venerdì, aprile 06, 2007

Ferdinando Adornato e la costruzione del partito unico

Mi è riuscito di ascoltare qualche convegno organizzato dalla Fondazione Liberal dell’On. Ferdinando Adornato in vista del progetto di costruzione del partito unico del centro destra. Sarà stato un incidente, un’incomprensione, un disguido, ma nell’ultimo suo convegno al quale partecipai, al Capranichetta in Roma, non ho avuto la parola, pur avendo mandato l'apposita richiesta e per giunta qualificandomi come Coordinatore provinciale dei Clubs di FI in Reggio Calabria. Non potendo avere l’alto onore di parlare di persona all’on. Adornato, mi servo della rete come mezzo per esprimermi e far circolare le mie osservazioni sul modo in cui il progetto di partito unico si va precisando. Non sarà questo l'unico post, ma il primo di una serie dove oggetto di osservazione saranno le iniziative dell’on. Adornato di cui mi giungerà notizia. Anche oggi tramite Radio radicale sento di un intervento dell’on. Adornato di appoggio alle posizioni interventiste del papa, che a giudizio dell’on. Adornato non farebbe altro che esprimere il proprio pensiero, quel pensiero che la Chiesa dall’anno 1559 in cui con Paolo IV istituiva l’Indice dei Libri Proibiti fino al 1966, quando divenuto anacronistico e controproducente per la Chiesa stessa veniva abolito da Paolo VI. Ce ne vuole per fare di Papa Ratzinger un iscritto al Partito Liberale! Bisogna appunto che di liberali autentici in Italia non ne esistano affatto. Solo così si potrà accreditare il cattolicesimo liberale di Ratzinger-Pera.

La verità è un’altra. Incominciamo a dirla senza peli sulla lingua e senza riguardi per nessuno. La politica è la sfera della pubblicità dove le cose si dicono per quello che sono e non si nascondono per convenienza e opportunismo. La posta in gioco su cui ruotano i tanti Casini d’Italia sono i voti cattolici, cioè i voti di quei cittadini che nei loro comportamenti elettorali si pensa siano sensibili se non proni alle indicazioni del papa e della gerarchia ecclesiatica. Si tratta di chiedersi, rispondendo alla domanda, se questi voti e questi cittadini sono compatibili con uno Stato laico e soprattutto liberale. Sarebbe bene espellere il termine “laico” dal lessico politico perché significa poco ed è quanto mai ambiguo. Laici sarebbero tutti quelli che non sono preti. Il termine risale all’epoca in cui nelle campagne medievali il termine “cristiano” era sinonimo di uomo, persona. Pertanto in queste società chi non era prete, vincolato ad un celibato imposto e malamente rispettato, doveva essere necessariamente laico. Oggi le società sono molto più differenziate e i cattolici osservanti sono spesso una componente minoritaria.

L’ambiguità che notai subito nel progetto Adornato e che vedo riaffiorare in ogni suo intervento di cui mi giunge notizia è nel voler mettere insieme due termini contradditori ed inconciliabili: liberale e cattolico. A dirlo non sono io, ma duemila anni di storia del cristianesimo. Se l’on. Adornato lo vuole, possiamo ripercorrere insieme il cammino umano storia. Se ne potrà facilmente convincere, se superiori ragioni di opportunità e opportunismo non lo spingeranno a sostenere il contrario, ma in questo caso sarà lui a perdere di credibilità e nessuno potrà seriamente credere che papa Ratzinger sia un liberale al quale stiano a cuore i diritti di tutti i cittadini italiani. La storia dimostra senza ombra di dubbio che la Chiesa ha avuto sempre innanzitutto a cuore i suoi privilegi. Non voglio fare lezioni di storia all’on. Adornato, che è persona fin troppo istruita.

