venerdì, giugno 01, 2007

Anno Zero ed il filmato conteso: crimini vaticani contro l’informazione

Versione 1.1

Ho visto la trasmissione di Santoro dedicata al filmato, che fino all’ultimo si è tentato di impedire. Quattro i personaggi che avrebbero dovuto dibattere: Fisichella il guardiano, don Noto il santo, Odifreddi il dissacratore e l’autore del filmato maledetto, Colm O’ Gorman. La trasmissione è parsa la quanto ingessata, ma per tutti e più di tutti ha parlato il filmato che si è potuto vedere anche doppiato ed ora non più sottotitolato. Vi è da sperare che possa circolare la versione doppiata. Cadono tutte le accuse di triplice falsità sul filmato stesso, che ha avuto in Inghilterra numerose denunce senza conseguenze. Da Repubblica è stata equivocata l’affermazione di Santoro sui casi singoli. Casi singoli non significa casi sporadici e limitati. Tutt’altro Santoro ha detto una cosa ovvia: nessuno può pensare che la chiesa cattolica sia l’organizzazione della pedofilia allo stesso modo di un Eros Zenter, di un bordello istituzionalizzato. Ma dal filmato è emersa chiaramente una responsabilità non già della Chiesa entità teologica (tutta la comunità dei fedeli assistita dallo Spirito Santo), ma certamente della Chiesa istituzione (quelle centinaia o qualche migliaio di persone che comandano). Insomma, il dibattito o contraddittorio non è stato granche, ma il filmato ha fatto la parte centrale ed è di per sé eloquente. Non è quella spazzatura che dai più si pretendeva ed ancora così ritiene Alberto Giannino di IMG, che non vuol capire nulla. Si è fatto giustizia da solo ed è risaltato il suo momento più alto: le lacrime della donna brasiliana che nessuno può accusare di falsità, nemmeno don Fisichella. Gli spettatori sono stati quasi cinque milioni, addirittura un record, superando gli ascolti della settimana precedente, come a dire almeno cinque volte il Family Day, che è stato citato da uno delle ACLI e di Avvenire come riferimento polemico della trasmissione. Ma questa circostanza puramente fattuale in realtà non interessa nessuno e neppure dice niente: nulla toglie e nulla aggiunge. Ai bambini vittime dei preti pedofili solo tardivamente e malamente la Chiesa Istituzione, da non confondere con la Chiesa Comunità, ha mostrato di occuparsi, come appassionatamente Colm O’ Gorman ha rinfacciato a padre Fisichella, che ha dovuto ammetterlo.

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

1. Per istruirsi un poco: cosa è il “crimen sollicitationis. La normativa pontificia fu redatta nel 1962 dal card. Alfredo Ottaviani, non da Joseph Ratzinger, all’epoca ancora in carriera. È questa la principale accusa di falsità al filmato, ma il suo curatore non ha affermato che nel 1962 Ratzinger avvesse redatto il testo della “crimen sollicitationis”. Nella trasmissione di ieri sera Michele Santoro ha rimproverato più volte Giuliano Ferrara per aver divulgato questa bugia, volta a screditare il filmato, che è invece pienamente attendibile.

