lunedì, marzo 20, 2006

Guerra in Iraq: la posizione del partito

Mi sembra poco convincente la tesi sostenuta e vorrei sapere quali sono stati i momenti che hanno portato ad assumerla. Quali i dibattiti interni se mai ve ne sono stati. Un'organizzazione democratica di un partito dovrebbe conoscere momenti di confronto e di sensibilizzazione. Non può essere che qualcuno decida per tutti e tutti poi si debbano sentire vincolati a decisioni che passano sopra le loro teste. Tanto più se si tratta di una guerra dove tutti potremmo essere chiamati a combattere e a morire. Infine, mi sembra arduo sostenere che in un teatro di guerra si stia lì per garantire la pace o peggio ancora per riorganizzare le forze di polizia di un nuovo governo creato dal nulla, ovvero creato dagli USA. E c'era bisogno della nostra presenza per simili compiti? Se gli USA avevano fatto trenta non potevano fare trentuno? Perché dare noi agli USA appoggio in un'operazione di dubbia legittimità. E lasciamo stare l'ONU che è un fantoccio privo di serio credito e buono solo per nascondere decisioni prese dagli USA stessi che fanno la loro politica imperiale servendosi di fantocci di ogni genere. La nostra alleanza con gli USA va ripensata su una base di reale autonomia e parità almeno formale.

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