Veniamo al dunque. Cosa fare con i cattolici? Devo innanzitutto dirci loro cosa sono e soprattutto a quale fedeltà si sentono vincolati. Non si può servire due padroni. Se ritengono di essere cittadini italiani, pienamente inseriti nell’unità politica del popolo italiano, entità sovrana che non ubbidisce a nessuno, neppure al... papa. Non è lontanamente pensabile, ammissibile, sospettabile che un parlamentare cattolico traduca in deliberazioni parlamentari le Note della Conferenza Episcopale, cioè dell’organo di uno stato straniero che per giunta attinge largamente alle risorse dell’erario italiano. Ciò equivale ad un alto tradimento della fedeltà dovuta al popolo italiano, che anche quando è sinceramente cristiano non è un popolo di bigotti. E dunque il partito unico del centro destra dovrebbe essere anticattolico? Non è detto. Non necessariamente. Spero di no. La linea maestra è la separazione vera ed autentica, non finta, fra Stato e Chiesa: a Cesare quel che è di Cesare, a Dio quel che è di Dio. Sarebbe un salutare ritorno a Vangelo, troppo spesso ignorato dai papi che si sono succeduti nel governo dello Stato pontificio. Formalmente con la nuova formula del Concordato, nel 1984, il cattolicesimo non è più religione di Stato. Non è così. Il cattolicesimo continua ad essere religione di Stato. Bisogna concretamente attuare un regime paritario di libertà per tutte le confessioni religiose e per le posizioni filosofiche che si traducono in condotte di vita diverse da quelle della “morale cattolica”, costruzione ideologica quanto mai opinabile ed in nessun caso traducibile in normativa dello stato italiano.

In altri termini, bisogna ricondurre la religione, ogni religione, entro lo spazio privato nel quale i cittadini, tutti i cittadini, esercitano la loro libertà. Occorre contrapporsi senza timidezza ed esitazione a quanti come Pera, Ferrara, Casini, Buttiglione, Volonté, Mantovano, ecc., teorizzano per la chiesa il diritto allo “spazio pubblico”. Le chiese, che non dovrebbe adottare le tecniche dello spamming per accrescere i loro consensi, si rivolgono innanzitutto ai loro fedeli in quanto loro fedeli. Questi possono confrontarsi con altri cittadini solo in quanto concittadini. Dimenticare questi principi, autenticamente liberali, significa non aver appreso nulla dei lunghi secolari conflitti di religione che hanno insanguinato le terre d’Europa, irrorate di sangue cristiano con tanto di benedizione papale (per tutti: la “crociata” contro gli Albigesi) e che si sono teoricamente e dottrinalmente concluse con la pace di Westfalia (1648), guarda caso non riconosciuta dalla Chiesa, ma da cui è sorto lo Stato moderno.

Mi scuso per la schematicità di questo mio intervento, ma sono convinto che siano la maggior parte dei cristiano-cattolici a non volere uno Stato clericale, le cui estreme grottesche conseguenze, realtà del passato, comporterebbe l’obbligo per legge di tutte le pratiche cultuali del Catechismo. Ritengo che i parlamentari cattolici siano i corruttori di quel poco di religione e di devozione che è ancora rimasta in Italia. Non mi professo nemico della religione e mi auguro che in Italia tornino a fiorire autentici valori religiosi, ben diversi da quelli che oggi vengono spacciati come tali. Se per rincorrere il voto cattolico il Partito Democratico di Prodi, Fassino, Rutelli da una parte ed il Partito della Libertà di Berlusconi, Fini, ecc. faranno a gara nell’essere proni al papa o a Ruini/Bagnasco, temo che il nuovo quadro politico-istituzionale bipartico, in sé auspicabile, sarà molto più illiberale ed asfittico di tutti i regimi che lo hanno preceduto dal 1929 in poi.

RASSEGNA STAMPA COMMENTATA

a) Ferdinando Adornato:

1. Liberal, Adornato guida la riscossa dei moderati. Qualche osservazione avrei da farla sulla natura della Fondazione Liberal, che a quanto pare aspira ad un particolare riconosciumento nel partito unico che sarà, quando sarà. Mi riferisco ad un intervento dell’on. Sodano che mi pare ciò dicesse proprio al Capranichetta. Come presidente di un Club di FI il mio rapporto con Liberal cessò, quando appresi che per aderirvi in quanto presidente di club avrei dovuto fornire un sostegno finanziario. Ero privo di mezzi per sostenere la mia attività politica in Calabria ed avrei dovuto tassare i miei iscritti per finanziare l'on. Adornato, che una volta sentii dichiararsi povero perché disponeva di un solo miliardo di lire per la sua rivista. Allibii io che con zero lire di riviste scientifiche ne ho fondato e diretto tre. Anche nell'incontro lametino, al quale non ho partecipato, l’on. Adornato torna sugli stessi temi da me in lui evidenziati e criticati.


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