottaggio

Testo in elaborazione:
Versione 1.1

Al Cosiddetto Comitato Accademico,
con primi firmatari Amos Luzzatto e David Megnagi,

In Italia nell’anno dell’era volgare 2007 esistono gli ebrei. Il terrorismo ideologico è arrivato ad un punto tale che si rischia la grave accusa di antisemitismo se si chiama ebreo un ebreo. Almeno così il sospetto nella precisazione che Brunello Mantelli ha mandato al dr. Scotuzzi, direttore di una testata telematica, rimproverato per aver pubblicato il contromanifesto mandato dal prof. Claudio Moffa, dove si qualificava come “lobby ebraica” l’iniziativa promossa dallo stesso mantelli e volta a non far svolgere in Teramo una legittima attività culturale a cura dello stesso prof. Moffa. Dalla ricerca internet dei nominativi tanto trionfalisticamente sbandierati dal prof. Brunelli non vi è dubbio che l’iniziativa ha un’anima ebraica, suffragata dai gravi fatti squadristici di Teramo, dalle dichiarazioni di Pacifici, dai numerosi interventi di Informazione Corretta. Non vi dubbio sulla matrice dell’iniziativa. Se poi gli ebrei non vogliono essere chiamati ebrei, facciano sapere come desiderano essere chiamati e saranno soddisfatti. Per me la cosa è del tutto indifferente e che io sappia non sono mai stato animato da sentimenti antisemiti, che qualcuno ha evidentemente interesse ad attribuirmi mio malgrado.

Ciò premesso, mi sembra chiaro cosa in realtà si voglia nascondere. Si vuol far passare l’iniziativa di una parte o di uno strato sociale (le comunità ebraiche d’Italia) come iniziativa addirittura dei “cittadini dell’Unione Europea”, ossia TUTTI i cittadini dell’UE, me compreso mio malgrado e recalcitrante. Non è assolutamente così. La stragrande maggioranza dei docenti inglesi, rappresentata da associazioni legalmente costituite ed aventi titolo a rappresentare i loro iscritti ed essendo altresì largamente rappresentative, ha espresso motivate posizioni antisraeliane distinguendo nettamente l’essere antisemiti dall’essere antisraeliani. Nelle motivazioni che ho potuto leggere si dice che si considera tutta la classe accademica israeliana correspondansabile con l’occupazione dei territori palestinesi e con la politica governativa. Si tratta di una legittima opzione politica di un ceto universitario così importante come quello inglese, la cui iniziativa potrà piacere o meno, ma che rientra nell’autonomia decisionale dei docenti inglese.

Vengo al punto di questa mia rimostranza. I docenti (accademici) Luzzatto ed altri possono ben sì firmare tutti gli appelli che meglio credono ed assumendose per intero la responsabilità, ma non possono dire in nessun modo di rappresentare tutta la docenza italiana, incardinata nelle tabelle stipendiali del MIUR e quindi compreso il sottoscritto, che invece si dissocia nettamente dall’iniziativa del prof. Luzzatto ed esprime piena solidarietà ai colleghi inglesi, sperando che i docenti italiani nei loro organismi rappresentativi siano capaci di analoghe iniziative a difesa dei popoli oppressi e della pace nel modno.

Colgo occasione per denunciare come da identica matrice politico-ideologica sia stata inferto un grave colpo all’autonomia dell’università di Teramo ed a tutti quei docenti e cittadini, dei quali è stato conculcato l’elementare diritto di ascoltare chi aveva animo di parlare. Non il merito è ciò che conta, ma la facoltà stessa di poter aprire bocca per gli uni e la speculare facoltà degli altri di poter parlare. A mio modo di vedere, ciò è gravissimo e non può essere in nessun modo giustificato. Se quanto è successo in Teramo è ascrivibile all’ebraismo italiano o al filoisraelianismo, o quali ne siano gli autori, è cosa fermamente condannabile e tale da creare una separazione fra categorie di cittadini che evidentemente non condividono eguali valori costituzionali.

Pertanto, diffido i promotori dell’ennesimo proclama filoisraeliano dal voler in qualsiasi modo includere il mio nome nella loro iniziativa e mi dissocio dall’impianto ideologico del loro testo, specialmente quando si parla di debito dell’Europa verso Israele. Lo stato d’Israele nasce infatti in una dinamica storica che nulla ha a che fare con la tragedia infinita che ha travagliato l’Europa dal 1914 al 1945 e dove lo sterminio di ebrei, zingari, oppositori politici e altri è soltanto parte secondaria di un’immane tragedia per la quale le generazioni che ne furono coinvolte hanno già sofferto abbastanza. La loro sofferenza merita un rispetto non inferiore a quello che gli ebrei vittime superstiti reclamano legittimamente per sé. Ma il rispetto per sofferenze, per fortuna sempre più lontane nel tempo, non deve fungere da pretesto per un riconoscimento di diritti maggiori a quelli di cui godono i restanti cittadini.

Grande ambiguità e fattore di disordine è l’esistenza di comunità che ostentano una doppia nazionalità, una doppia cittadinanza, una doppia fedeltà. Quanti vivono in Italia e sono cittadini italiani sono vincolati da una sola fedeltà: la fedeltà alla repubblica italiana. Non sono ammissibili attività di lobbing volte a determinare una politica estera che può comporatre, se non ostacolata, un sempre maggiore coinvolgimento in guerra in paesi flagellati da oltre messo secoli di conflitti inestricabili.

(segue: prima bozza ancora tutta da rivedere)

* * *

In seguito ad un evidente tentativo di introdurre anche in Italia leggi liberticide che in pratica annullano la libertà di pensiero si è costituito dopo i gravi fatti di Teramo un apposito Comitato per la libertà di pensiero, di cui con il nome “Civium Libertas” è stato costituito un gruppo di discussione. L’adesione al Gruppo di discussione coincide con l’adesione al Comitato, formalmente costituitosi in Teramo il 16 giugno 2007. Si può qui ascoltare l’Audio del convegno durato circa 4 ore.





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