giovedì, marzo 09, 2006

Nuove frontiere dell'ideologia: il termine populismo

Per decenni l'ideologia della Sinistra si è nutrita della contrapposizione fascismo - antifascismo. Oggi di fascismo non se ne vede più in giro e non vi chi in esso si identifichi apertamente al punto di farne una posizione politica attuale. Io ritengo che il fascismo, esperienza tragica e grande, sia qualcosa che appartiene alla storia e che debba essere trattato e considerato con la stessa serietà con cui si dovrebbe scrivere la storia, cioè avendo rispetto per la verità al di sopra e al di là delle parti. Basta con gli insulti e cerchiamo di capire perché i cosiddetti regimi totalitari hanno avuto l'indubbio consenso che hanno avuto. L'ordine dei giornalisti deve ringraziare Mussolini se ancora oggi conserva il monopolio del sistema dell'informazione. Ma non è questo il punto della nostra odierna riflessione.

Ieri sera, alla trasmissione di Gad Lernerr, L'Infedele (di sinistra, direi), ho finalmente compreso uno dei significati attribuito al termine "populismo", cioè non un significato intrinseco (come tavolo, strada, pane) ma il significato che vi si vuol attribuire da una parte interessata a forgiare un concetto polemico: sono quanto mai attento al significato dei termini della lingua italiana, ma il termine populismo mi sembra uno di quei concetti che possono essere definiti "in costruzione", come ad esempio quello di "laicista" in opposizione a laico. Don Gianni Baget Bozzo ha subito evidenziato l'uso strumentale del termine populismo e Paolo Flores d'Arcais si è subito dichiarato d'accordo sull'equivalenza populismo = fascismo, senza tuttavia comprenderne la fragilità concettuale. L'ideatore di questo significato o il suo divulgatore è stato ieri sera lo stesso Paolo Flores d'Arcais, che ricordo per aver organizzato all'inizio del mandato Berlusconi un convegno al Goethe Institut di Roma, dove veniva scomodato il diritto naturale per demonizzare il Presidente del Consiglio uscito dal sistema delle urne. La faziosità della manifestazione era evidente. Se ben ricordo, l'argomento contro Berlusconi era un preteso monopolio dei mezzi di informazione, mentre la realtà sta dimostrando il contrario: il monopolio dell'informazione, o lo strapotere, è a sinistra, non a destra. Trasmissioni come quelle di Lerner ne sono una prova. Ieri il nostro Paolo, intellettuale organico di gramsciana memoria e direttore del foraggiatissimo Micromega, si è rivelato per quello che è: un portatore d'acqua. Io posso essere critico e lo sono quanto mai nella parte politica in cui ho deciso di militare. Infatti, di fronte ai tanti Paoli di cui è piena l'Italia mi sono deciso ad impegnarmi in politica, per non trovarmi mio malgrado ad esser membro del partito degli ignavi di dantesca memoria. Non ho però mai rinunciato alla mia attitudine critica all'interno di Forza Italia e mi è abbastanza indifferente l'esito elettorale della competizione in corso: non mi vestirò a lutto se andrà a palazzo Chigi Paolo Prodi, non mi vestirò a festa se vi rimarrà Silvio Berlusconi. La mia vita cambierà poco o nulla nell'uno o nell'altro caso. Tuttavia, per aver votato come ho votato alle ultime elezioni scopro di essere stato un "populista" e un "fascista", stando agli insulti di un Paolo Flores d'Arcais.

E veniamo al punto. Il nostro Paolo può assumere le posizioni politiche che meglio crede, parteggiare per chi vuole. Non è in discussione un suo diritto o i suoi gusti: de gustibus ne disputandum est! Ma non può insultare chi è di diverso orientamento. Ieri sera si è dato del cretino a metà circa degli italiani. Alla faccia della democrazia! In termini costituzionali, se sovrano è il popolo, ieri sera si è consumato un crimine di lesa maestà e alto tradimento. Nel corso di una pubblica ed affollata manifestazione in occasione del referendum io non ho avuto esitazione ad insorgere contro un Tajani, da me eletto, per essersi egli incautamente azzardato a tirare fuori l'argomento del popolo ignorante perché i quesiti referendari erano troppo difficili da capire. Restando io in Forza Italia, finché non mi espelleranno, un Tajani ha trovato in me un suo fiero avversario interno e così anche i fratelli De Lillo ed altri ancora che si nascondono dietro le tonache dei preti, per catturare voti confessionali. La posizione espressa dal nostro Paolo Flores d'Arcais è assurda anche per un altro aspetto. Nel sistema dell'alternanza vi può essere avvicendamento in quanto vi sia spostamento di elettorato da una parte all'altra o viceversa. Ma non si può offendere chi si sposta da una parte all'altra, assolvendolo dalla patente di cretino o populista-fascista per aver votato in passato dall'altra parte.

Chiudo con una battuta. In un pensatore del settecento napoletano, che scrisse in materia di ineguaglianza tra gli uomini, si riporta un episodio immaginifico. Un savio, visitando un manicomio, chiese quanti fossero i matti ivi rinchiusi. Rispose un "matto", dicendo: qui dentro siamo in pochi, ma fuori ce ne sono molti!

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