2. I denti di D’Onofrio. C’era da aspettarselo. Dopo aver tentato di bloccare in tutti i modi la messa in onda del filmato, adesso la stessa lotta si svolge sull’interpretazione del filmato stesso e sulla valentia dei consulenti di parte mandati in trasmissione. Come a dire: è un cavallo? No un asino, un mulo, una gallina e simili. E poi: visto quanto è stato bravo Fisichella? Glieli ha cantate a Santoro! Ognuno giudica a modo suo quello che tutti abbiamo visto. Un buon risultato è l’aver potuto vedere il filmato e non poca cosa aver potuto sentire il suo autore che lui sì a Fisichella glieli ha cantate. Fisichella non ha potuto fare altro che giocare in difesa. E secondo me ne è uscita male e poteva forse anche uscirne peggio se avesse trovato un valido contraddittore. Non è stato tale Piergiorgio Odifreddi, invitato per il suo libro, ma che ha reso nella trasmissione direi assai poco. Forse è stato meglio il fatto che la parte centrale della trasmissione è stato il filmato stesso con l’appendice di un intervento diretto del suo autore, la chiosa che Panorama è una rubrica autorevole della BBC, non qualcosa di screditato come vorrebbe Giuliano Ferrara, che è stato pure tacciato di mendace per aver diffamato il video. Di altro la trasmissione non conteneva. Se non vi fossero stati i fucili puntati, il dibattito avrebbe potuto essere altro. Ma se dibattito non vi è stato in televisione, questo può continuare altrove. Ormai quel filmato è entrato ufficialmente nella cultura politica italiana. Quanto allo scandalo di cui parla D’Onofrio, il vero scandalo incomincia dall’UDC e da quanti vivono politicamente sull’elettorato cattolico. I denti che scandalizzano sono quelli dei politici italiano che divorano le risorse di questo paese disgraziato e cattolico. In linea con questa interpretazione di regime è l’articolo del tgcom, ma per fortuna il filmato l’ho potuto vedere anch’io e la valutazione che ne ricavo è diversa da quello che vorrebbe l’articolista. Ognuno vede quel che vuol vedere. Siamo tutti relativisti, malgrado il papa ce l’abbia proprio con il relativismo.

3. Al Tempo sono impazziti. L’articolo, siglato Mar. Coll., del Tempo inizia con una bella perla: il filmato della BBC sarebbe un “vecchia video” del tutto “datato” risalente al... 1962! Non è un refuso perché il granchio si ripete due volte, la prima addirittura nel titolo. Chiaramente si è male orecchiata la data del Crimes sollicitationis, che è appunto del 1962 e che nel filmato non è attribuita a Ratzinger, secondo quanto a precisato Santoro. Fa bella figura la nota Isabella Bertolina, sanfedista veronese che va molto fiera di aver accompagnato un pulman di Forza Italia al Family Day, dove Berlusconi si è deciso in ultimo a venire per aver visto alcune vignette di Vauro sul Manifesto, ma in realtà timoroso che Casini non avesse a rubargli la piazza ed un potenziale elettorato. Nella foto qui accanto si vede padre Fortune, che stuprava la sua vittima prima e dopo la sua messa domenicale. Lo stesso padre Fortune che più sotto viene fotograto con papa Giovanni Paolo II, che naturalmente si trova nell’esercizio delle sue competenze accanto ad un peccatore, finito poi suicida, come si dice nel filmato, a meno che Colm O’ Gorman non si sia inventato anche un suicidio del suo stupratore, accanendosi poi con il vescovo Comiskey, che aveva coperto lo aveva coperto. Gorman aveva 14 anni quando fu stuprato da padre Fortune. Il vescovo, tallonato da Gorman, si decise infine a dare le dimissioni da vescovo. Nella foto di seguito in bella trilogia: papa, prete, vescovo! Gorman, divenuto giornalista della BBC, indubbiamente era motivato nel fare un’inchiesta che lo riguardava direttamente, ma questo non significa che dica necessariamente il falso. Anzi, al contrario, ha tutto l’interesse a che il suo servizio sia inappuntabile e vi è da sperare che ne faccia degli altri tali da non lasciar fiatare i suoi interessati critici.

