Ci siamo rasserenati davanti ai dubbi se valga la pena prestare attenzione alla Rassegna Stampa Sionista, Ne abbiamo desunto che sia utile farlo se diamo per assodato che si tratti di veline del Mossad o di diretta provenienza dal governo israeliano, che ha le sue quinte colonne fra di noi. Si tratta di saper de-costruire le notizie che danno; se dicono che è nero, vuol dire che è bianco; se dicono "pro-pal" vuol dire che essi sono "pro-gen", cioè pro genocidio, e cos' via: è il caso dell'odierno articolo di Libero a firma Enrico Paoli, non il famoso cantante. Questo canta pure, ma intona la propaganda di Israele e del sionismo. Rode loro ogni manifestazione che non sia di sostegno ad Israele, e per questo ne fanno tutta la più cattiva stampa che possono, ma per fortuna sempre meno gente legge la carta stampata, ed ancora di meno il quotidiano Libero, che di cero non si regge sulle vendite in edicola. Questi giornali vengono stampati e prodotti in perdita per fini che non sono di certo l'«informazione professionale». Ci servono però per quello che abbiamo detto: capire ed arguire ciò che i loro padroni comandano loro, cose che di certo non sono nè vere né a noi utili. Ma vediamo nello specifico della giornata.
Quanto alle leggi repressive sono quelle che hanno voluto per repremire ogni forma di dissenso. Ma qui non si tratta di rapine alle banche, di scippi per strada, di stupri su strada e così via. Ma si tratta di protesta politica in una situazione generale sempre più grave per 60 milioni di italiani. I giudici? Applicano la legge, quando va bene e non ci mettono del loro oltre la legge. Il Mossad - sappiamo - dispone unico servizio segreto al mondo di una rete di cosiddetti sayanim, annidati in ogni dove. E non possiamo escludere che ve ne siano anche parecchi dentro i gangli dello stato e nell'apparato istituziionale. Tocca studiare i casi uno ad uno. Il cantante Paolo è sensibile al tema e metodo della "violenza"? Volga lo sguardo al Medio Orinte, in particolare a gaza ed in ultimo in Libano: un milione di sfollati, ad opera del committente israeliano!
«La violenza come metodo»? Ma senti chi parla! Addirittura ieri, perfino il favolista della corona britannica, capranica, quello che a detto del compianto Giulietto Chiesa di politica non capisce nulla, ieri ha detto che quello in atto, di cui Libero riporta le veline, non è una guerra ma una successione di omicidi mirati. E costui mi palra di violenza come metodo! Violenza per cosa^ Per avert fatto cosa? Per aver osato di scendere in piazza ed aver osato manifestare per sostenere cose che sono il contrario di quelle che si trovano stampata su cartaccia come "Libero", che eccetto il nome di "libero" non ha proprio nulla: sono "servi" loro e vorrebbero che servi come loro lo fossero tutti.

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