venerdì, marzo 24, 2006

Mario Mauro e altri: l'area dell'intolleranza e del fanatismo religioso

Come regolare tesserato a Forza Italia rivendico una posizione politica affatto distinta da quella di un Mario Mauro o Antonio Tajani, al quale ritiro idealmente il voto dato per l'elezione al parlamento europeo. Non poteva disattendere in modo più assoluto e radicale quelli che sono i miei intendimenti: eccolo il volto nascosto della democrazia! Il mio contrasto sarà tuttavia massimo solo che mi si consenta di parlare in dibattiti interni di partito che non hanno mai luogo in Forza Italia, ovvero quando hanno luogo poco spazio è concesso al dissenso verso quelli che pagando la sala di qualche lussuoso e costoso albergo pensano per questo di aver comprato anche il cervello e la coscienza dei convocati al raduno. Dell'on. Mario Mauro (da me qualche volta avvicinato) so che proviene da "Comunione e liberazione". Non mi piace esprimermi in questi termini, ma visto che da altri tanto si parla di nazismo, anche se a vanvera, penso francamente che un simile appellativo lo meritino più i fanatici di Comunione e liberazione, ahimé confluiti in Forza Italia, che non gli olandesi, che sono un paese molto più avanti di noi in fatto di diritti civili e di tutela e protezione dei disabili. Tecnicamente non posso e non voglio qui entrare nel merito di una questione delicata che in Olanda ha già avuto la massima attenzione e considerazione prima di giungere ad una decisione parlamentare, mentre tipi come Giovanardi non sono in grado di apportare nessun approfondimento in questioni bio-etiche, ma vogliono soltanto alzare un polverone per raccogliere voti e consensi nell'area del fanatismo religioso. Perché proprio di questo si tratta, non riuscendo a dare loro il benché minimo credito sul piano della religiosità. Il ministro Giovanardi, privo di ogni minimo senso dello stato, ha provocato guasti nelle relazioni diplomatiche con l'Olanda. E' inammissibile.

Come pagano superstite, nostalgico della religiosità precristiana, non posso che sentire sconcerto e disgusto con questa storia della radici cristiane, che poi si intendono cattoliche: e porrei anche una contraddizione di fondo fra originario cristianesimo e cattolicesimo al potere, che poco si distingue dal clero giudaico che mise a morte un Gesù Cristo che ne minacciava il potere ecclesiastico. Sarebbe quanto mai istruttiva una nuova storiografia che illustrasse il processo violento con cui il cattolicesimo, proclamato religione di Stato, ha estirpato le vere radici dell'Europa che affondano nel mondo greco-romano. Ma non c'è peggior sordo di chi non vuol stare a sentire e qui mi fermo: il tema delle vere radici mi è caro e ben diversamente da come pensano i Mauro e i Tajani. Solo il politeismo (o relativismo) dei valori e delle fedi religiose può consentire la costruzione di un'Europa che si collochi nell'area geopolitica del mondo antico e viva in una comunione pacifica di popoli con tutta la ricchezza e diversità delle loro culture fatte di fedi e valori diversificate.

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