4. Giannino non ha capito proprio un tubo!. Passato in Rai il filmato si tratta ora di far passare per bianco ciò che è nero e viceversa. Io non avrei scommesso che Santoro la spuntasse. La resistenza vaticano c’è stata ed è stata pure forte. Solo dopo il Vaticano ha fatto buon viso a cattiva sorte, per ora.Alberto Giannino insiste con l’idea del video spazzatura. Io che mi ritengo al di sopra di ogni sospetto per simpatia santoriana devo qui di dire che autentica spazzatura è l’articolo di Alberto Giannino, niente che meriti né la stime degli amici né il rispetto da parte dei nemici. In quanto all’immagine della Chiesa demolita da Santoro devo ribattere che per fortuna Santoro non ha di questi poteri. Se l’immagine della Chiesa cattolica ne è uscita demolita – come sembra credere Giannino –, allora è la stessa Chiesa cattolica ad essersi autodemolita non tanto per ciò che i 5 preti del filmato (ma non tutti i preti incriminati che sono molto di più, caro Giannino, non ciurlare cattolicamente! Se vuoi informarti vai qui) hanno fatto, ma per le coperture che la Gerarchia ha dato. A quale scopo? Ma è ovvio! Per proteggere se stessa in quanto struttura di potere. L’immagine della Chiesa Comunità è data dalla nonna brasiliana, che grazie alla chiesa istituzione ha rivelato di aver perso quel collante che si chiama “fede” e che io non esito a chiamare “superstizione”, ma che rispetto finché in essa riconosco una forma della religiosità. Quanto alle “giuste lamentele di Casini, Fini e Landolfi” confido nelle loro lamentele per abbassare la soglia della superstizione. Le case degli italiani: questo è il punto. In casa mia non ne posso più di vedermi servito dalla mattina alla sera papa Ratzinger e ciò che del cattolicesimo vogliono farmi vedere i Casini d’Italia. La carità di cui parla Giannino ha un difetto abbastanza frequentemente rilevato: è “pelosa”. Dice un proverbio: nulla per nulla. Ti curo una malattia, ti faccio indossare qualche straccio avanzato in Occidente, e ti faccio adorare la mia Croce, da cui non ti libererai mai più. L’immagine è forse pesante, ma ben esprime la storia del proselitismo cattolico e della cosiddetta evangelizzazione. E qui mi fermo per adesso.

5. Netta prevalenza di critiche e successo di ascolti. Le critiche si ripetono monotone, ma sono critiche scontate perché provengono dagli stessi settori che avevano fatto di tutto per impedire la messa in onda della trasmissione. È inutile raccoglierne altre di simili. Perderei solo il mio tempo. Vi è intanto da chiedersi perché mai i 4.800.000 telespettatori hanno seguito la trasmissione e cosa ne hanno pensato. Non possiamo saperlo da un Cesa, da un Landolfi, da un Calderoli. E neppure dagli organi di stampa per la maggior parte controllati da chi ha interesse ha imbavagliare ogni voce autenticamente critica in questa nostra società. Io credo che certamente almeno un milione di persone hanno avuto un’immagine della Chiesa cattolica in quanto istituzione certamente diversa da quella degli organizzatori e dei manifestanti del Family Day. E dunque i conti si pareggiano senza quelle spese insostenibili sul piano finanziario e sul piano organizzativo di quanti avrebbero voluto dire una voce contro in piazza san Giovanni. Questo lo sanno i nostri sanfedisti e cercano di gettare acqua. Naturalmente, nessuno è così sciocco da fare di ogni erba un fascio. Lo ha detto lo stesso Santoro all’inizio della trasmissione ma con malafede gli articolisti finora citati hanno capito fischi per fiaschi. La società va compresa nei suoi movimenti sotterranei. Ormai questa classe politica non rappresenta altri che se stessa.

