martedì, aprile 10, 2007

Tre libri in lettura

Il numero dei libri che leggo in contemporanea non è quantificabile. Se non ricordo male, Nietzsche scrive da qualche parte che uno studioso di professione “compulsa” in media due o trecento libri al giorno. Se ci si intende sul “compulsa”, credo che la stima sia attendibile e nelle condizioni odierne credo che il numero possa essere anche maggiore. Con l’invenzione della stampa sono notevolmente mutate le condizioni della produzione, fruizione e distribuzione della cultura e del sapere. Dopo la stampa sono venuti altri mezzi come la televisione e internet ai giorni nostri. Al libro è rimasto un ruolo privilegiato. Intanto, per scriverlo ci vuole molto più tempo (ma estremamente variabile a seconda dei casi) ed una precisa organizzazione e disciplina del lavoro da parte dello scrittore, che in virtù di questa disciplina di lavoro acquista una certa competenza sui tema trattati. Ma qui il discorso si allarga e non voglio uscire dallo scopo che mi sono proposto di un breve annuncio su tre libri in particolare dei quali ho deciso una lettura sequenziale e non compulsiva, allo scopo di farne una critica ed una decostruzione, uno smontaggio dei singoli mattoni per dare magari una diversa interpretazione ed utilizzazione dei singoli elementi. Non potrò fare questo lavoro in poco tempo ed in questo blog specificamente pensato per la critica e la militanza politica. Devo quindi rinviare agli altri miei blogs, di cui è disponibile un elenco nella seconda colonna qui a fianco. I blogs sono: a) quello di Geopolitica dove mi sono proposto di trattare con intenti scientifici (ma non avalutativi) le questioni attuali di politica internazionale; b) Le Spigolature storiche, dove indago fatti anche assai remoti nel tempo, ma che ancora possono gettare lumi sul nostro presente se adeguatamente conosciuti; c) le Meditazioni filosofiche per riflessioni estermporanee di carattere filosofico; d) la Storia della filosofia, nato e concepito per finalità didattiche. Più altri di carattere più specialistico.

I tre libri sono: a) Domenico Losurdo: Il Linguaggio dell’Impero. Lessico dell’ideologia americana. Di questo libro ho già iniziato la lettura. Si tratta di lettura per me non irritante perché mi trovo spesso d’accordo con le analisi di Domenico Losurdo. Ne ho già iniziata la lettura e chi vuole può andare al relativo post di avvio. Altri due libri li ho appena comprati: b) Luciano Canfora: La democrazia. Storia di un’ideologia. Canfora se non erro è autore schierato in un’area di sinistra estrema. Io dovrei essere un suo avversario politico. Ma non è questo il punto e non interessa affatto. Da anni vado rimuginando sulla “democrazia”, cosa di cui troppo si parla senza sapere bene cosa sia. Se Canfora ha fatto una buona analisi di un tema che mi arrovella da sempre, non mi importa per quale partito vota. Sarò suo critico o mi associerò alle sue analisi a seconda dei casi. c) Fiamma Nirenstein: Israele siamo noi. Si tratta di un libro di estrema faziosità ed anche idiozia. Avrei dovuto non comprarli e gettarlo via. Ma è un libro di guerra, nel senso che la giornalista Fiamma Nirenstein si propone con esso un’attività di sostegno alla guerra degli Israeliani contro tutto il mondo arabo. Fin nel titolo è una scimmiottatura di un altro libro. Ma non anticipiamp qui la critica che verrà. In questo stesso contesto si potrebbe aggiunger un altro di attualità e di grande successo: d) Piergiorgio Odifreddi: Perché non possiamo essere cristiani (e meno che mai cattolici ). Ma di questo libro ho già ampiamente trattato proprio in questo blog.

Naturalmente, e per fortuna, non sono queste le mie uniche letture e non dedicherò ad esse tutto il mio tempo di lavoro. Ma trattando questi quattro libri, qui indicati a preferenza di altri, temi strettamente legati all’attualità politica, sono da me presi esemplificativamente come punto di partenza per un dibattito ed una resa dei conti con l’ideologia e le dottrine politiche del nostro presente. Su ognuno di noi incombe l’obbligo di pensare il proprio tempo e su quanti “fra noi” sono o si ritengono meno “cretini” del loro prossimo incombe il pesante fardello morale di porsi al loro servizio, offrendo elementi di giudizio e di riflessione critica.

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