domenica, marzo 12, 2006

La sconfitta referendaria

Caro Mario,

Ti mando in privato (ma pubblicamente) un breve commento al tuo articolo sulla legge n. 40:
http://www.ragionpolitica.it/testo.5067.
ecco_frutti_positivi_dell_applicazione_della_legge.html

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Ma quale sconfitta?
di http://clubtiberino.blogspot.com/

Caro Mario,

ho capito poco o nulla del tuo discorso e di cosa vuoi dare ad intendere. In quanto al referendum non mi sento per nulla uno sconfitto: dovrebbero piuttosto sentirsi dei "furbetti" quelli che si sono rifugiati nell'astensione, piuttosto che accettare il voto. La vicenda referendaria rimarrà indelebile nella mia memoria: di nessun altro referendum potrò ricordarmi con altrettanta vividezza. Senza astio e senza rancore per nessuno, ma come esperienza altamente istruttiva dell'ingerenza ecclesiastica nella vita civile e politica di un paese. Sulle questioni "scientifico-embriologiche" so poco e ancor meno ne sanno quanti vogliono far figli, sulle questioni di libertà ne so invece quanto basta per assumere posizioni. Di embrione in quanto essere umano o persona faresti meglio a non parlare: la "scienza" qui c'entra poco. Sui temi etici tutti possiamo dire la nostra: la chiesa cattolica non è la depositaria dell'etica degli italiani! Etica e religione sono ambiti distinti che si elidono a vicenda se vengono mescolati insieme. Non avevo interessi personali sulla materia referendaria e non ne seguo gli sviluppi, ma non mi pare che siano cessati i motivi per fare viaggi all'estero da parte di quanti sono di diverso avviso dal tuo e vanno nella pur cattolicissima Spagna per quelle pratiche che non sono consentite dalla legge italiana. Aver criminalizzato questi concittadini non mi sembra che sia cosa di cui andare orgogliosi o scialar vanto, come mi pare tu stia facendo. Arriveremo al punto in cui ci si guarderà con odio, appena qualcuno sentirà limitata la sua libertà da assurdi ed incomprensibili credi religiosi altrui. Non mi sembra sia questa una strada politicamente percorribile per qualche miserabile manciata di voti confessionali. Perché di questo si tratta: di voti. L'ho sentito dire senza mezzi termini in riunioni di partito. A me non interessa vincere le elezioni sacrificando la libertà ed i diritti dei cittadini: preferisco perdere!

Detto ciò, dichiaro il più alto rispetto per il sentimento religioso, quando questo si mantiene nell'ambito che le è proprio, cioè la sfera della privatezza. Manifesto invece una massima disistima quando esso si mescola con motivi che gli sono estranei e pretende di acquisire potere e dominio su altri. Anzi, per essere più precisi, ritengo che in questi casi esso non esista affatto, sia soltanto un miserabile pretesto per perseguire interessi inconfessabili. I San Francesco hanno più volte salvato una Chiesa istituzione corrotta dedita a tutti gli intrallazzi della ricerca del potere. Ma ora di San Francesco non ve ne sono più e non possono esservene nelle condizioni della nostra civiltà. E qui mi fermo perché il discorso condurrebbe assai lontano.

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Ho notato che TUTTI i miei commenti vengono oscurati nella liberale "Ragionpolitica". Non piango per questo, avrei ben altre cose su cui dover piangere, ma ne traggo motivo per una lotta politica interna a Forza Italia, dove vedo si sono annidati un bel po' di soggetti che con il liberalismo e la laicità hanno poco a che fare. Continuo in altre sedi la lotta e traggo spunto proprio dalle posizioni illiberali che trovo in Ragionpolitica.it per sviluppare i miei argomenti (in altra sede, che per fortuna esiste, avendola creata allo scopo). Confido di poter raccogliere una base di consenso fra gli iscritti a Forza Italia, ma anche se restassi una voce isolata non mi pento per essere uscito allo scoperto.

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