martedì, aprile 17, 2007

"Vili intimidazioni” contro il popolo italiano

Hanno in me suscitato ilarità le quattro scritte sui muri, dove è stato fatto segno di una moderna pasquinata il cardinale Bagnasco. Non ho visto in ciò né un deprecabile atto di violenza né una qualsiasi minaccia a persone o all’ordine pubblico, penalmente sanzionabile. Ed invece quella mente fine che appartiene a Marco Minniti, dal limpido cranio che ne mette meglio in risalto l’intelligenza, ci ha parlato addirittura di “eversione”, sia pure escludendone l’eventualità e rubricando l’accaduto a mero spirito “anticlericale”. Questo il mattinale odierno della televisione di regime. Dal canto mio, sconfortato, ho pensato a cosa si è ormai costretti a fare per esprimere in Italia il dissenso verso un’intollerabile ed “eversiva” (!) ingerenza della gerarchia ecclesiastica nella produzione delle leggi statali. Forse al massimo può parlarsi di un qualche deturpamento sanabile a beni monumentali, ma da qui a sguinzagliare pubblici ministeri e questurini, dando a ciò risalto sui media, ce ne corre. Del resto, con tutti i soldi che la Chiesa prende dallo Stato italiano non credo che rischi il dissesto finanziario, facendo ripulire le scritta. Tanta clamore per delle ragazzate e tanto silenzio e mistero sulla pedofilia ecclesiastica negli Usa! Si tace e si ignora invece la soffocante presenza quotidiana sui schermi televisivi del papa e della gerarchia: gli si può concedere una frequenza per un apposito canale televisivo, la Televisione Vaticana, alleggerendo in tal modo i programmi della RAI. Nessun Pubblico Ministero si preoccupa del pio lavaggio del cervello, al quale vengono quotidianamente sottoposti i telespettatori che sono obbligati a pagare il canone. Per giunta, dopo la visione beatifica del papa o del cardinale Bagnasco assistiamo ad un affollamento di politici che osannano spiegando le dichiarazioni appena fatte, quasi che gli italiani non fossero in grado di capirle da soli. Tra questi politici brilla Antonio Tajani, che in occasione del referendum sulla fecondazione assistita si era pubblicamente preoccupato della scarsa capacità degli italiani di comprendere i quesiti referendari. Dal viceministro Marco Minnitti sono stati dispiegati tutti i poteri dello stato, sottratti magari alla lotta contro mafia, ndrangheta, camorra, sacra corona unita, per sventare ogni possibile ipotesi di “eversione”. Infatti, ogni conato di dissenso dalle vedute di Bagnasco costituisce una “eversione” dal sistema costituzionale vigente, che trova il suo più sicuro baluardo nel mantenimento della religione di stato. “Vile”, a nostro avviso, non è l’intimidazione al cardinale Bagnasco ad opera degli autori della innocua e innocente pasquinata, unica forma rimasta agli italiani per esprimere il loro dissenso dall’ingerenza clericale, ma è invece “vile” l’intimidazione che lo stesso Marco Minniti, ministro vaticano, esercita verso il popolo italiano dispiegando l’apparato investigativo e repressivo dello Stato italiano, quasi a minacciare che il clero è al di fuori e al di sopra di ogni critica o satira. Ma per fortuna gli italiani hanno il senso del ridicolo con cui sommergere lo stesso Minnitti, il cardinale Bagnasco e tutta la buffa brigata.


RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

1. La voce “forzista” di Isabella Bartolini. È incredibile come pur conservando e volendo conservare la tessera di Forza Italia mi trovo assai spesso in disaccordo con parlamentari e rappresentanti eletti di Forza Italia. Il fenomeno, assai diffuso e riguardante la maggior parte dei cittadini che votano il loro deputato non importa in quale partito, richiede un approfondimento che dobbiamo rimandare ad altra occasione. Cosa ci sto dunque a fare? Cosa ci stanno a fare loro! Io perlomeno mi limito ad esporre le mie vedute, ad argomentarle, a discuterle e confrontarle con chiunque lo voglia. Non penso minimamente di imporre le mie posizioni a chicchessia. Facendo ciò, mi muovo nell’ambito dell’art. 49 della costituzione. Se non lo facessi, dovrei scegliere la via del terrorismo e della contestazione violenta, altro che scritte sui muri! Nella nostra pretesa democrazia nessuno si può azzardare a negarmi il diritto alle mie opinioni ed il connesso diritto di manifestarle. Non solo l’art. 49 non ha mai avuto nessuna applicazione, ma è stato in pratica abolito l’art. 67 della costituzione, come oggi denuncia Giovanni Berlinguer. Deputati come Bertolini, Lupi, Volonté e molti altri si guardano bene dal rappresentare il popolo italiano. Loro stanno lì in rappresentanza del cardinale Bagnasco e per tenere a bada il popolo italiano ed ogni conato di dissenso, perfino le scritte sui muri oggi nelle strade, domani nei cessi pubblici! Che fa Isabella? Devo sentirmi vincolato alle sue sciocchezze ed assurdità a proposito di quattro scritte sui muri delle chiese finanziate dal contribuente italiano? Ma a nome di chi parla Isabella? In che modo è possibile verificare il suo mandato? Posso discutere con i suoi elettori? Il suo mandato è stato conferito da chi? Dal cardinale Bagnasco? Chi rappresenta in realtà? Il cardinale Bagnasco? Isabella sa cosa significa laicità dello Stato? Dove ha raccolto i suoi voti? Nelle sacrestie del suo collegio elettorale? Non un “filo rosso”, ma un “filo bianco” lega la testa di Isabella Bertolini a quella del cardinale Angelo Bagnasco. Dopo tanto clamore, apprendiamo che: «…Da quel giorno un agente in borghese segue l’arcivescovo nell uscite pubbliche, che non sono state interrotte». Come nei gloriosi tempi passati delle fede, quando furono impiantate le radici cristiane, il prete tornerà ad essere accompagnato dal gendarme e dall’aguzzino! Sulla “pasquinata” non poteva mancare la voce di Luca Volontè: «Si indaghi a tutto campo – chiede Luca Volontè (Udc) per scoprire le responsabilità di questi atti, magari partendo dai ‘soliti noti’ estremisti frequentatori dei circoli anarchici e comunisti. I risultati delle indagini non possono farsi attendere un minuto di più». E quella di Pedrizzi, e la mia nuova conoscenza Maurizio Lupi: «è necessario che il clima di in intimidazione e di processo alle intenzioni che si scatena ogni volta che i vescovi o il presidente della Cei intervengono sulla società italiana cessi». Ma che vai cianciando? Avete tappato la bocca alla gente, riportandola all’epoca della Carboneria. Ma di quale “casa delle libertà” andate millantando? Avete “assassinato” la libertà degli italiani. Fate tutti parte parte del partito neosanfedista italiano, tutti arruolati nelle armate del cardinale Ruffo. Episodi innocui come quelli descritti hanno l’indubbio merito di far uscire allo scoperto i clericali distribuiti in modo trasversale in tutti i partiti. Costoro hanno messo sotto i tacchi l’art. 67 della costituzione e si trovano in parlamento unicamente come portavoci del cardinale Bagnasco.
Non potendo essere la laicità rappresentata più in parlamento, non resta che la scritta murale come ai tempi di Pasquino, ai tempi dell’illiberale e liberticida governo pontificio, che ora rivendica per sé quella libertà di espressione che per secoli sotto pena del patibolo ha negato agli altri, ma con un “aggiornamento” importante: libertà di parola ed espressione soltanto per sé e proibizione di ogni dissenso davanti all’Alto Magistero. Ma ecco che i nostri ineffabili parlamentari gridano al “terrorismo”, ignorando che ben altro e maggiore terrorismo è quello dello stesso Bagnasco, che attenta ai diritti dei cittadini italiani e considera il parlamento italiano una succursale della sua sacrestia. Ma chi è Isabella Bertolini? In parlamento si interessa di “cani e gatti”. Vive a Modena, dove ha iniziato la sua carriera politica nella Gioventù Liberale. Bisognerebbe sapere di quale liberalismo si tratta. Mah! Quel che è scritto, sarà pure, ma il suo “filo rosso” non mi convince per nulla e come elettore di Forza Italia mi dissocio dalle sue posizioni chiaramente clericali, contro le quali l’anticlericalismo ha non minore legittimità dell’anticomunismo e dell’antifascismo.

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