6. Un resoconto obiettivo. Ne riporto alcuni stralci: «Monsignor Fisichella è un abilissimo comunicatore, non alza mai la voce, non si spazientisce e non l’ha fatto nemmeno quando O’Goirman ribatteva alle sue accuse di mancanza di contraddittorio nel documentario, dicendo all’alto prelato che erano stati contattati gli uffici stampa del Vaticano per intervenire nel documentario e anche la Chiesa cattolica inglese, ma senza risposte». Ed ancora: «Un dibattito pacato, si diceva, e che abitualmente si definirebbe “civile” con una viva condanna da parte di Monsignor Fisichella: “Questi quattro delinquenti non avrebbero mai dovuto fare i preti”. Ma la discussione non ha probabilmente chiarito alcuni punti posti in evidenza dalla Bbc con il servizio che Monsignor Fisichella ha commentato con: “Non è il servizio giornalistico che mi sarei aspettato”. “Dire che il Vaticano e Ratzinger non abbiano fatto nulla è un clamoroso falso” - ha poi dichiarato Fisichella, citando il Tribunale Supremo istituito nel 2001. Il giornalista irlandese della Bbc (a sua volta, a quanto pare, vittima di molestie da bambino) ha ribattuto prontamente, sostenendo che il Tribunale era stato istituito solo dopo lo scandalo di Boston e dopo che tutto era stato messo a conoscenza dell’opinione pubblica, malgrado la volontà della Chiesa di mantenere uno stretto segreto. Scioccanti le testimonianze in studio di una donna abusata per 15 anni (da 10 a 25) da un prelato in Toscana. Marginali gli interventi di don di Noto e di Odifreddi, dal momento che i momenti cruciali del dibattito sono stati tra monsignor Fisichella e O’Gorman e tra Fisichella e Santoro». Dei segreti di Fatima con ospite Andreotti al salotto di Vespa, trasmesso pare per esorcizzare Santoro, io proprio non ne ho voluto sapere, allo stesso modo in cui non ho mai avuto il minimo interesse per quei segreti. Questa è la Chiesa cattolica di Monsignor Fisichella!

7. “colpevole inerzia” e “subalternità” dei giornalisti italiani: il dito sulla piaga. Sono parole di Michele Santoro, che dice sacrosante verità che possono esser detto solo in un momento di eccezionalità. I commenti seguita alla trasmissione mostrano a pieno il servilismo ingessato del giornalismo italiano. Va notato il ruolo della Sir: vedi sopra in “Copercom”. Si è dato via ad una doppia strategia mediatica: intervenire con monsignore Fisichella perché era meglio farlo anziché non farlo, ma al tempo stesso delegittimare il contenuto documentario-informativo del documentario, dove fatto rilevante ma non abbastanza rilevato era presente il suo autore Gorman, egli stesso stuprato in gioventù. Lo stesso Santoro non era il Santoro di sempre. È già tanto per lui essere riuscito a spuntarla con la messa in onda della trasmissione, dopo non si è dimostrato quello di sempre, pronto a sbranare i suoi ospiti. Un Santoro che si è autocensurato, ma ripeto la cosa più importante è stato il filmato stesso, che mi auguro di poter veder circolare in internet nel doppiaggio italiano. L’ambiguità su cui si attarda la critica alla trasmissione è monocordo: “Ma la Chiesa è un’altra cosa!” e poi andiamo a Santa Madre Teresa di Calcutta, coadiuvata in Italia da Santa Madre Mastella. Un filisteismo, un sepolcreto imbiancato, che si ostina a non voler vedere e riconoscere il problema centrato dal filmato. Peggio per loro! Un estratto dalla parte finale dell’articolo: Alla fine è Sandro Curzi a esprimere soddisfazione per la sconfitta della censura preventiva, un tema che è stato centrale in tutte queste giornate. Tema che Santoro affronta con una lettera aperta al segretario della Federazione Nazionale della Stampa, Paolo Serventi Longhi. Santoro con parole dure stigmatizza «la colpevole inerzia dei giornalisti italiani di fronte alla censura» e la «loro subalternità nei confronti del sistema politico». E Serventi Longhi replica con un appello: «Michele aiutaci a bucare il blackout scientificamente deciso da molti giornali e dalle televisioni nazionali private e forse i cittadini potranno conoscere il senso di tante battaglie civili e sindacali della Fnsi

