venerdì, aprile 13, 2007

Il fantasma del povero Leonardi

Conoscevo il maresciallo Leonardi, uomo della scorta di Aldo Moro, perché spesso mi si sedeva vicino quando da studente seguivo le lezioni del corso di diritto penale al corso tenuto dall’on. Aldo Moro. Nel corso di un anno avevamo avuto modo di socializzare. Il prof. Moro, pur ministro degli Esteri, non ha mai saltato una lezione ed il suo corso si è chiuso con una cena insieme con gli studenti del suo corso, al quale ebbi un bel 110 con lode. Dopo la Lezione che iniziava alle nove il prof. Moro si fermava nei corridoi a parlare con gli studenti fino a circa mezzogiorno. Chiunque lo avesse voluto, poteva avvicinarlo facilmente e parlare con lui. Quindi, per un malintenzionato, non sarebbe stato difficile un’aggressione. In queste circostanze mi sembra di aver sentito narrare di un pericolo o di una minaccia da lui sventata, forse c’era un po’ di vanteria, ma in ogni caso a noi il buon Leonardi non faceva pensare ad una sorta di Rambo cinematografico, ma ad un padre famiglia che faceva un mestiere che poteva essere pericoloso. Nessuno di noi studenti immaginava gli scenari che poi videro la morte prima della sua scorta e poi di Moro stesso.

Io devo ammettere senza aver nulla di cui vergognarmi di essere stato in quegli anni di idee sinistrorse. Non avevo simpatia per la democrazia cristiana e non seguii l’esempio di altri due studenti che si introdussero alla politica proprio attraverso Moro. Uno divenne perfino deputato. L’amico Tritto ebbe meno fortuna in politica, ma come docente universitario fu mio collega di stanza fino alla sua morte prematura. La morte tragica di Moro fu per me traumatica, perché mi costrinse a riflettere più intensamente sul problema della violenza politica, per approdare infine ad una convinta accettazione della teoria e pratica della non violenza, controbilanciata però da una teoria dei luoghi e dei modi della politica dove il dissenso vero, aspro, profondo possa trovare espressione dentro canali istituzionali. E proprio ieri in un incontro politico che narro a parte non ho avuto peli sulla lingua nel criticare alcuni politici di mestiere, che con la politica campano in barba a tanti cittadini che scontano sulla loro pelle la loro cattiva politica, fatta di compromessi, convenienze, opportunismi, corruzione.

Orbene, fatte queste necessarie premesse, vengo allo spunto odierno di riflessione offertomi dalla solita rassegna stampa di radio radicale che riferisce il dibattito di ieri alla camera sulle faccende afghane. Non ho potuto seguirlo in diretta perché facevo lezione all’università e dopo sono stato ad un convegno sulle liberalizzazioni dove ha partecipato Capezzone, Della Vedova, Morando e si aspettava anche Brunetta. Cosa apprendo per radio? Avevo già sentito da Andreotti ed ora anche da Pisano che se durante il sequestro Moro avessero liberato qualche terrorista i parenti delle vittime, cioè della scorta assassinata, si sarebbero bruciati in segno di protesta. Mi giunge nuova. Cosa ne penso?

Conoscendo il cinismo, la disonestà, la corruzione della classe politica italiana, non credo che ciò abbia trattenuto i politici dell’epoca. Credo che i veri motivi siano altri e che la vedova del povero Leonardi sia solo un pretesto ed uno schermo per altri reconditi, inconfessabili motivi. Due me ne vengono in mente. Il primo era che non si volesse dare nessun riconoscimento politico al terrorismo. Siamo noi i padroni della baracca della politica italiana e non vogliamo spartire nulla con gli outsider. Ripeto con fermezza ed assoluta chiarezza: condanno senza riserve la violenza terroristica di quegli anni. Ritengo tuttavia che il terrorismo non sia stato un evento sportivo, una moda tanto per passare il tempo. Credo che sia nato dalla profonda corruzione della politica di quegli anni e di quelli successivi fino al presente. Proprio ieri si parlava delle liberalizzazioni di cui un grande evento sarebbe l’abolizione dei costi di ricarica ed altri palliativi, subito rimpiazzati da altri aumenti di costi. Basterebbe abbattere i costi impropri della politica o il finanziamento “politico” alla Chiesa cattolica, non ente religioso ma ente politico a tutti gli effetti, per ottenere sgravi ben più consistenti per tutti i cittadini e senza ricarichi di costi in altre forme. Il terrorismo era nato e rinasce ogni volta a causa di questa cancrena della politica istituzionale.

Il secondo motivo del mancato riscatto di Moro credo che si possa trovare in rivalità interne ai partiti. Probabilmente non pochi avranno trovato occasione di liberarsi di un personaggio ingombrante. L’impressione che Cossiga mi dava in quegli anni era abbastanza squallida, chiamato in causa dai radicali per la morte di Giorgiana Masi. Scomparso Moro è andato sempre più crescendo ed oggi parla quasi quanto il papa, atteggiandosi a Solone. In tutto questo questo non credo che la minaccia dei parenti delle vittime di darsi fuoco abbia credibilità nelle vere motivazioni della condotta dei politici che gestirono l’affaire Moro. Oltretutto, niente avrebbe potuto restituire alla vita le persone che erano morte. La vendetta è una faccenda tutta privata, se proprio uno la vuol coltivare e far crescere dentro il proprio cuore. Contro un terremoto o i crescendo di crudeltà di una guerra o di una profonda crisi sociale non esistono vendette. Lasciamo in pace i morti e rispettiamo il dolore di quanti erano più vicini al cuore di quei morti. Non corrompiamo anche loro creando in parlamento il partito delle vedove e dei figli dei morti ammazzati. Il parlamento non è una facile e comoda prebenda a spese dei contribuenti, ma il luogo dove persone responsabili e competenti dovrebbero fare le leggi e le riforme di cui il paese a bisogno. Il terrorismo era nato contro l’idea del mangiacogna istituzionalizzato in parlamento, un luogo cioè dove chi ci arriva gode di vantaggi e privilegi impensabili ai più. E per giunta nella maggior parte dei casi senza far nulla o aver particolari doti di intelligenza o particolari competenze. Riposino in pace i morti e conservino la dovuta e appropriata compostezza i loro parenti.

1 commento:

Biby Cletus ha detto...

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Warm Regards

Biby Cletus - Blog