lunedì, marzo 12, 2007

Santa Madre Mastella di Calcutta

Mentre ero in Calabria, dove non dispongo di connessione internet, ho assistito alla trasmissione di Michele Santoro con Clemente Mastella. Chi legge questi miei articoli sa bene che non ho nessuna simpatia per Santoro, ma questa volta la repulsione per Mastella vince di gran lunga la mia antipatia per Mastella, che ripeteva lo stesso disco. Confutava i dati di Tramaglia sulla pedofilia dei preti in America, dicendo che la sua chiesa era quella di Santa Madre Teresa di Calcutta, comodo paravento dove si può nascondere un'altra madre: Santa Madre Mastella di Calcutta. Abbastanza ipocrita l'ambiguità con cui per un verso si diceva a favore dell'una parte, ma negava di discriminare l'altra. La risposta che gli si doveva era a proposito della sua insistenza sul diritto naturale. Il diritto cosiddetto naturale è una parte del pensiero filosofico che in oltre due mila anni di svolgimento non ha mai avuto carattere unitario. Vi si trovano posizioni contrapposte e non ha senso appellarsi ad esso come se fosse il codice civile vigente. Eppure Mastella si è detto filosofo, non già giornalista di provenienza professionale. Mah! Non esprimo nessuna solidarietà per Mastella, ma piena esecrazione e mi fa specie che a sua difesa si sia mosso Sandro Bondi. In Forza Italia non esiste dibattito. Uno pensa di poter parlare per tutti senza neppure sentirli. Altro che quattrocentomila tessere. Mastella è l'uomo della legge infame sulla negazione della libertà di pensiero e sulla libertà di ricerca. Solidarietà a Mastella e Binetti? Dio ce ne scampi e ce ne liberi!

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