8. La Chiesa ne esce se non con le ossa rotte, almeno indolenzite. Finalmente, incomincia ad apparire qualche commento indipendente, come questo di Aprileonline, dove si smaschera l’ipocrita argomento secondo cui il filmato non sarebbe fresco, ma stantio di sette mesi, ma non del 1962, come vorrebbe il Tempo (v. sopra n. 3). In realtà, la Chiesa da sempre è stata contraria alla messa in onda e si è dovuto vincere un lungo tiro alla fune per arrivare alla serata di ieri sera. Malgrado il trionfalismo dei toni, si finisce con l’ammettere che l’immagine si è appannata. Risalta in particolare l’atteggiamento servile della gran parte dei politici italiani. È una spia della mancanza di laicità delle istituzioni italiane. Altro che laicismo! Più che delle vittime stuprate ci si preoccupa della figura di papa Ratzinger e dell’omertosa della gerarchia ecclesiastica, giustamente assimilata nel filmato all’omertà mafiosa. Tra i politici che a lor volta non danno una buona immagine di sé: Sandro Bondi, Lorenza Cesa, Francesco Storace, Roberto Calderoli che al solito si distinue per la sua volgarità. Trattasi per lo più di «accuse senza neanche un minimo di riflessione critica coerente e oggettiva». L’articolo di Aprileonline così conclude: «Probabilmente, la causa di tanto livore nei confronti del giornalista e del suo programma deriva anche dal fatto che la trasmissione ha registrato un vero e proprio record di ascolti, con oltre quattro milioni e mezzo di spettatori, equivalenti al 21,01% di share. Ma oltre a questo, i Patti Lateranensi del 1929, che sancirono la legittimità territoriale, politica ed economica dello Stato Vaticano rispetto a quello italiano, non a caso furono sanciti da un certo Benito Mussolini, che secondo alcuni storici non molto tempo dopo in un certo senso se ne pentì pure. Purtroppo, come ancora oggi possiamo ben vedere, il danno però ormai era stato fatto. E i figli-figliocci-nipotini del duce che fu, non perdono un minuto per rinfocolare la vecchia tradizione Dio-Patria-Famiglia: anche se a rimetterci fisicamente e psicologicamente sono dei giovanissimi innocenti. Amen».

