venerdì, aprile 20, 2007

Family Day: una manifestazione di bigotti e farisei

Ricevo dall’on. Antonio Palmieri il seguente comunicato (contatto n. 13/2007), per il settore di propaganda di Forza Italia, gestito dallo stesso Palmieri:
(…) Ieri pomeriggio una delegazione di Forza Italia capeggiata da Sandro Bondi, Fabrizio Cicchitto ed Elio Vito ha incontrato i portavoce del Family Day del prossimo 12 maggio, Savino Pezzotta ed Eugenia Roccella. Pezzotta e Roccella hanno illustrato i contenuti della manifestazione "Più famiglia" nei suoi aspetti valoriali ed hanno sottolineato il profilo laicale della manifestazione. La laicità è stata dunque materia di un cordiale confronto fra le delegazioni. E' stato un incontro positivo, che ha mostrato la comune volontà di ridare centralità alla famiglia, rivedere le politiche sociali ed economiche che la riguardano e anche approfondire i diritti individuali delle coppie di fatto (…).
Non si capisce bene se nel luogo dell’incontro, la sede del partito in via dell’Umiltà, la Roccella e Pezzolla ci siano andati loro sponte per ottenere l’adesione del partito di FI, o se siano stati invitati dalla componente clericale di FI, i cui nomi di Quagliarello, Lupi sono certamente rappresentativi: la fede clericale degli altri forzisti non mi è ben nota, ma mi riservo di verificarla prossimamente su questi schermi. Quanto alla “cordialità” dell’incontro la mia immaginazione non mi suggerisce nulla. Se come tesserato, elettore e militante di FI avessero chiamato me, il confronto non sarebbe stato per nulla “cordiale”. Ma in Italia ci tocca subire questa politica. Non si capisce perché Pezzotta e Roccella siano andati nella sede di un partito. Se devono andare in piazza, che ci vadano! Non andrò a contestare e disturbare la loro manifestazione, ma in civile contrapposizione parteciperò ad una anti-manifestazione in un’altra piazza vicino al luogo dove fu arso Giordano Bruno. Più chiaro ed esplicito un altro resoconto con titolo Family Day: incontro Forza Italia Pezzotta che si trova in un sito ufficiale di Forza Italia, dove è esplicito il fondamento polemico della manifestazione, cioè l’opposizione ai DICO ed in pratica ad una qualsiasi legislazione sulle “coppie di fatto” che non abbia la preventiva approvazione del Vaticano. Si tratta per accordi di Stato di una sua materia riservata. Sa di poter contare su frange clericali-sanfediste ubicate in tutti i partiti, siano essi di maggioranza o di opposizione. Trascrivo di seguito il brano omesso da Palmieri. Non lascia dubbi sul tenore e lo scopo del “cordiale” confronto:
(…) La laicità è stata dunque materia di un cordiale confronto fra le delegazioni. Da parte dei portavoce di ’Più famiglia’ è stato sottolineato, sottolinea ancora il comunicato, che il 12 maggio piazza San Giovanni sarà ’la piazza degli italiani’. "E’ stato un incontro positivo. C’è una convergenza - ha spiegato al termine Savino Pezzotta - sull’impianto che è quello di ridare centralità alla famiglia. C’è, come per noi, un no ai Dico e c’è una volontà di continuare e approfondire un dialogo per vedere quali possono essere nel futuro anche le politiche sociali ed economiche per quanto riguarda in particolare la famiglia e anche i diritti individuali delle coppie di fatto.
Non prendiamo in giro gli italiani! La laicità è stata di fatto negata nell’Incontro. È ridicolo quanto liberticida ed illiberale la pretesa che «i diritti individuali delle coppie di fatto» siano materia nella libera disponibilità degli organizzatori del Family Day, che per loro stessa ammissione non rappresentano le “coppie di fatto” ma ad esse si oppongono fermamente scendendo in piazza non per la famiglia italiana, che non hanno titolo più di altri a rappresentare, ma contro una fascia ben determinata di cittadini che reclamano loro propri diritti, che se soddisfatti non ledono diritti di altri. Sarebbe come se l’ex-sindacalista Pezzotta pretendesse di rappresentare non i diritti dei lavoratori, ma quelli dei datori di lavoro: gli riderebbe in faccia! Gli italiani non saranno certamente tutti a piazza san Giovanni, dove sono stato convintamente il 2 dicembre dello scorso anno. Trattasi questa volta di manifestazione indubbiamente clericale. Come italiano ed elettore di Forza Italia, dove in una futura riorganizzazione democratica e liberale del partito ex art 49 cost. spero di poter combattere e contrastare le frange clericali, andrò a partecipare nello stesso giorno del Family Day alla manifestazione di piazza Navona, dove verrà ricordato il 12 maggio 1974. In piazza san Giovanni non vi saranno gli Italiani, ma i Risorti dello Stato della Chiesa. Ipocrita ed insincero ogni richiamo a quei cittadini che hanno una convivenza di fatto: nella loro malcelata pretesa di superiorità morale se potessero li manderebbero al rogo. Mi dispiace che Forza Italia nella comprensibile ricerca di voti e consensi, a destra e a manca, per le prossime competizioni elettorali si presti a così meschini baratti dei diritti di fasce sociali deboli di fronte alla prepotenza clericale ed alla ottusità bigotta e filistea.

