venerdì, marzo 23, 2007

Il bailamme continua

Sulla base delle informazioni di cui disponiamo ci facciamo una nostra rappresentazione del mondo. Siamo di certo condizionati dalla natura, dalla quantità e dalla qualità delle informazioni disponibili. Il problema preliminare è il vaglio critico delle informazioni che a noi sono concesse. Ciò premesso a mo’ di cautela e basandomi sulla comoda e gratuita rassegna stampa quotidiana di radio radicale oltre alle informazioni disponibili in internet, mi sembra di trovare oggi conferma ad un mio giudizio ieri espresso e che potrebbe sembrare eccessivo e non abbastanza argomentato. A me piace ogni tanto esprimermi in una forma esasperata fino al grottesco e paradossale. In questo modo cerco di ottenere una maggiore evidenza intorno a d un concetto essenziale.

Ho detto che l’articolo unico e fondamentale della nostra costituzione è il vincolo di soggezione e vassallaggio verso il nostro vincitore del 1945. La retorica di stato ha sempre nascosto questa amara verità parlando di Liberazione, Alleanza, Resistenza e simili baggianate. Per oltre vent’anni il fascismo si era retto con largo consenso di oltre il 90 per cento degli italiani, i quali con la caduta del regime si sono scoperti tutti antifascisti. Come la maggioranza degli italiani di oggi, sono nato dopo la guerra e non ho avuto memoria, esperienza e responsabilità alcuna negli accadimenti politici europei dal 1914 al 1945, che a differenza di quanto insegnano i libri di storia e contro i libri ufficiali di storia mi sforzo di rappresentarmi concettualmente come un tutto unitario: la moderna Guerra dei Trent'Anni finita con il declino degli Stati europei (Francia e Inghilterra compresi) e l’irrompere sulla scena come potenza mondiale ed egemone degli USA, originatesi dall'occupazione violenta delle terre scoperte dal navigatore Colombo.

La vicenda Afghanistan e la liberazione del giornalista Mastrogiacomo, che senza gloria alcuna ha solo riportato a casa la sua “pellaccia”. La nostra solidarietà intorno a lui non ha nulla di eroico. Non produce aggregazione politica. Non è epopea. È solo una manifestazione dell'italico motto secondo cui per prima cosa viene la salute e poi il resto. Dopo la salute ci sono i soldi e la famiglia, che oggi non si sa più bene cosa sia. Sul mito della famiglia campa un'istituzione, la Chiesa cattolica con il suo variegato indotto, che in fatto di soldi costi non poco a tutti i contribuenti e mina con la sua stessa esistenza l’idea stessa di Stato e unità politica.

La rappresentanza politica parlamentare si sta sfaldando di fronte ad uno starnuto che viene da Oltreoceano. Maggioranza e opposizione fanno a gara per dimostrare chi è più fedele alleato. Manca qualsiasi sussulto di dignità nazionale. Cosa siano queste benedette “missioni di pace” condotte da soldati armati di tutto punto in territori stranieri, dove stanno con le armi in pugno per non sparare. Essendo stati noi un grande popolo guerriero, non mi faccio soverchie illusioni di quali possono essere gli esiti di uno scontro fra militari italiani e guerriglieri talebani, che hanno già sconfitto inglesi e russi. Intanto, per loro esigenze militari gli Usa fanno capire che i fucili italiani devono sparare le loro cartucce. La penosa formula dell'articolo 11 della costituzione, secondo cui l'Italia ripudia la guerra, rivela qui la sua inconsistenza concettuale e politica. In senso proprio, da che esiste il mondo degli uomini, tutti gli Stati finora esistiti non hanno mai voluto la guerra per la guerra. La guerra è morte e distruzione. Nessuno vuole la morte e la distruzione. Ma la morte e la distruzione esiste su questo mondo, come esistono gli egoismi umani e tutte le altre belle qualità proprie del bipede Uomo.

La cosiddetta Casa delle Libertà si sta preparando a scalzare la maggioranza del momento sulla base di un titolo di maggiore fedeltà all’Alleato americano. Non diventano per questo più chiare le ragioni per le quali dobbiamo stare nello scacchiere mediorientale. Evidentemente dobbiamo annetterlo alle terre dell’Impero. Mi ha impressionato la visita in America della Merkel, dove ha proposto l’idea degli Stati Uniti d'America e d'Europa, progetto caro a Marco Pannella. Nel mio vocabolario si tratta di una sostanziale annessione territoriale dell’Europa agli Usa. Non mi preoccupo qui delle miserabili formule dei giuristi positivisti che tranquillamente accettano l'idea che un bombardamento distruttivo quale mai si è visto nella storia sia l’equivalente dei razzi lacrimogeni delle “operazioni di polizia”. Questa scienza giuridica imbastardita non ci è di nessuna utilità e non merita nessuna considerazione, anche se proliferano le cattedre dalla quali si insegnano simili aberrazioni. Lo spettacolo che offrono i nostri politici che siedono in parlamento è il colmo dell’indecenza. Non si deve distinguere fra destra, centro, sinistra, sopra, sotto: sono tutti omologhi. Le loro contrapposizioni sono apparenti. Si tratta di una stessa oligarchia che amministra nel suo principale interesse le risorse pubbliche di tutti quei cittadini che non possono sottrarre all'avidità governativa i loro magri guadagni, spesso insufficienti per poter vivere.

È da chiedersi quanto il sistema potrà reggere e durare nel tempo. I progressi della medicina non hanno ancora sconfitto il cancro, ma consentono di sopravvivere più che per il passato. Credo che si possa paragonare il nostro ceto politico ad un cancro che ci divora giorno per giorno. Non resta che sperare nello Stellone d’Italia, a meno che i cittadini non sappiano uscire dal loro torpore e cercare nuove forme di aggregazione politica e nuova rappresentanza o meglio fin dove possibile forme di democrazia diretta.

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