mercoledì, marzo 28, 2007

La bufala dei nostri militari all'estero

Un miliardo di euro pare che costi il turismo militare dei nostri soldati all’estero, i quali dovrebbero garantire una non bene e quanto mai discutibile sicurezza internazionale. Un miliardo buttati via mentre in qualche Grande Archivio di Stato gli studiosi devono portarsi da casa la carta igienica, perché il bilancio dell’archivio non consente questi ingenti spese. Non è un'esagerazione, ma un fatto realmente accaduto. L’Italia però deve innanzitutto pensare al suo prestigio nel mondo. Quale prestigio? Non riprendo ora temi che possono ritrovarsi in altri miei post. Come elettore di centro destra mi limito ad enunciare che non mi ero accorto di aver vinto qualcosa quando Berlusconi siedeva a palazzo Chigi e meno che mai mi accorgo adesso di aver perso qualcosa. L’Oligarchia che ci governa ha sue proprie logiche che poco hanno a che fare con gli interessi e le idealità della stragrande maggioranza degli italiani, comunque e dovunque essi votino.

Come elettore del centro destra la mia sfiducia verso gli UDC è sempre stata alta. Non li ho mai digerito. Ho giudicato un pericoloso cedimento la loro imposizione su Berlusconi affinché escludesse dalla coalizione di centro-destra i radicali. È stato un cedimento al clericalismo. Adesso Berlusconi si prende il calcio dell'asino. Mi sembra che questa volta lo abbia capito e che si decida finalmente ad una rottura definitiva con i Casini d’Italia. Con loro o senza di loro le elezioni si vincono o si perdono, ma in ogni caso agli italiani poco interessa una farsa elettorale che è soltanto uno scambio di poltrone all'interno di un ceto politico omologo e solo in apparenza contrapposto. Il paese ha bisogno di riforme reali, non dell'apparenza di un mutamento che non cambia nulla. Di gattopardi ne abbiamo abbastanza.

Mi auguro che si vada dritti al referendum, se questo significherà una cancellazione della formula secondo cui se A dispone di 48 e B di altri 48 a decidere è C(asini) che dispone solo di 4 a seconda che di volta in volta decida di schierarsi con A o B. Questo è l’attuale sistema italiano. Tutto il resto è chiacchiera. Mi auguro che il voto al senato significhi per il centrodestra una scelta consapevole di disimpegno militare in ogni parte del mondo. Le “missioni di pace” o “umanitarie” sono ipocrite bugie. Si tratta al massimo di operazioni di polizia militare che di norma spetta a quegli stessi che la guerra la fanno o la vogliono. Noi ci limitiamo a raccogliere sul campo i morti che gli americano fanno: lasciamo a loro questo pietoso ufficio da becchini. Altra bufala è la lotta al cosiddetto terrorismo. Mai si è visto tanto dispiegamento di forze contro un nemico indefinibile e inafferabile. Una delle poche cose che si capisce di questo nemico è il suo carattere non statuale. Ma la guerra contro l’Afghanistan su base Nato è stata fatta contro uno Stato detto “canaglia” che si reputa ospitasse quello stesso Bin Laden, allevato dagli Usa. Di questo passo gli Usa faranno la guerra a tutto il mondo per inseguire i conigli che scappano. Neppure noi ci siamo salvati: la CIA considera il territorio italiano assolutamente libero per i suoi inseguimenti di conigli terroristi.

In Afghanistan sembra che le cose si facciano serie. Vi sono probabili rischi che i nostri ragazzi, stipendiati, ci rimettano la pelle. Finora potevano stare tranquilli del fatto che se avevano la divisa militare facevano al massimo da vigili urbani o da LSU. Adesso bisogna che ci pensino se il rischio vale lo stipendio che prendano. La smettano di far proprie le frescacce umanitarie. In Iraq vi è stato un commercio di reperti archeologici, su cui l’Espresso avevo fatto un servizio che per carità di patria non ha avuto lo stesso clamore di vallettopoli o delle frequentanzioni notturne del portavoce del governo. Auguriamoci che una buona ripresa dell’economia italiana riduca lo sbocco professionale nell'esercito per quanto non trovano di meglio. I miei timori mi inducono a immaginare in Italia scenari simili a quelli entrati nella storia con le Torri Gemelle. Se i servizi americani, molto meglio attrezzati dei nostri, non hanno saputo prevenire quell’attacco terroristico, figuriamoci i nostri. Per noi l'unica prevenzione possibile è una scelta di pace coerente e non ambigua. Se gli Usa vogliono conquistare il mondo, lo facciano da soli. Se saranno riusciti ad evacuare tutto l'Afghanistan, trasformando in una enorme Vicenza, non per questo noi saremmo diventati più sicuri. Il “terrorismo” sarà ancora più forte, invisibile, inafferrabile.

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