Il penoso incontro della dirigenza di Forza Italia con gli organizzatori del Family Day dimostra lo smarrimento dei partiti politici italiani (di destra, di centro, di sinistra), incapaci di una propria filosofia della vita sociale e politica da offfire agli italiani. Per questo si dimostrano pedissequamente tributari di retrive e antistoriche concezioni clericali. Mentre si sbraita e ciancia di libertà e democrazia gli italiani sono invece oppressi da una sostanziale carenza di istituzioni in cui potersi esprimere. I Rappresentanti, giunti al potere nel modo che tutti sanno e tutti condannano, rappresentano solo se stessi ed i loro privilegi. Sono fedeli ai poteri forti da cui sanno di dipendere. Nutro la speranza che i numerosi militanti che all’interno di Forza Italia sono autentici e sinceri liberali sappiano riorganizzare le loro forze per contrastare la deriva clericale del partito, caduto in mano di un partito trasversale di neosanfedisti.

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

1. Uno strano movimento. Ignoravo del tutto l’esistenza di un movimento che per statuto «si richiama alla Storia ed ai Valori della civiltà greco-romana e giudaico-cristiana». Anche io mi richiamo ai valori della civiltà greco-romana, ma li considero incompatibili con quelli giudaico-cristiani. Il Comunicato del Consiglio Direttivo di adesione al Family Day non mi sembra richieda un mio particolare commento.
2. Pippo non ci va. Il popolare conduttore televisivo annuncia che non andrà alla manifestazione del Family Day non perché sia contrario alla famiglia. Nessuno è contrario alla famiglia. Si tratta però di una strumentalizzazione, il cui vero scopo è l’opposizione e il contrasto ai DICO, un problema serio che in altri paesi è stato adeguatamente affrontato.
3. I cattolici di San Marino testimoniano contro l’arroganza dei laici, anzi no dei laicisti, i veri laici sono loro. Mio commento: allucinante ciò che leggo. Lo stesso atteggiamento delle due signore alla trasmissione di Gad Lerner: con assoluta impudenza pretendeva di rappresentare un superiore ethos. Mah! La peggiore e migliore punizione che gli si può infliggere è il lasciarglielo credere.

4. Il giorno della riscossa: della Santa Fede dei Ruffo-Ratzinger o dei Laici del 12 maggio 1974?. I Pezzolla e Roccella vanno colorando di universalità il Family Day: non è contro nessuno, è per la famiglia, che non è certo minacciata da quanti vivono fuori del Santo Matrimonio e da nessun altro, ma siamo comprensivi anche con i minus habentes (leggi coppie di fatto e umanità inferiore), secondo un’antica tecnica gesuitica, ma intanto parla chiaro la data che è stata scelta dagli organizzatori clericali, cioè il 12 maggio, in cui ricorre l’anniversario del referendum che vide il trionfo inaspettato degli italiani che consideravano una conquista civile la possibilità di poter sciogliere un vincolo che per molti era diventato un cappio al collo e per ognun altro può sempre diventarlo. Esiste poi l’esplicito patto di via dell’Umiltà: no ai DICO. E dunque solo dei “cretini” (nel senso di Odifreddi) possono credere alle parola di Roccella e Pezzotta. I furbastri non vogliono mettere in allarme il vero mondo laico, ma l’intenzione ostile è evidente. Dopo l’esito referendario dove hanno vinto non loro, ma gli Astensionisti, cioè l’indifferenza ed il boicottaggio, gli strateghi del Vaticano pensano di poter sferrare un altro colpo alla Laicità vera di questo paese. Non poteva mancare una risposta dell’Armata Brancaleone della politica italiana: i Radicali veri, cioè quelli di Pannella, non quelli che ne stanno usurpando il nome e sono invece i comunisti del compromesso storico, quelli che avevano paura del referendum del 1974. Oggi esce sul Riformista un appello a pagamento per una contromanifestazione radicale, alla quale io andrò, pur mantenendo la mia tessera di FI. «…E il 12 e il 13 maggio, quando Roma verrà invasa da migliaia, magari milioni, di persone che manifesteranno per la famiglia, noi ci ritroveremo a piazza Navona per celebrare l'anniversario della vittoria sul divorzio, sull'aborto. L'idea è stata di Emma Bonino, che l'ha lanciata proprio lì a Fiuggi, al congresso Sdi. Sarà una giornata Radical-laico pryde…»

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