sabato, marzo 17, 2007

Buttiglione: il laico è lui!

Stavo curando a questo computer il mio blog di lingua tedesca. Sapendo quanto amo Buttiglione, sono stato chiamato nell’altra stanza dove alla tivvù veniva servita al telespettatore un’altra intervista al “filosofo” Buttiglione. Per la verità, non mi aspetto novità o cose nuove da Rocco Buttiglione. Il percorso della sua vita e della sua carriera nonché del suo “pensiero” era segnato ancora prima che nascesse. È semplicemente disarmante: con chi ha il dono della Fede vi è poco da discutere. Mi ha fatto cascare le braccia la sua ennesima battuta: laicisti sono quelli che vorrebbero che i i vescovi stessero zitti, mentre un esempio “sano” di laico è proprio Buttiglione, che vuol essere preso sul serio in quanto cattolico. Dei cattolici non si può fare a meno nella nostra vita. Tutta l’umanità che è vissuta prima del cattolicesimo è stata orbata di un simile conforto e di una simile fortuna. Il buon Rocco non trae le non previste e gradite conseguenze dall’insegnamento del suo e ahimé anche mio maestro Augusto Del Noce, che aveva ben chiaro che l’assenza dell’ateismo moderno, o meglio del rifiuto del cattolicesimo, è proprio il rifiuto dell’idea del peccato. Questa idea persiste solo perché i vescovi (e Buttiglione) non hanno altro da dirci se non che siamo peccatori e che solo loro hanno il potere di “salvarci” con i loro sacramenti che ogni anno costano al contribuente italiano cifre astronomiche. Bontà sua, il buon Rocco quando mette “contro natura” gli omosessuali, li riscatta subito dopo dicendo che siam tutti peccatori, Rocco compreso, anzi Rocco è “più grande” peccatore, giacché Rocco non può essere che sempre “grande”. Ma caro Rocco, lasciati dire che l’idea del peccato e del peccatore è una tua incrostazione culturale in quanto “cattolico”: ci campi e pure bene! Non per discriminarti, ma se uno ritiene piuttosto antiquata ed assurda questa idea, potrai proporti quanto vuoi come cattolico, ma è difficile che tu possa apparire interessante se non per quei vescovi con i quali i “laicisti” hanno poco a che fare ed ai quali certo non vogliono impedire di parlare, ma dal cui invadente e onnipresente eloquio hanno pur il diritto di difendersi: vana speranza di poter essere lasciati in pace. La stessa distinzione fra laico e chierico è purtroppo il retaggio di una presenza fondamentalista e integrale del potere cattolico, per cui se non si era “preti” non si poteva essere altro che “laici”. Il vocabolario non lasciava margini. Tu caro Rocco, sei laico solo perché non hai la tonaca del prete, ma poco ci manca: la tonaca tu la porti nella tua testa. Penso alla tua bella pretesa di occuparti dei diritti civili degli omosessuali, dicendo che li consideravi “peccatori” e “contro natura” ma che potevano sentirsi garantiti dalla tua bontà d’animo e dalla tua cristiana magnanimità. Caro Rocco, stai tranquillo, non vi è nessun rischio che tu con la tua laicale e vescovile presenza possa scomparire dalla nostra vita: ci accompagnerai fino al capezzale e oltre!

2 commenti:

unanno ha detto...

Francamente il commento questo testo se lo fa da solo: è un testo autoreferenziale, che non lascia spazio a replica, si soddisfa da se', ma siccome c'è questo spazio di commento provo a inserirmi nello spazio lasciato dal professore fra un'invettiva e l'altra - salvo poi ad essere cancellato dall'autore del blog, come leggo qui sotto - allora? dov'è andato a finire il rispetto per l'interlocutore, caro professore? Lei si tenga la sua laicità che noi ci teniamo la nostra. Non Le sembra che il nome laico sia un tantino preso in prestito dal linguaggio ecclesiastico? Lo ammette Lei stesso... Se veramente volete - vogliamo - in quanto laici essere indipendenti rispetto a Chiesa e qualsiasi ideologia proviamo a non utilizzare il linguaggio della prima, non Le pare? Altrimenti - ma che dico? - potrebbe sembrare - orrore! - che nasciamo dalla voglia di contrastarla piuttosto che per affermare principi propri... e mi sembra che proprio qui ci troviamo. In positivo, caro Lei, provi a pensare che nelle idee dell'interlocutore ci possa essere qualcosa di valido - anche solo per caso - e vedrà che farà delle belle scoperte, altrimenti, oltre a non avere nessuna premessa per il dialogo, perdoni, ma proprio laico, Lei non è. Io, che mi sento orgogliosamente laico e che, Le assicuro, non ho gettato il cervello all'ammasso solo per il fatto di essere cristiano-cattolico, cerco sempre di mettermi nei panni della persona con cui discuto e che esiste la possibilità, anzi la probabilità, anzi la certezza che almeno in qualcosa questi abbia da insegnarmi. Per il momento concludo qui o faccio la fine che fa Lei quando si parla addosso. Alessandro Pagano Pagano (pensi un po' che ironia ha la sorte!)

Antonio Caracciolo ha detto...

Il mio articolo è del marzo 2007! Il suo commento arriva un anno dopo! Ho dovuto rileggere il mio testo di un anno fai e poi ho letto il suo commento.

Ebbene, quali sono le sue obiezioni? Si figuri se vuole dibattere, mi invita a nozze! Ma mi faccia prima capire quali sono le sue obiezioni a ciò che ho scritto io. Non le vedo e non le capisco. Cosa le dovrei replicare a mia volta?

Che vuol dire che il commento me lo faccio da solo? Io ho scritto un vero e proprio articolo e l'ho lanciato sulla rete. Mica a me mi pubblicano sul “Corriere della Sera” o mi chiamano in televesione, dove Rocco va una sera sì e l'altra con mio grande plauso e godimento, come può immaginare. Lei in questo spazio si inserisce... dopo un anno! E di cosa si lamenta? Che io l'abbia censurata? E quando mai?

Certo io mi tengo la mia laicità e lei si tenga la sua. Il problema è che lei non pretenda di impormela la sua. Di certo io non impongo niente a nessuno.

L'ho detto io per prima che la chiesa cattolica ha perfino pervertito il linguaggio distinguendo gli uomini in chierici e laici. Non è una bella situazione. Se dovessi provare a definirmi con altri concetti dovrei risalire ad un'epoca precristiana...

Io dovrei pensare che nelle idee di Buttiglione ci sia qualcosa di valido? Lo devo credere per Fede? Mi dispiace per lei, ma io questa Fede non ce l'ho! E se uno la Fede non ce l'ha mica se la può dare! A me Rocco mi fa solo irritare e purtroppo in televisione non sono io che ce lo mando, anche se mi fanno pagare il canone...

E se non sono un laico cosa sono un prete? Questa mi giunge nuova! Ma se lei vede così, cosa posso farci io?

Io non ho nessuna pretesa di insegnarle alcunché. È già molto se riesco ad orientarmi per i fatti miei senza il magistero di Rocco! Figuriamoci a voler insegnare qualcosa ad altri. No, mio caro, questo presunzione la lascio a lei cristiano-cattolico, voglioso di apostolato e proselitismo.

Mi parlo addosso? Ma lei sta per caso parlando a me o a se stesso? Vedo io reclamo un mondo dove poter vivere in pace senza essere afflito né da lei né da Rocco.