9. Le analisi si fanno più attente. Il sito è quello dei gay, che proprio in questi temi peculiari alla loro sensibilità possono essere più acuti di altri. Riporto quasi integralmente l’articolo di Flavio Mazzini: «Andreotti era più legato alla Madonna di Lourdes che a quella di Fatima, adesso lo sappiamo. Grazie a Raiuno che, attraverso il suo giornalista più illustre e più incline alla commozione quando riceve telefonate dai papi, ha opportunamente addolcito le polemiche sul filmato della BBC con un'altra immagine della Casa di Dio: madonnari al lavoro in diretta (come antidoto a Vauro), giornalisti vaticanisti, eminenze varie e l’immancabile supertestimone della nostra storia repubblicana. Così il primo canale della Tv di Stato ha offerto un’alternativa alle indagini di Annozero sulla pedofilia nella Chiesa, ricordando suor Lucia e l'ormai celebre terza profezia, probabilmente riferita all'attentato del 1981 a Wojtyla e rivelata al mondo nel 2000. Senza fretta. (… ) a parte una vignetta insuperabile su Rutelli (in calzoncini corti e berrettino per attirare l'attenzione di qualche ambiguo prelato), la lettera di Travaglio idealmente indirizzata a Indro Montanelli, la convinzione di un giovane cattolico che la Verità non potrà mai far danni alla Chiesa, le pretese dell'ateo Odifreddi che i reati che non riguardino la religione siano giudicati da tribunali comuni, la denuncia di un ragazzo violentato che attende da tre mesi di essere ricevuto dal vescovo di Palermo. Ad ammutolire, semmai, sono stati i racconti di chi per anni è stata circuita e palpeggiata da un prete in Toscana, una (all’epoca) ragazzina costretta a rapporti orali completi perché, le veniva detto, era come prendere l’Eucaristia. E poi l'insolita veste della Chiesa sul banco degli imputati e non sullo scranno del giudice, costretta pertanto a difendersi mescolando le carte nel miglior modo possibile. Male, come nel caso di un giornalista di Avvenire, che non ha saputo far altro che aggrapparsi a un passaggio (peraltro tagliato da Santoro) del documentario - in cui si poteva fraintendere che la paternità del documento del ’62 fosse dello stesso Ratzinger - deviando quindi da tutte le responsabilità attribuite all’attualmente santo Padre nel ventennio 1981-2001. Un po’ meglio con il più insigne monsignor Fisichella, spedito in prima linea e autore di una strenua resistenza. Senza poter pontificare, come d’abitudine, su ciò che è bene e ciò che è male, ma costretto a commentare i fatti, ha accusato la BBC della mancanza di un contraddittorio, sentendosi rispondere da O’Gorman degli innumerevoli tentativi fatti senza ricevere risposta alcuna. È stato poi abile a ricordare i meriti di molti preti buoni e ad attaccare i pochi cattivi: nella giusta misura, facendo sempre attenzione a non eccedere nel giustificazionismo. Non potendo permettersi i consueti anatemi contro gli oppositori, il sacerdote è ricorso all’antica virtù democristiana di confondere le acque. Purtroppo per lui, di fronte non aveva un pavido giornalista nostrano ma un irlandese, oltretutto violentato da bambino e proprio da un prete. Gli anglosassoni, sosteneva proprio Montanelli, non si lasciano incantare, ma ribattono punto per punto. Hanno il dono di saper comunicare, ricorrendo a singoli aneddoti per trattare una tematica, senza per questo pretendere di averla esaurita. Ma quando qualcuno si attacca ai cavilli se ne accorgono. E lo costringono a tornare sui fatti. L’importante non è che la Chiesa abbia vinto o perso, ma che il filmato, nonostante le pressioni (del centro Destra) fino all'ultimo, sia andato in onda. Pare sia costato 25mila euro per i diritti. Gianfranco Fini, politico che più di tutti pare ami sorprendere la gente, aveva giudicato l'acquisto del documentario da parte della Rai una spesa inutile a carico dei contribuenti. Molto più economici sicuramente sono stati i madonnari di Porta a Porta, cui, si sa, basta lanciare una moneta. E non meno emozionante di quelle storie torbide il momento in cui Vespa ha ricordato l'incontro tra Giovanni Paolo II e suor Lucia».

10. Ma dove sono le tanto deprecate falsità del filmato?. Riporto dall’articolo di Roberto Taddeucci: «Ma ha saputo il Magnifico Rettore della Pontificia Università Lateranense dare risposte esaurienti ai tanti angosciosi interrogativi (“falsità” e “deformazioni” per l’Avvenire) sollevati dal documentario? A noi sembra proprio di no. Fisichella ha puntato soprattutto a ribadire che il diritto canonico a cui fanno riferimento i documenti presi in esame nell’inchiesta non interferisce col codice penale dei singoli stati, tuttavia non ha saputo minimamente giustificare quello che poi, alla fine, è la vera grande questione sollevata da Colm O'Gorman: perché l’autorità ecclesiastica suprema (ovvero la Congregazione per la Dottrina della Fede guidata per oltre un ventennio da Joseph Ratzinger) non è intervenuta di fronte a casi di accuse di abusi sessuali provenienti da diverse parti del mondo (Irlanda, Stati Uniti, Brasile) e ha consentito che i sacerdoti accusati di tali crimini venissero semplicemente spostati, per anni e anni, da una parrocchia all’altra? Nessun chiarimento (anzi, questo aspetto del documentario è stato totalmente ignorato) neanche sui casi come quello di Joseph Henn, il prete americano rimasto intoccabile e al sicuro in Italia, lavorando per anni proprio a due passi dal Vaticano, fino a scomparire proprio mentre gli veniva recapitato un mandato di estradizione verso gli USA. Alla fine del can can mediatico il legittimo sospetto è che i vertici della Chiesa Cattolica quel (poco) che hanno fatto lo hanno foto solo a seguito dell’uscita degli scandali sui giornali e che ora, dispensando a piene mani bontà e perdono, siano già pronti alla piena assoluzione, soprattutto nei confronti delle proprie - peraltro neanche ammesse - responsabilità».

11. L‘armata dei bacchettoni. Sono passati alcuni mesi, ma i Bacchettoni sono sempre in servizio attivo. Mi sono stancato di seguirli nelle loro gesta. Ho altro da fare. Ho notato che progressivamente si tende ad alterare la verità nuda e cruda dei fatti. Si tenta di porre l’argomento dell’eccezione, di “quattro delinquenti” che non avrebbero mai dovuto diventare preti. Non è questo il problema. Si tratta del fatto che quei “quattro delinquenti” sono stati coperti e protetti da tutta quanta la struttura “Chiesa Cattolica”, che evidentemente ha suoi problemi di immagine, per i quali ritiene che si possa ben calpestare qualche miserabile bambino brasiliano. Certo, per fortuna, sappiamo bene che non ogni prete che incontriamo è un pedofilo. Ma appunto, non è questo il punto. Del resto, casa pensare dei casi acclarati nei quali uno di quei quattro delinquenti, colto in flagranza di reato, veniva semplicemente “spostato”, “trasferito”, in altra parrocchia, dove avrebbe continuato a fare le stesse cose di prima. Probabilmente, i comuni fedeli, i comuni cristiani sono dei “cretini” nel senso di Odifreddi, se proprio non capiscono ciò. Ma per fortuna non tutti sono cretini e non tutti sono cristiani, e per giunta cattolici. Vergognose le ricadute parlamentari della censura di un semplice videogioco, che in fondo non è scandaloso per ciò che mostra, ma per le verità che lascia intuire. Credo che in questo i politici di dipendenza vaticana non si siano sbagliati. Ma appunto a dover essere censurati e mandati via dal parlamento, a furor di popolo, dovrebbero essere questi politici, se la piovra cattolica ahimé non stringesse con i suoi tentacoli tutto il ceto politico italiano. Altri links selezionati della stessa notizia: il solito Volonté; elenco dei bacchettoni, che hanno firmato l’«interpellanza urgente»; sia fatta sua Volontè: efficace ed esauriente spiegazione dell’accaduto fatta dal sito censurato con apertura su sottolink, fra cui il resoconto della seduta, dove appare la qualità di chi ci governa; una spiegazione del gioco, ma di parte, dove ci si preoccupa di ciò che “correttamente” ognuno, soprattutto i piccoli che usano il gioco, deve e può pensare; altro resoconto, ma da La Stampa, più oggettivo e di teneore diverso dal precedente, evidentemente filovaticano o vaticanodipendente. Non ho nessuna voglia di analizzare il gioco. Non uso videogiochi di nessun genere. Mi sembrerebbe proprio di sprecare il mio tempo.

2 commenti:

massimo ha detto...

Totalmente d'accordo.
Massimo

vince ha detto...

Quale commento si puo` lasciare?il mondo cattolico ha scelto di non credere a null'altro che al santo padre.Voglio solo dire , che il Signor Santoro ha avuto coraggio a presentare questi crimini vaticani. Ma in Italia tutto e` finito li`. il vaticano e` intoccabile. Ma i cattolici di buona volonta`dovranno scegliere di credere, o non credere, e per conoscere di piu` sugli abbusi del clero cattolico basta andare sul sito"criminivaticani" "olocaustocanadese" Buona lettura, e che Dio vi aiuti ad uscire da questa falsa religione.Un giorno, la maschera della santita`papale sara` rimossa..allora si vedra`la vera immagine satanica della chiesa sulle sette colline. Questa e` una profezia Biblica nel libro dell'Apocalisse. V.B.